27/06/2023
Ebbene si, esisto ancora.
Il progetto di NINA è completamente arenato, come avrete capito, ma non è l’unica cosa. Volendo essere più precisi diciamo che mi sono arenata tutta io, in ogni cm spazio anfratto atomo respiro, insomma sono completamente assolutamente stancamente FERMA.
Forse immobile.
La vita mi scorre attorno e il mio unico desiderio rimane addormentarmi e svegliarmi tra un anno.
Come la protagonista del libro in foto (che non ho il coraggio di leggere sennò poi finisce che voglio farlo)
Mi dicono però che non sia possibile nella vita reale, così mi trascino (anche male) incapace di prendere decisioni di alcun tipo.. trascino ogni cosa che mi riguarda, amicizie vita privata, lavoro, e anche la mia piccola NINA.
Il braccio rotto (ormai quasi guarito) ha dato l’infelice colpo di grazia a questo processo che si era già innescato, forse qualche mese fa, quando priva di stimoli ho smesso di prendermi cura di questa piccola creatura che in questi anni mi ha sempre salvata.
E lo so che voi direte che ci si salva da soli, ma francamente mi sono rotta le p***e di salvarmi da sola, questo mondo fa un po’ cacare, noi tutti facciamo un po’ cacare ormai e io sono molto stanca perfino per fare il cambio stagione.
Se vorrei ritrovare la voglia? Si! La gioia anche solo di fare un cappello, una passeggiata, avere uno sguardo che vada oltre la sera… un pensiero felice che mi rallegri l’anima ingrigita.
Ma non ho nulla di tutto ciò e non so manco come arrivarci.
Ecco, ora lo sapete pure voi, ammesso che l’instagram funzioni ancora come luogo in cui comunicare, sennò amen, mi sarò sfogata (qualcuno ultimamente dice anche che faccio la vittima, ma si ditemi ciò che vi pare…)
No, non sono in cerca di consigli, ma accetto improvvisi innamoramenti e lampi di fulmine, forse basta anche una scossa.
Con grigiume
Vostra E.
💋
“Esilarante e stranamente tenero, l’esperimento di “ibernazione” narcotica di una giovane donna….afflitta decide di lasciare il lavoro e di imbottirsi di farmaci per riposare il più possibile. Si convince che la soluzione sia dormire un anno di fila per non provare alcun sentimento e forse guarire.”
Otessa Moshfegh - il mio anno di riposo e oblio