03/04/2022
Buon giorno, oggi l'antica Festa della Madonna dei 7 dolori.
Vi aspettiamo in centro a Belluno, per una passeggiata fra i banchetti, per fare acquisti nei negozi aperti, per trascorrere un po' di tempo con serenità.
Ricordo questa festa come un momento di gioia per me e per tutti.
LA PARONA GRANDA DI S. STEFANO Aprendo la ca****la dell'Addolorata nella chiesa di S. Stefano i padri Serviti del convento omonimo (oggi sede dell’Intendenza di finanza) introdussero a Belluno nel 1657 il culto della Madonna dei Sette dolori, entrato subito nel cuore della gente, per la quale la Vergine divenne la parona granda. Probabile opera d’un artista tedesco, la statua di Maria indossa un antico manto di velluto nero coi simboli della regalità (la corona in capo) e del dolore (il cuore trafitto da sette spade). Il sabato di vigilia i fedeli baciano il manto e chiedono grazie alla Madonna che dal 1716 va in processione la domenica pomeriggio. Non oggi, però, dal momento che, per il terzo anno di seguito il Covid ha fermato il rito. Durante il veneto dominio la Confraternita dell’Addolorata conduceva la statua, seguita da vescovo, podestà, Consiglio dei Nobili e Corporazioni d’arte. Sfilavano con essa anche le statue di S. Filippo Benizi (cofondatore dell’ordine dei Serviti e protettore degli artigiani, sorretto dai mugnai) e di S. Barbara, patrona di bombardieri, pompieri e minatori, portata dagli zattieri. Partito dalla chiesa, il corteo oltrepassava porta Dojona, arrivava in piazza Duomo, attraversava porta Dante e, lambendo i portici, tornava a S. Stefano. Da oltre 2 secoli la Domenica di Passione, 2 settimane prima di Pasqua, Belluno ospita anche la sagra dei fis-ciot, ma i poveri banchetti di allora, che vendevano frutta fresca e secca, dolciumi e scarobole (carrube), hanno poco da spartire con l’attuale kermesse commerciale, imponente e senz'anima. Quanto alla festa dell’Addolorata, il Bazolle certifica che “l’esposizione della Madonna sul trono, la messa grande cantata, la messa celebrata da mons. vescovo alle ore 9, la musica, i canti e nel pomeriggio la processione” attiravano in città “una folla straordinaria del contado e de’ luoghi vicini, oltre a determinare una maggiore animazione negli abitanti della città”.