I love green inspiration by Marinella Rauso

I love green inspiration by Marinella Rauso design & fashion blog - zine

10/09/2026

A noi che amiamo l’acciaio.
Spotted at Paris Design Week Factory
/// design pieces by

Storia o design? Perché scegliere.Negli appartamenti settecenteschi dell’Hôtel de la Marine, a Parigi, la carta tradizio...
10/09/2026

Storia o design? Perché scegliere.

Negli appartamenti settecenteschi dell’Hôtel de la Marine, a Parigi, la carta tradizionale coreana Hanji cambia forma, scala e funzione. Diventa luce, oggetto, materia, quasi architettura.

Cosa mi colpisce della mostra Hanjimania? Che il contemporaneo non entra nella storia per cancellarla. Ci entra in dialogo.

Corea e Francia, passato e presente, artigianato e design.

Paris Design Week, day 1.

A Parigi da poche ore e già prendo appunti.Non sui trend. Sulle cose che mi fanno fermare a guardare.Vediamo cosa accadr...
09/09/2026

A Parigi da poche ore e già prendo appunti.
Non sui trend. Sulle cose che mi fanno fermare a guardare.

Vediamo cosa accadrà alla Paris Design Week.
Si parte.

Il marmo si macchia.Si graffia.Si opacizza.Il tempo lascia dei segni.E quindi?Il fatto che un materiale cambi nel tempo ...
08/09/2026

Il marmo si macchia.
Si graffia.
Si opacizza.
Il tempo lascia dei segni.

E quindi?

Il fatto che un materiale cambi nel tempo non è un difetto. Proprio come il legno.

Eppure scegliamo sempre di più superfici che imitano il marmo, il legno, la pietra, purché non facciano quello che fanno il marmo, il legno e la pietra: cambiare.

Perché?

L’ho pensata dopo un viaggio in Costa Azzurra, ad Antibes.La volevo un po’ bistrot: scura, semplice, con un grande piano...
06/09/2026

L’ho pensata dopo un viaggio in Costa Azzurra, ad Antibes.
La volevo un po’ bistrot: scura, semplice, con un grande piano in legno dove fermarsi e chiacchierare.

Poi volevo un pavimento che mi ricordasse Marrakech.
Dove, piccolo dettaglio, non sono mai stata.

E siccome la cucina è tra ingresso, corridoio e salone, volevo che quel pavimento dialogasse con il parquet.
Così li ho fatti entrare uno nell’altro.

Ho un rapporto di amore e odio con le tende.La verità è che le amo.Le fotografo continuamente: immobili, gonfiate dal ve...
04/09/2026

Ho un rapporto di amore e odio con le tende.

La verità è che le amo.

Le fotografo continuamente: immobili, gonfiate dal vento, pesantissime o così leggere da lasciare intravedere quello che c’è dietro.

Mi piacciono lunghe fino a terra, meglio ancora se con qualche centimetro di troppo. Mi piacciono quelle che filtrano appena la luce e quelle che, una volta chiuse, fanno sparire il mondo fuori.

E sì, mi piacciono persino quelle ricamate, un po’ démodé, che sembrano messe lì da mia nonna e insieme a loro fanno quasi materializzare l’odore del sugo della domenica.

Eppure a casa mia le tende ci sono in una sola stanza.

Ci sono finestre che con una tenda diventano più belle, più intime, più morbide.
E altre che preferisco lasciare completamente n**e.

Forse è proprio questo il mio rapporto con le tende:
le amo abbastanza da sapere quando non metterle.

In Giappone esiste un’idea della vita molto diversa dalla nostra: il vuoto non è necessariamente qualcosa da riempire.Un...
03/09/2026

In Giappone esiste un’idea della vita molto diversa dalla nostra: il vuoto non è necessariamente qualcosa da riempire.
Un modo di pensare che possiamo portare nelle case.

Abbiamo fretta di finirle.
Di comprare quel mobile che manca.
Di riempire quella parete vuota.
Di sostituire ciò che porta i segni del tempo.
Di decidere subito come dovrà essere ogni stanza.

E invece una casa può anche rimanere un po’ in sospeso.

Il vuoto non è ciò che manca a una casa.
È lo spazio che lasciamo perché possa ancora succedere qualcosa

Ho un piccolo problema con i comodini: quasi mai mi piacciono.Preferisco pensare a cosa serve davvero accanto a un letto...
02/09/2026

Ho un piccolo problema con i comodini: quasi mai mi piacciono.

Preferisco pensare a cosa serve davvero accanto a un letto. Un libro, una lampada, un bicchiere d’acqua. E poi trovare il modo più semplice — o più inaspettato — per appoggiarli.

Una mensola integrata nella testata, un tavolino leggero, un cubo, uno sgabello, una nicchia, un piano che continua dalla parete.

Negli anni ne ho progettati alcuni e fotografati moltissimi in case e hotel in giro per il mondo.

Ne ho raccolti ben 20 qui.

Perché a volte il comodino migliore è quello che non sembra un comodino. O che lo è, e basta. Ah, per ora niente cilindri di kartel.

Helsinki ruota parecchio intorno ad Alvar Aalto. E, dopo aver visto casa sua, vorrei vedere.Qui ha vissuto e lavorato co...
30/08/2026

Helsinki ruota parecchio intorno ad Alvar Aalto. E, dopo aver visto casa sua, vorrei vedere.

Qui ha vissuto e lavorato con Aino, tra legno, piante, oggetti e finestre che fanno entrare il paesaggio senza bisogno di gigantesche vetrate.

La luce cambia, si appoggia sulle superfici, entra nelle stanze. Forse Aalto aveva capito soprattutto questo: una casa non deve colpire. Deve far stare bene.

Poi c’è il pianoforte di Aino. E nel silenzio sembra quasi di sentirla ancora suonare.

Non ci si può sedere praticamente da nessuna parte. Tranne su uno di quegli sgabelli che qualcuno potrebbe liquidare con: “vabbè, ormai li trovi anche da Ikea”.

Non proprio.

Indirizzo

Naples

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