03/03/2026
Nonna sferruzzava.
La trovavi lì, sulla poltrona in cucina, una figura statuaria quasi austera ma che non riposava. Un occhio ai fornelli, uno alla tv, la mente immersa nei calcoli e le mani che si muovevano veloci e sicure. La ammiravo. Non aveva avuto una vita facile, ma non mollava. Era Resilienza, molto prima che questa parola andasse di moda.
Quando da bambina mi ergevo a maestrina tentando di farle imparare a scrivere almeno il suo nome, sapevo che ne sarebbe stata capace, così come lo era nel fare così tante cose. Eppure la sua mano tremava sempre,probabilmente non le importava. Non le serviva lasciare un segno sulla carta. Lo stava già lasciando nei nostri cuori.
Io la guardavo con ammirazione: era capace di trasformare un filo in qualcosa di bello e utile facendola sembrare un'operazione tanto banale, ma non lo era affatto... e per questo c'era della magia. C'era magia in tutto quello che faceva, dai calzini di lana per il nonno (sufficienti anche per tutto il vicinato) al ciambellone pronto in un attimo, anche quando non c'era niente da festeggiare. C'era amore. Il suo sguardo severo era pieno di amore per me. Ho sempre pensato di essere stata il suo regalo di compleanno più bello, e abbiamo sempre spento le candeline insieme.
Non mi ha lasciato un libro di ricette con i suoi segreti, ma un'eredità immateriale molto più preziosa.
Nonna sferruzzava.
E io provo a portare avanti la sua "magia".