Massimo Ferraro Pelle

Massimo Ferraro Pelle Beccacciaio di professione da quando è' in pensione anticipata Guida venatoria in Sila da 25 anni. Responsabile cinofilo per l'Italcaccia Regione Calabria

Quest’anno Ho riscoperto la   di andare da solo con i miei cani visto che ormai il cinghiale sta assorbendo tutti gli ex...
02/03/2026

Quest’anno Ho riscoperto la di andare da solo con i miei cani visto che ormai il cinghiale sta assorbendo tutti gli ex appassionati di caccia alla beccaccia !!!!! Quest’anno visto l’annata un po’ scarsa di sono tutti convertiti al cinghiale ben per loro ma anche per noi perché le beccacce vengono disturbate molto di meno !!!!!!

Oggi x rimanere in forma un po’ di asparagi!!!!!!!🤗🤗🤗🤗
04/18/2025

Oggi x rimanere in forma un po’ di asparagi!!!!!!!🤗🤗🤗🤗

Cedo questi due soggetti con pedigree 4 anni buon andatura nel bosco  collegatissimi a prezzo di cucciolo causa sovrannu...
12/08/2023

Cedo questi due soggetti con pedigree 4 anni buon andatura nel bosco collegatissimi a prezzo di cucciolo causa sovrannumero e decremento di cacciatori di penna ( ormai quasi tutti caccia al cinghiale ) per contatti chiedermi il numero che verrà girato in privato

Due giornate spettacolari passate insieme a due amici romani Massimo e Fabrizio con numerosi incontri ed emozioni e tant...
12/07/2023

Due giornate spettacolari passate insieme a due amici romani Massimo e Fabrizio con numerosi incontri ed emozioni e tanta stanchezza 😂😂😂😂😂😂😂😂Grazie amici di avermi dato questo piacere di stare con voi !!!!!!

I miei amati ausiliari mi stanno dando belle immagini ed emozioni dopo il blocco virus che li ha tenuti quasi fermi per ...
04/23/2023

I miei amati ausiliari mi stanno dando belle immagini ed emozioni dopo il blocco virus che li ha tenuti quasi fermi per due anni stanno recuperando abbastanza bene !!!!! Ricordate amici è l’incontro che fa fare il cane chiaramente oltre le qualità innate

03/17/2023

Volevo ringraziare tutti gli amici x gli auguri ricevuti che hanno dato un gusto speciale a questa giornata
GRAZIE

06/02/2021

buon pomeriggio

05/24/2021

AVETE CHIUSO 5 BOCCHE,
NE AVETE APERTE 50 MILIONI!

05/24/2021

Adesso è facile celebrare Falcone.
Invece non era affatto facile essergli amici quando nel 1991 lo invitai a ve**re a Roma a lavorare con me al Ministero della Giustizia. Gli offrii l’incarico più importante perché ne avevo grande stima e sapevo che in Sicilia non poteva più lavorare. Molti colleghi, prima di destra poi di sinistra, si dedicavano a denigrarlo, chi per invidia chi per loschi traffici. I giornalisti più accecati dalla faziosità rincaravano e dilatavano i sospetti. Cosa Nostra con la complicità di poliziotti e agenti dei servizi gli organizzò un attentato in casa e colleghi e giornalisti insinuarono che se l’era preparato da solo per farsi pubblicità.

I corvi con le toghe gli rovesciarono addosso calunnie infamanti protetti dall’anonimato. Il CSM aveva respinto tutte le sue aspirazioni: ad assumere la guida dell’Ufficio Istruzione e poi della Procura di Palermo. La Suprema Corte di Cassazione aveva bocciato l’assunto fondamentale dei suoi processi e cioè che la mafia avesse una struttura unitaria e gerarchica, insomma una “cupola” di comando. L’ANM lo aveva bocciato quando si candidò per il CSM. Il suo capo, Gianmanco, gli sottraeva le inchieste più importanti. L’allora – e tuttora – sindaco di Palermo giunse a denunciarlo al CSM perché “tiene nascosti nei cassetti della Procura i nomi dei mandanti politici dei più gravi delitti di mafia”. E il CSM lo sottopose a un interrogatorio umiliante.

Gli attacchi del fuoco amico non cessarono quando divenne Direttore degli Affari Penali, anzi, l’accanimento del PCI contro di lui si fece ancora più aspro, delegittimandolo come “un magistrato che ha perso la sua indipendenza vendendosi ai socialisti e a Martelli”. Ma a Roma almeno poteva lavorare protetto dalla stima del Presidente della Repubblica, del Ministro della Giustizia, e del Ministro degli Interni, Scotti e di tanti collaboratori ed estimatori.

Capì che facevo sul serio e che dal Ministero potevamo attuare il disegno che insieme avevamo concepito: trasformare in leggi la sua ineguagliata esperienza di contrasto alla mafia. Così varammo norme inedite di cooperazione tra tutti gli organi dello Stato – Governo, magistratura, Forze di polizia – dando vita a norme nuove e a nuovi e più efficaci strumenti di contrasto al crimine organizzato. A cominciare dalla Procura Nazionale Antimafia che doveva coordinare l’impegno delle varie procure distrettuali, supplire alle loro eventuali carenze, dirimere le loro dispute.

Quelli che allora lo denigravano oggi gli attribuiscono anche il merito della Super Procura. Un eccesso di lode se non frutto di ignoranza insincero e sospetto. Non fu Falcone a concepirla. Era una vecchia proposta del senatore Valiani che io ripresi dalle sue carte dimenticate, aggiornai e trasformai in legge. Falcone ne fu felice, ancor più sapendo che per quel compito nuovo volevo lui.

Ieri Luciano Violante non ha fatto autocritica per l’avversione di trenta anni fa, però l’ha ammessa attribuendola però “a tutta la sinistra”. Prima di tutto questa non sarebbe una scusante, in secondo luogo Violante dimostra ancora una volta di perdere il pelo ma non il vizio: se socialisti, radicali, repubblicani erano d’accordo su Falcone vuol dire che ad essere contraria non era tutta la sinistra, ma i comunisti (e nemmeno tutti basti pensare a Chiaromonte) e in particolare proprio Violante, maestro di ipocrisia e doppie verità.

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