21/09/2023
I ❤️SA
Parcheggi il motorino allo Zerottonove: il primo sole filtra per il fogliame che va ingiallendo e ti bacia la gota sinistra.
Attraversi: l'avorio di SantaLucia rischiara la piazza ancora assonnata. Risali il vicolo, sollevi la fronte: tra panni stesi e bandierine col Cavalluccio, spunta una fetta di cielo terso. Lo Scarparo ti segue cogli occhi, dall'altra parte Callucciello si sbraccia dal bar.
Poi l'AnticaCorte, bella e profumata d'aceto.
GiroDeCaro domina la scena: tante rughe quante processioni, nemmeno stavolta trattiene la frenesia. Parmigiana si è portato avanti con la meveza, lo troverai più tardi sotto il Santo.
Prosegui. Mimmetto ti vede e solleva le dita, già ficcate negli anelli delle forbici. Un gatto col pelo caffellatte struscia l'angolo coi Mercanti.
Pieghi a destra: una alla volta, le finestre aprono gli occhi dei palazzi vecchi. Schizzi di luce macchiano le lenzuola appese, che sinuose assecondano quel po' di vento.
Oltrepassi il Vicolo della Neve -lo sguardo ce lo butti sempre, confessa!- ed in vetrina un vecchio marinaio ti sorride, dal quadro ligneo del Corniciao.
Alle Botteghelle, lo sguardo passa attraverso l'insegna arcuata della Merceria. A destra e manca s'incuneano nomi altisonanti: Cassavecchia, Grimoaldo, GuaimaroQuarto. Tommaso impasta, inforna e regala al popolo la fragranza ancestrale di pane caldo. La squadra è buona, rassicura colle mani sporche di farina. Amen. Il vicolo del bar di Alduccio è una bomboniera di giorno e LaBombonera di notte: figurati stanotte.
Passi attraverso, sbuchi sul Duomo. Ecco, ora li senti. I battiti più intensi, il fremito tutt'intorno. L'odore dei fiori si mescola alle voci e ti stordisce, non c'è nessuno che non ti sorrida. È giorno di festa, è un giorno bello.
Scendi per i ciottoli con Pomona da un lato e le bottegucce dall'altro. La Pietra viva di Sciglio, il sellino di una Vespa rifugio del palummo, una gentildonna di chissà dove varca la soglia di Pantaleone.
All'altezza di San Giorgio il sole è più forte e ti arriccia la fronte, prendi la Giudecca fino alla Cantinella. Un Tizio farfuglia jasteme a se stesso e qualche santo, mezza faccia scura ti fissa dal muro con l'occhio stanco: lì dietro pure i murales fanno mattina.
Di nuovo SantaLucia, c'è già più gente: sulle panchine e pure per la strada. Salerno Vecchia ormai è sveglia, sarà una giornata lunga.
Ci hanno battezzati con l'acqua di mare e posti sotto l'ArcoMagno della Salernitanità: che poggia su due colonne immarcescibili. Una è la Maglia Granata, l'altra si celebra il 21 settembre.
Non c'è bisogno d'esser credenti perché la mistica ti avvolga. Guardati intorno, godine la meraviglia.
Sei una persona fortunata. Non c'era posto più bello per ve**re al mondo.
Buon San Matteo. E Forza Salernitana.
Ciro Romano
Foto di