14/08/2026
Questo post nasce da una frase sentita al mercatino: “È un troppo caro.” E forse arriva nel momento giusto.
Agosto, per chi ha una piccola attività in Italia, non è il mese delle vacanze e dello svago.
È il periodo in cui arrivano alcuni dei conti più pesanti dell’anno: imposte, contributi, IVA e acconti.
E gli acconti sono proprio questo: soldi che un’impresa versa in anticipo sulle imposte dell’anno in corso, quando l’anno non è ancora finito e quindi una parte di ciò su cui stai facendo i conti devi ancora guadagnarla.
È una delle tante cose che, guardando il prezzo di un oggetto, non si vedono.
Come non si vedono i materiali, i fornitori, i prototipi, le prove sbagliate, il packaging, le commissioni, le spedizioni, le ore di progettazione e quelle necessarie semplicemente per tenere in piedi un’attività,
e le persone.
Perché dietro ogni cosa che compriamo, da qualche parte, ci sono sempre delle persone.
Non penso che tutto ciò che costa molto abbia valore e nemmeno che tutto ciò che costa poco sia necessariamente scadente.
Penso però che ci siamo abituati così tanto a prezzi incredibilmente bassi da aver perso, almeno in parte, il nostro metro di paragone.
Dire “per me costa troppo” è assolutamente legittimo.
Dire “è troppo caro” è diverso.
Perché per stabilirlo dovremmo sapere come è stato fatto, dove, da chi, con quali materiali, in quali quantità e a quali condizioni.
C’è un’altra cosa che penso:
mi piacerebbe che a difendere il saper fare italiano non fossero soltanto le persone che scelgono di acquistarlo.
Mi piacerebbe che anche lo Stato riconoscesse quanto sia difficile oggi costruire e mantenere viva una piccola impresa creativa in Italia.
Perché se vogliamo continuare a essere il Paese dell’arte, del design, dell’artigianato e delle idee, dobbiamo creare le condizioni perché chi quelle cose le immagina, le progetta e le produce possa permettersi di continuare a farlo.
Altrimenti rischiamo un giorno di accorgerci del loro valore proprio quando non ci saranno più.
E allora forse dovremmo tornare a farci anche un’altra domanda:
come fa una cosa a costare così poco?
Buon 20 agosto a tutte le piccole e medie imprese creative