23/05/2026
All’aeroporto di , a , gli attivisti della rientrati dalla Turchia dopo giorni di fermo, vessazioni e violenze subite da parte delle forze israeliane, sono stati accolti da sostenitori e familiari. Quello che doveva essere un ritorno a casa si è trasformato subito in tensione quando la ha iniziato controlli e identificazioni senza spiegazioni chiare.
Nel momento in cui parenti e solidali hanno cercato di avvicinarsi agli attivisti, gli agenti hanno respinto le persone con spintoni e manganellate, facendo degenerare la situazione dentro l’aeroporto. Per ora risultano quattro arresti con accuse di resistenza e disobbedienza.
EH Bildu ha condannato duramente l’intervento della polizia.
Dopo essere stati fermati e maltrattati durante la missione, questi attivisti si sono ritrovati nuovamente trattati come bersagli al loro rientro.
La Palestina fa paura perché rende visibile un processo di distruzione sistematica e annientamento di un popolo, attraverso occupazione, repressione e disumanizzazione. Chi denuncia o testimonia questa realtà viene spesso trattato come un bersaglio da silenziare o neutralizzare.
La responsabilità politica ricade su chi mantiene e perpetua questo sistema, che continua a sostenere queste dinamiche invece di interromperle.
Quello che sta accadendo lì è anche un laboratorio politico e umano: un modello di gestione della violenza, del controllo e della disumanizzazione che, se normalizzato, rischia di estendersi e toccare da vicino la vita di chiunque, anche molto oltre quei confini.