06/09/2026
Nero. Catene. Occhiali. Stampe aggressive.
Look da piccolo gangster.
Ma stiamo parlando di bambini.
E se non sono piccoli duri, allora sembra che serva per forza qualcos’altro a ricordarci che sono maschietti.
Camion.
Dinosauri.
Supereroi.
Personaggi dei cartoni.
Scritte enormi.
Ma ce la facciamo a vestire questi bambini in modo un po’ più pulito?
Una bella maglia può essere semplicemente una bella maglia.
Un jeans può essere semplicemente un bel jeans.
Una felpa non ha bisogno per forza di un camion stampato sopra per essere da maschietto.
E poi ci sono i loghi.
Ci hanno convinto che il logo faccia il look.
Più è grande il nome del brand, più il capo sembra importante.
Io preferisco guardare il capo.
Non il cognome scritto sopra.
Io non scelgo cosa deve indossare tuo figlio.
Scelgo cosa far entrare nel mio negozio.
E quando scelgo per un maschietto cerco proporzioni, colori, abbinamenti, qualità.
Cerco soprattutto una cosa che sembra diventata sempre più difficile da trovare:
la semplicità fatta bene.
E attenzione: semplicità non significa vestirli tutti eleganti.
Possono correre.
Possono giocare.
Possono indossare jeans, felpe e tute.
Ma possiamo farli giocare anche vestiti con gusto.
Bambini contemporanei.
Bambini comodi.
Bambini curati.
Ma soprattutto bambini.
Non voglio decidere come devono vestire i maschietti.
Voglio continuare a offrire alle mamme la possibilità di vestirli in modo pulito, curato, senza doverli trasformare in qualcosa.
Forse il buon gusto non è passato di moda.
Forse bisognava solo continuare a cercarlo.
Ed è quello che continuerò a fare ogni volta che scelgo un capo da far entrare da Belli e Monelli.