Amira Archivie Vintage Recycle and Restyle

Amira Archivie Vintage Recycle and Restyle It's a blog where everything about a conscious life finds own place Mirella Musumeci è nata in Sicilia. Ha collaborato, tra gli altri, per Vogue e L'Uomo Vogue.

AMIRA ARCHIVIE: L'ALCHIMIA DELLA MODA

creatività, trasformazione, sostenibilità

Amira Archivie è un progetto pensato da Mirella Musumeci che ha sentito l'esigenza di trasformare la sua passione per le cose belle e la sua visione dello stile in attenzione particolare all'artigianalità e maggior rispetto per il pianeta, senza per questo rinunciare al divertimento e al piacere di vestirsi. Mirella

, che ha lavorato nel mondo della moda per quasi 30 anni, ha sempre amato il vintage e nel tempo ha creato un archivio di abiti. Ha unito la sua esperienza di stylist e disegnatrice, oltre a un'ampia visione della moda, per creare capi in limited edition che mostrano la sua manualità e abilità nei ricami. La sua vasta conoscenza del mondo degli accessori le ha permesso, con piccoli accorgimenti, macro e micro paillettes, fiori, ricami all'uncinetto, frange e piume, di dare nuova vita a selezionati capi vintage. Si è traferita a Milano dove ha frequentato una scuola di design. Ha iniziato a lavorare nel modo della moda come fashion designer, costumista e stylist. AMIRA ARCHIVIE - ALCHEMY OF FASHION

creativity, transformation, sustainability

Amira Archivie is a project born from the wish to connect fashion and style crave with craftmanship and sustainability, without giving up the pleasure of wearing with enjoyment. Starting from a broad view on the fashion industry, by restyling works and careful choices of vintage items, Amira Archivie becomes a limited edition capsule. The apparels come from Mirella Musumeci vintage wardrobe, and for this reason you may notice tiny flaws. Every piece exposed here was selected following an accurate styling view and after a sapient craftmanship becomes exclusive. Amira Archivive is green fashion lovers corner.

08/06/2026

Ma in Africa vengono spediti rifiuti tessili o abiti usati? Lo studio, intitolato “Trade in Secondhand Clothing”, finanziato dal Ministero degli Esteri, del Commonwealth e dello Sviluppo del Regno Unito e realizzato in collaborazione con l’UN Trade and Development (UNCTAD), ha analizzato i mercati in Uganda, nella Repubblica Unita di Tanzania e i flussi di abiti provenienti dagli Stati Uniti d’America e riserva qualche sorpresa.
La scoperta più rilevante deriva dall’analisi sul campo di oltre 244.500 capi d’abbigliamento nei mercati africani: circa il 96% degli abiti importati in Uganda e Tanzania è effettivamente riutilizzabile e indossabile.

Non solo: gli abiti usati hanno anche un ruolo socio-economico, sia per il lavoro che creano che per la loro accessibilità in termini di costo. Un contributo interessante, che arriva proprio in un momento importante, mentre si sta decidendo se contingentare l’export di rifiuti tessili verso questi Paesi. Il report sembra suggerire, che possiamo stare tranquilli, che i nostri abiti usati creano economia positiva in Africa.

Ma mi chiedo: cosa accade a quegli abiti invenduti che lasciano i banchi del mercato? Non sono forse questi ad alimentare le discariche a cielo aperto che ci vengono mostrate? E non è questo il problema?

👉 Leggi l’articolo: link in bio

25/04/2026
Dolce&Gabbana, Versace, Prada, Gucci, Missoni, Ferragamo, Yves Saint Laurent, ma anche Givenchy, P***o, Coccinelle, Adid...
20/12/2025

Dolce&Gabbana, Versace, Prada, Gucci, Missoni, Ferragamo, Yves Saint Laurent, ma anche Givenchy, P***o, Coccinelle, Adidas e ancora Alexander McQueen Italia, Off-White Operating. Sono questi i player coinvolti nelle inchieste portate avanti dalla Procura di Milano, che sta scandagliando tutta la filiera del cosiddetto ‘bello e ben fatto’ guidata dal pm Paolo Storari, già sotto i riflettori per via del caso Tod’s.

Le case di moda entrate nel mirino compaiono nei fascicoli sugli opifici cinesi clandestini in quanto committenti che affiderebbero la produzione ad appaltatori e subappaltatori violando le norme sul lavoro e la sicurezza.

Nella serata di ieri Storari, affiancato dai carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro, ha notificato ordini di consegna documenti ai tredici marchi indagati; alla consegna della documentazione seguiranno gli accertamenti necessari nel corso dell’indagine. Per il momento, per i tutti i player coinvolti la Procura ha evidenziato sospetti casi di caporalato da chiarire e che riguarderebbero, più nello specifico, episodi di impiego di lavoratori cinesi sfruttati in laboratori o opifici-dormitorio, dove vengono sistematicamente violate le regole su igiene, sicurezza, retribuzioni, buste paga e orari.

In ciascun atto indica già – si legge su Il Sole 24 Ore – i fornitori critici individuati nella filiera del singolo brand, quanti lavoratori sono stati trovati in condizioni di sfruttamento e stato di bisogno e gli articoli del marchio sequestrati negli opifici, stoccati e pronti a tornare alla casa madre per essere immessi sul mercato. Agli stessi marchi viene chiesto, per il momento su base volontaria, di consegnare i propri modelli organizzativi di prevenzione e gli audit interni o commissionati ad advisor e consulenti, misure che teoricamente dovrebbero scongiurare irregolarità.

Si tratta di un approccio più morbido che concede alle aziende il tempo di eliminare eventuali anomalie dalla propria supply chain e ripensare il proprio parterre di appalti e subappalti, evitando così il rischio di finire in amministrazione giudiziaria.

Un modus operandi che, osserva la testata, arriva proprio in seguito alla vicenda relativa a Tod’s, nell’ambito della quale l’azienda e il patron Diego Della Valle si sono detti disponibili a collaborare con le autorità. La linea attuale della Procura sarebbe, quindi, attualmente quella di mostrare il ‘pugno di ferro’ con misure di commissariamento e interdittive qualora i marchi non fossero disposti a modificare l’assetto dei propri appalti, e il ‘guanto di velluto’ quando si mostrino collaborativi.

Un approccio orientato alla prevenzione, dunque, che risale già al tempo dei primi casi di caporalato, società non direttamente indagata ma rea di avere colposamente e inconsapevolmente agevolato le pratiche di sfruttamento. Decisamente più grave il quadro di Tod’s, accusato di dolo e di avere, quindi, agito nella piena consapevolezza delle condizioni dei propri subfornitori.

Ad ogni modo, che i casi progressivamente venuti a galla non fossero isolati è stato subito chiaro già quando, nell’ambito del commissariamento dell’Alviero Martini Spa, era emerso il ruolo del fornitore incriminato Crocolux come appaltatore anche di numerosi altri marchi del lusso. E nelle più recenti ispezioni, svolte lo scorso novembre, negli opifici toscani al servizio della produzione di Tod’s sono stati stati sequestrati articoli a firma di altre maison, a testimoniare l’esistenza di un distorto sistema di ‘vasi comunicanti’.

Al centro della dinamica resta la compressione estrema dei costi e, ancor prima, dei diritti dei lavoratori, che producono merce a prodotta a poche decine di euro e rivenduta sul mercato con ricarichi che arrivano al 10mila% in più.

Finora, però, non si era ancora arrivati a risalire lungo la supply chain fino al bandolo della matassa, ovvero alla committenza originaria del prodotto finito. Un cambio di rotta che il pm Storari ha definito “una scelta di politica giudiziaria”, volta a riportare al centro della filiera la responsabilità delle aziende.

Intanto, è stato approvato in Senato ed è passato alla Camera il ddl Pmi, che include anche un pacchetto di norme tese a garantire la trasparenza della filiera.

Riguardo alle ultime vicende giudiziarie, anche le associazioni di settore, Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda, si sono pronunciate dicendosi allineate “sulla necessità di contrastare con fermezza ogni forma di illegalità lungo la catena del valore del settore” ma anche esprimendo “forte preoccupazione per la crescente spettacolarizzazione mediatica, che rischia di generare un danno profondo e ingiustificato all’immagine e conseguentemente all’economia dell’intero settore”.
Panbianco News

✨ Amira Archivie: Opening Straordinario - Speciale Shopping di Natale! ✨Apertura straordinaria dedicata allo Shopping di...
01/12/2025

✨ Amira Archivie: Opening Straordinario - Speciale Shopping di Natale! ✨

Apertura straordinaria dedicata allo Shopping di Natale: un'occasione imperdibile per scoprire numerosi capi Vintage e non, e tantissime novità! Troverete abbigliamento per Uomo, Donna e Bambino/a, oltre a una vasta gamma di accessori, scarpe, borse e molte altre fantastiche Gift ideas originali.

Venite a trovarci il 6, 7 e 8 Dicembre, saremo aperti dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00. Vi aspettiamo in Via G. Amodeo (fronte n°13) a Francavilla di Sicilia per aiutarvi a trovare il regalo perfetto o il vostro prossimo pezzo unico e sostenibile! Non mancate! 🎁

15/06/2025

In a bold fusion of transport and sustainability, a Swiss startup named Sun-Ways has launched the world’s first removable solar panel system installed between active railway tracks.

The pilot project, rolled out in the village of Buttes in Neuchâtel, uses a specially designed machine (inspired by train track maintenance vehicles) to lay solar panels between the rails, without disrupting train traffic. These panels are not only durable and efficient but also removable, allowing for maintenance and seasonal adaptation.

If scaled across Switzerland’s 5,000-kilometer railway network, the project could transform vast stretches of unused track space into a giant solar energy system, feeding electricity directly into the rail infrastructure and reducing reliance on fossil fuels.

13/06/2025

Esiste un animale che, dopo un solo pasto, può vivere per quasi un anno intero nutrendosi solo di luce solare. No, non è l'inizio di un film di fantascienza, ma una delle storie più incredibili che la natura abbia mai scritto.

Vi presentiamo l'Elysia chlorotica, una piccola lu**ca di mare che non solo assomiglia a una foglia, ma si comporta anche come tale. Il suo segreto inizia quando si nutre della sua alga preferita. Invece di digerirla completamente, fa qualcosa di straordinario: ne trattiene le 'centrali energetiche', i cloroplasti, responsabili della fotosintesi, e le integra nel suo corpo.

In pratica, si trasforma in una sorta di pannello solare vivente. Ma come fa a mantenere funzionanti queste strutture rubate? Un macchinario complesso ha bisogno del suo manuale di istruzioni, e qui la storia supera l'immaginazione.

Questa lu**ca non si limita a rubare le 'fabbriche', ma ruba anche i geni dal DNA dell'alga, integrandoli nel proprio codice genetico. In questo modo ottiene le istruzioni per riparare e mantenere attivi i cloroplasti. È un caso spettacolare di ingegneria genetica naturale, un essere che è contemporaneamente animale e, in un certo senso, pianta, dimostrando che la natura supera sempre la nostra fantasia.

10/06/2025

I ricercatori dell’Empa (Laboratorio federale svizzero per la scienza e la tecnologia dei materiali) hanno sviluppato un innovativo legno luminescente utilizzando funghi bioluminescenti.

I funghi impiegati, come l’Armillaria mellea (conosciuto anche come “fungo del miele”), emettono naturalmente una luce verdognola nel buio.

Integrando il micelio del fungo nella struttura del legno – in particolare nel legno di balsa – gli scienziati hanno creato un materiale ibrido che si illumina senza l’uso di elettricità o batterie.

Questo progetto si inserisce all’interno di un più ampio movimento di design sostenibile e architettura vivente, che mira a incorporare sistemi biologici negli edifici e nelle infrastrutture urbane.

Il composito legno-fungo rimane biodegradabile e rinnovabile, rappresentando un’alternativa ecologica alle tradizionali soluzioni di illuminazione.

Emette una luce soffusa e naturale, perfetta per vialetti, parchi o strade residenziali, specialmente in contesti che puntano a ridurre il consumo energetico e l’inquinamento luminoso.

Questa ricerca dimostra come il biodesign possa trasformare il futuro degli ambienti urbani, unendo natura e tecnologia in modo armonioso.

Oltre all’estetica, il materiale ha anche applicazioni pratiche per aree isolate, illuminazione d’emergenza e installazioni artistiche urbane.

04/05/2025

Indirizzo

Francavilla Di

Telefono

+393385223839

Sito Web

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