30/08/2021
About body changes 💫
🇬🇧in the comments
Se è vero che come si fa un figlio lo sappiamo tutti, altrettanto vero è che ognuno la vive a modo proprio. Io, se dovessi descrivere con un solo aggettivo l'esperienza di diventare madre, sceglierei "trasformativa".
Perchè per me, dal giorno in cui ho sentito che dentro di me si stava formando una nuova vita, tutto ha iniziato a trasformarsi, e da lì ha continuato a cambiare, anche dopo che quella vita è venuta al mondo.
È cambiata la visione di tutto, è successo immediatamente e con potenza, mentre la consapevolezza cresceva piano piano. Le priorità si sono ribaltate, le prospettive capovolte, le necessità rivalutate, anche i rapporti con le persone. Stranamente per il mio solito modo di essere, le preoccupazioni si sono affievolite, le cose che contano si sono dimezzate, i pensieri si sono schiariti.
Nel frattempo, le ossa si sono spostate (ciao denti), gli organi vitali hanno fatto spazio ad altro per poi ritrovare il loro posto. Se durante la gestazione ho imparato a convivere col reflusso, ora mi sento di avere le energie ricaricate quando dormo 3 ore filate la notte. Poi mi sono cresciuti a mille capelli (che devo tagliare al più presto se non voglio che baby D me li strappi) e con loro i brufoli, che così orgogliosi non li avevo mai visti, nemmeno in adolescenza. Intanto ovviamente cresceva il pancione, l'ombelico si ribaltava in fuori per poi diventare un solco enorme a parto avvenuto. Guardandomi allo specchio cito quella pubblicità dei surgelati "peccato, tutto petto!" considerando le proporzioni gigantesche del seno e il suo peso, che mi fa incurvare la schiena. E mi sento a tratti bellissima, altre volte mi limito ad osservare come sono diversa. Guardo la cicatrice del cesareo e penso sia il segno più doloroso e di cui sono più grata nella vita. Cerco il mio punto vita, non lo trovo più. Faccio amicizia con ogni piccola smagliatura e con quella vena sul polpaccio che sembra un fiume su una cartina geografica. Sono stanca, mai stata così stanca in vita mia. E fiera, potente, invincibile.
Migliore? Chissà, sicuramente trasformata.