25/05/2026
GRANO: la QUALITA' COME SCUSA e la CUN come ARMA
Oggi la insufficiente “qualità” del grano italiano viene evocata in ogni occasione dai grandi trasformatori nazionali, quando si deve tentare di mettere una pezza sull'imbarazzante narrativa legata al prezzo del grano.
Ma agli operatori del settore, di questa caratteristica, interessa solo il livello proteico, necessario per ottenere la tanto agognata "tenuta alla cottura" del prodotto finale, ossia la pasta.
Dei parametri salutistici non può fregargliene di meno; contenuto di micotossine e di glifosato, o sostenibilità ambientale, ad esempio, sono solo caratteristiche marginali rispetto alla proteina, per il cui incremento occorrono concimazioni sempre più spinte con conseguente aggravio dei già stratosferici costi di produzione.
In tutto questo, la , nata (a parole) con lo scopo di adeguare i prezzi di vendita ai costi di produzione del grano, continua a rappresentare uno dei punti di riferimento più chiari in quanto a esemplificazione della inadeguatezza della classe politica, che fa il paio con il mondo associativo di categoria.
Entrambi condividono un obiettivo comune: la tenuta dell'ancoraggio alle loro poltrone.
La CUN, in questo contesto, non fa altro che certificare quotazioni che mortificano il lavoro agricolo, soprattutto nel , mentre qualcuno continua ad arricchirsi giocando sulla retorica della “qualità italiana”.
Quel qualcuno, inteso come trasformatori, che è stato, inspiegabilmente (o forse no) ,invitato al tavolo delle negoziazioni del prezzo del . Un paradosso che si potrebbe paragonare all'invito delle compagnie aeree o dei rappresentati delle associazioni delle compagnie di trasporto su gomma alle riunioni dell'OPEC quando si stabilisce il prezzo del petrolio.
Come se Dracula fosse invitato a tenere una conferenza ad un convegno di donatori di sangue.
Veramente c'è qualcuno che spera che questi signori aumentino il prezzo del grano contro il loro stesso interesse?
Si è così palesata l'ennesima, tragica, presa per i fondelli per il settore agricolo di questo Paese.
Ma ormai il tempo stringe, produrre in perdita non è un operazione duratura, neanche per quelli ingenui dei nostri cerealicoltori.
Pazienza se nelle confezioni di leggeremo solo: "..Paese di Provenienza del grano, UE ed ExtraUE".