20/03/2025
SENZA PAROLE! Fabrizio Bentivoglio, regista, ha letto sul palco il discorso di Pericle al popolo ateniese.Sentirlo pronunciare davanti a una folla immensa, in una piazza che invoca l’Europa mi ha dato i brividi.
Ma tanto per farvi capire, questo discorso che sembra parlare di libertà, felicità, giustizia, inizia così: «Qui ad Atene noi facciamo così… Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi. (…) Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore». Tutte parole bellissime, no? Ma hanno omesso il contesto in cui venne pronunciato.
Pericle pronunciò questo discorso come ELOGIO FUNEBRE dei caduti durante la guerra del Peloponneso! Questo discorso era parte del «funerale pubblico» per i caduti. E questo discorso che hanno voluto citare, non si capisce bene il perché, è di cattivissimo auspicio. Perché Atene uscì distrutta da questa guerra. Annientata! La guerra del Peloponneso cambiò radicalmente il volto dell’Antica Grecia. E questa è storia. Questo gigantesco conflitto che causò delle perdite devastanti dal punto di vista umano ed economico, segnò la «fine del secolo d'oro della civiltà ellenica».
Qualsiasi cosa pensiate, qualsiasi sia il vostro pensiero e la vostra posizione, citare tra tutti i discorsi possibili e inimmaginabili QUESTO discorso è stato completamente inopportuno. Infine, merita una riflessione una delle frasi d’apertura: «qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.»
Parole pronunciate in una città, l’Atene di Pericle, che era un’oligarchia! Altro che democrazia. Non come la intendiamo o dovremmo intenderla oggi. E, no, non è questa l’Atene che si dovrebbe prendere e invocare a modello. Non c’è coscienza storica, non c’è memoria storica. E vedere applaudire al modello di «civiltà» incarnata dall’Atene di Pericle mi ha fatto piangere il cuore.
Guendalina Middei, anche se voi mi conoscete come Professor X