Alis.Studio

Alis.Studio Alis.Studio é un brand di borse fatte a mano realizzate con i foulard vintage. Pattern addict.

Non si poteva non ripetere!Swap party allo  con le  e la mia partner in crime  Alle 15:00 apre la sala del gioco, ma pot...
24/11/2025

Non si poteva non ripetere!
Swap party allo con le e la mia partner in crime

Alle 15:00 apre la sala del gioco, ma potrete presentarvi dalle 14:30 con i vostri 10 pezzi da scambiare. Potete portare sia abbigliamento che minuterie e accessori 👉 leggete bene tutte le regole e gli orari sul post delle

Passate a trovarci in Viale Trento 39 per trascorrere un sabato di shopping etico, divertente e soprattutto per tutte le tasche veramente, visto che non girerà alcuna moneta corrente o passata 😜

Odio svegliarmi così presto. Odio avere questi pensieri di mattina presto. Ma forse ho capito il viaggio ad Atene, non m...
16/11/2025

Odio svegliarmi così presto. Odio avere questi pensieri di mattina presto. Ma forse ho capito il viaggio ad Atene, non mi é arrivata subito. Per me é stata un po' nascosta. Mi sono lasciata avvelenare dal degrado e dalla scortesia.
É una città enorme e io non l'ho vista.

Invece, ora, a mente fredda, (davvero, a quest' ora è l'unico momento in cui sento le stagioni) penso che Atene rispecchi la nostra Europa, che lascia indietro i piú deboli e li deride se si ribellano.
Non deve neppure eliminarli, perché restino un monito vivente di quello che succede se ci si ribella, se dissentiamo.
Forse Atene è questo, un simbolo del dissenso.
Abbandonata perché ribelle, come il pensiero critico che non piace a nessuno e che Atene ci ha insegnato.

Immagino che per molti sia così. Gastone mi manca cosí tanto. Il tatto principalmente, l'odore, la presenza. Difficiliss...
13/11/2025

Immagino che per molti sia così. Gastone mi manca cosí tanto. Il tatto principalmente, l'odore, la presenza. Difficilissimo. Immagino che sia difficile la mancanza, in tutto ciò che si porta dietro. Il prima e il dopo, il non volerne più sapere di nulla di ciò che riguarda quel pezzetto di vita. Un lutto insomma. Certo che si vive anche dopo, anche bene, ma la mancanza invece te la porti appresso in tutte le felicità che hai. Immagino che valga per tutti i lutti.

Mentre ci chiediamo perché la moda del vestirsi alla moda sia così in disuso e interessi sempre meno, smettiamo di chied...
28/09/2025

Mentre ci chiediamo perché la moda del vestirsi alla moda sia così in disuso e interessi sempre meno, smettiamo di chiederci il perché sia così scollata dalla realtà. Perché tutto vale? Se lo abbini bene sembra di si, qualsiasi corpo, qualsiasi idea. Basta essere se stessi. Grazie mille. Il fatto è, che essere se stessi è molto più difficile del previsto e dunque comunicare cosa ci stia bene, se lo scegliamo noi per noi, è impossibile. Forse è per questo motivo che non esiste più nulla che descriva il momento storico che stiamo vivendo. Penso che la moda seguita sui social e attraverso i marchi storici che la rappresentano sia una parte economica del vestire. Cambiare l'abito intorno al nostro corpo in fondo è sentirci dentro e fuori da uno spazio, se siamo in protezione o in difesa. Anna Piaggi lo sapeva molto bene e a me manca molto la sua penna acuta sul tempo che viviamo.

Per la foto, l'ho presa da lei
Che mi ha ricordato come Lola Run e alcuni colori e alcuna musica del film siano ancora nel nostro immaginario di moda alla Prada, e alla Wes Anderson. Una volta per tutte neppure loro lo hanno inventato, dobbiamo andare sempre più indietro e a fondo rispetto a quello che vediamo.


Nulla sarà più come prima, me lo ha detto un'amica qualche mese fa ed é vero, cambiamo, cambia tutto intorno a noi e la ...
21/06/2025

Nulla sarà più come prima, me lo ha detto un'amica qualche mese fa ed é vero, cambiamo, cambia tutto intorno a noi e la cosa non mi rende normalmente nostalgica e triste. Ma adesso, forse capisco esattamente cosa significa.

Moda e calcio: ogni riferimento di dubbio gusto è puramente casuale. Il totocalcio della compravendita dei direttori cre...
14/10/2024

Moda e calcio: ogni riferimento di dubbio gusto è puramente casuale.
Il totocalcio della compravendita dei direttori creativi é iniziato, come succede ormai da molte stagioni a fine stagione. Chi mai si sarebbe aspettato che la similitudine tra il calcio e la moda arrivasse da una pratica così antica. Cambio il re per cambiare il decorso dei fattacci della mia città, come del mio brand o della mia squadra. Sembra che cambiare allenatore possa far vincere una squadra, ma quello che é successo a Ranieri con il Cagliari non si ripete facilmente perché l'amore non si compra e la dimostrazione è che la scelta dei direttori dei giochi, sia nel campo che sulle passerelle, assomiglia più ad un gioco di scambi di fidanzati e fidanzate dello stesso gruppo. Insomma di amore non si parla e i meccanismi adolescenziali di scelta sembrano legati piú alla convenienza che all'emozione. Cosí si perde tutto, ma trovo che ci sia una riflessione da fare sulla somiglianza di due categorie popolari che si muovono in termini aziendali più che emozionali. Forse ci si dimentica qual'é il target. Noi umani, abbiamo bisogno di sogni prima dei soldi, abbiamo bisogno di appartenenza non semplicemente di uguaglianza, avremo bisogno di qualità non di fast fashion. Abbiamo bisogno di nuovi allenatori che quelli vecchi con l'upcycling non sanno bene dove mettere le mani, lasciamo ai giovani la possibilità di ricucire e riassemblare il mondo nuovo con il passato che li abbiamo lasciato.

Scusate. Troppo tardi, troppa estate e troppo già autunno inoltrato per alcuni, ma. Ma.  Ma ho tempo ora e mi guardo New...
07/08/2024

Scusate. Troppo tardi, troppa estate e troppo già autunno inoltrato per alcuni, ma. Ma. Ma ho tempo ora e mi guardo New Look, su Apple. L'anima venduta al diavolo è un palliativo quando si realizza una serie "storica romanzata" , non abbiamo neppure lontanamente idea quanto sia dannoso riportare "fatti realmente accaduti" quando sono romanzati, cioé falsi. Creano falsi miti, false informazioni, falsi nemici. É tutto molto, molto lontano da fatti realmente accaduti. É una serie: dentro c'è crime, games of throne ( si addirittura ) e poi Monsieur Dior é un altro. Proprio diverso, come se noi tutti assomigliassimo a Monica o Brad, perfetti, seppur sbagliati: belli. "Sopravviveremo a una guerra e dunque anche a questo" ripetuto più volte in tutta la serie, ma p***a paletta ladra! Chanel é sempre in difficoltà,, ogni cosa non è al suo posto e dialoghi sono aberranti, chi ha scritto questa serie si deve vergognare di avere il potere di confondere con il gossip una storiografia immaginata che di moda non parla e neppure dei suoi fautori, per comprendere quello che é successo durante e dopo la guerra. In termini del vestire. Lasciamo la moda alla verità, che è già stata abbastanza depraudata e incompresa nella sua complessità, non avevamo proprio bisogno di questo racconto per creare miti che già esistono. L'unica nota positiva è che finalmente parlano di Mademoiselle Chanel come una collaboratrice nazista. Nessuno ne parla MAI. Poi, come ho appena detto , lo sviluppo é una ca**ta, ma se avete letto il libro di Avedon della DeAgostini del 2000, c'è una parte della sua bio che riguarda Coco. Veritiera. Questa serie é una serie. Non mi lamento. Bravi e corrotti. Belle le serie e piú belli i libri. Mischiamo i talenti, và, che a guardare e basta ci dimentichiamo di leggere. Di parlare. Di capire. Di avere curiosità sulle cose che vediamo.. Ci dimentichiamo perfino di cosa é vero o romanzato, instagrammato, "serializzato". Le serie NON SONO LA STORIA VERA. Che novità. Ahimè, alcuni le prendono per informazione, alcuni prendono queste serie per verità. Speriamo che dicendo che sono delle cagate ben fatte, chi le guarda non pensi di essere INFORMATO.

Siete pronti? Torna il vintage day! Sabato mattina dalle 9:30 alle 13:00 vi aspettiamo allo  con 9 espositori che si occ...
16/05/2024

Siete pronti? Torna il vintage day!
Sabato mattina dalle 9:30 alle 13:00 vi aspettiamo allo con 9 espositori che si occupano di vintage, modernariato e Upcycling.
Su prenotazione, per chi volesse, si potrà fare un workshop insieme agli studenti del corso di Fashion Design, appuntamento alle 9:30. Il workshop é aperto a tutti e per tutte le età 🦄💕
Ci sarà anche musica bella con e .bogach

espositori 😍


e



.vintage
.studio slowfashion

Succede sempre così sul finale, quando devi tornare inizi a capirci qualcosa. Forse avremo imparato di più di afak e afi...
29/04/2024

Succede sempre così sul finale, quando devi tornare inizi a capirci qualcosa. Forse avremo imparato di più di afak e afik, per favore e shukran, grazie. É stato molto bello, é una cultura antica, complessa e affascinante come i souk dentro le medine, in cui é facile perdersi in un crocevia di mille sfumature. Cercare di coglierle tutte in così poco tempo sarebbe presuntuoso, dai berberi alle contaminazioni di oggi ti sembra di percorrere un intricato labirinto di nozioni dove i muri si spostano. Abbiamo scoperto che nelle città piú grandi sta avvenendo una migrazione al contrario, i marocchini tornano qui , soprattutto i giovani, anche se sono nati e cresciuti altrove, e chi li biasima! Per quello che ho potuto vedere è tutto accogliente come il clima. C'è un senso di comunità raro da trovare e per certi versi, Marrakesh in particolare, ha una capacità di aprirsi al prossimo che mi ha ricordato Napoli, senza dubbio sul modo di guidare! In treno, un ragazzo che andava a Rabat, ci ha offerto tutto quello che si era portato per il viaggio: arachidi, caffè, acqua o patatine, a noi e a tutti quelli della cuccetta. Lo spostamento più comodo é stato inaspettatamente in un bus pubblico, quasi più veloce del treno e con sosta cibo in un mercato in mezzo al nulla dove arrostivano pezzi di carne speziata. In ogni città o piccolo villaggio che abbiamo visitato, per quanto famoso come la Medina di Essaouira diventata ormai una colonia francese contemporanea, é stato facile vivere fuori da quella transumanza turistica che cerca in viaggio le stesse esperienze che trova a casa sua. Basta spostarsi dalle vie piú battute per ritrovarsi in un piccolo mercato di pesce, frequentato solo da autoctoni, senza turisti e senza ghiaccio, con gabbiani e gatti sui banchi, per farti arrostire un rugée al momento e goderti l'esperienza, se lo stomaco regge. Ogni momento, compreso quello difficile nel deserto, é stato il senso del viaggio. Non mi é bastato il poco Marocco che ho visto, spero di poterci ritornare. Per il momento é un m'assalama, arrivederci Marocco, ciao.
P.S. e poi abbiamo un appuntamento in sospeso: mentre compravamo le spezie ieri abbiamo conosciuto una coppia di Marrakes

Fes. La Medina. Odori. Profumo di sandalo e menta, l'odore acre del sangue delle teste di montone appoggiate sui banchi ...
22/04/2024

Fes. La Medina. Odori. Profumo di sandalo e menta, l'odore acre del sangue delle teste di montone appoggiate sui banchi della macelleria, l'odore dei polli vivi, degli asinelli e cavallini, tutto mini, come le stradine strettissime, e poi profumo di petali di rose, familiare come l' odore di sa ramadura di S.Efisio, la conceria, e di nuovo menta e spezie. Un dedalo di vie piene di musica per perdersi, letteralmente, in un felice stordimento. E poi gatti, gattini e gatte in cinta che ti passano veloce tra i piedi, o dormono. Che meraviglia! Il caos più colorito e colorato che abbia mai visto!

Sul ca****lo, anzi, sul dromedario che ci conduceva al nostro accampamento ho pianto, ho pianto lacrimoni di vergogna pe...
22/04/2024

Sul ca****lo, anzi, sul dromedario che ci conduceva al nostro accampamento ho pianto, ho pianto lacrimoni di vergogna per trovarmi lí, ho pianto per il povero animale che mi aveva in groppa con lo zaino, l'ennesima bestia da condurre avanti e indietro in un moto perpetuo che consumerebbe la resistenza di qualsiasi essere vivente. Ho pianto per tutto quello che avevo intorno: un' umanità cosí irrispettosa, urlante, delirante, ubriaca di quad e sandboard. Abbiamo chiesto di scendere dal dromedario, meglio a piedi per lo meno. Concentrati sulla fatica, per lo meno. Ma quel senso d'inadeguatezza e sconforto é appiccicato ancora stamattina, dopo una notte quasi insonne per il rumore forte del vento. Il deserto è qualcosa d'inspiegabile da vedere, cercare di esserne rapiti con un'antropizzazione che non gli appartiene, é impossibile. Insostenibile. Questo turismo é insostenibile. É plastica e rumore. Sono grata di aver visto il deserto, ma non credo che lui sia grato di avermi ospitato, anche se solo per una notte. Oggi Fes, torniamo leggeri, un po' meno turisti, più viaggiatori liberi. Mi ci vorrà del tempo perché il ricordo di quest'esperienza non sia solo fangoso e profondamente triste.
Il viaggio continua e tutto si resetta come fa il vento forte del deserto, lasciando le dune di sabbia ondulata come se nessuno l'avesse attraversata.

É uscito il mio primo podcast, fatto insieme a  e prodotto da  É un dialogo a due voci che racconterà alcuni aspetti del...
11/04/2024

É uscito il mio primo podcast, fatto insieme a e prodotto da
É un dialogo a due voci che racconterà alcuni aspetti del design sardo in 6 episodi.
Spero che vi piaccia, io mi sono molto molto divertita ✨💫 grazie a che l'ha reso possibile e .mariacarrozza._
www.nemesismagazine.it

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