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FARINA DEL LORO SACCO Mentre il prezzo del grano continua a rimanere su livelli imbarazzanti che non coprono lontanament...
30/05/2026

FARINA DEL LORO SACCO
Mentre il prezzo del grano continua a rimanere su livelli imbarazzanti che non coprono lontanamente i costi di produzione, sugli scaffali della GDO la farina continua a essere venduta a prezzi che raccontano un’altra storia.
A fronte di un prezzo medio di 0,25 € per un kg di grano, la farina viene venduta mediamente 6 volte tanto.
Tra chi semina e chi acquista c’è una filiera che sembra distribuire margini e potere in modo molto diseguale. Agli agricoltori vengono chiesti sacrifici, efficienza e sostenibilità; quando però arriva il momento di riconoscere un prezzo equo alla materia prima, il mercato diventa improvvisamente inflessibile.
Se il vale sempre meno e la farina non costa meno ai consumatori, una domanda resta aperta: chi sta trattenendo il valore aggiunto lungo la filiera?
Facciamo finta di non saperlo…

29/05/2026

Come dargli torto

L’ITALIA è UNA per la COSTITUZIONE, QUADRUPLA per il GRANO: DECIDETEVILa nuova CUN del   duro divide il Paese in quattro...
29/05/2026

L’ITALIA è UNA per la COSTITUZIONE, QUADRUPLA per il GRANO: DECIDETEVI
La nuova CUN del duro divide il Paese in quattro macro-aree: Nord, Centro, Sud e Isole. L'obiettivo non raggiunto dalla Lega per decenni è stato centrato in un paio di mesi dalla Commissione Unica Nazionale (CUN) per il grano duro. Un’assurdità economica e istituzionale che certifica la frammentazione del mercato agricolo italiano e spalanca la porta a distorsioni, squilibri e giochi di potere.
Altro che “trasparenza”: qui si stanno creando agricoltori di serie A e di serie B, con quotazioni differenziate che penalizzano soprattutto il Mezzogiorno e le Isole, proprio mentre i costi di produzione restano insostenibili.
Nei bollettini di questa commissione il grano “Fino alto proteico” e “Fino proteico” delle Isole non viene quotato (chissà per quale motivo..)
Il paradosso è evidente: stesso grano italiano, stesso Stato, ma prezzi diversi a seconda della geografia politica inventata dalla CUN. Una follia che rischia di trasformare il mercato in un sistema opaco e manipolabile.
Se questa è la “Commissione Unica Nazionale”, allora di nazionale non ha più nulla.
A queste condizioni, questa commissione deve essere chiusa immediatamente.

29/05/2026

PRIMI EFFETTI DEL MERCOSUR
Gli acquisti italiani dai Paesi dell’area sudamericana aumentano del 62,7% su base annua
Fonte:ANSA

L’ISOLA E IL TESOROC’è un equivoco tutto moderno che ci ha fatto credere che innovazione significhi soltanto accelerazio...
28/05/2026

L’ISOLA E IL TESORO
C’è un equivoco tutto moderno che ci ha fatto credere che innovazione significhi soltanto accelerazione, standardizzazione, gigantismo. E invece, a volte, il futuro nasce da un piccolo gesto di memoria: venti spighe dimenticate dentro un vasetto.
È successo a Lipari, dove il grano antico “Margherito”, custodito per quarant’anni da una famiglia contadina, è tornato a vivere grazie alla scelta coraggiosa di chi ha deciso di restare, recuperare terre abbandonate e trasformare la biodiversità in economia reale. Non nostalgia folkloristica, ma impresa, lavoro, filiera, identità.
Questa storia ci ricorda una verità fondamentale: la biodiversità non è un lusso per romantici, ma un’infrastruttura economica e culturale. Ogni varietà agricola antica custodisce adattamenti climatici, resilienza, sapori, saperi e paesaggi che nessuna agricoltura industriale uniforme potrà mai replicare davvero.
Recuperare un grano antico significa anche recuperare comunità. Significa dare una ragione ai giovani per tornare. Significa evitare che il territorio diventi soltanto uno spazio vuoto da sfruttare o consumare.
Forse la vera modernità non consiste nel cancellare il passato, ma nel renderlo nuovamente fertile.
Come hanno fatto nell’Azienda Mandarano di Lipari, Isole Eolie

AGRICOLTORI STATE IN CAMPANA Questo è il testo di una lettera che ha come mittente un’azienda che installa fotovoltaico ...
27/05/2026

AGRICOLTORI STATE IN CAMPANA
Questo è il testo di una lettera che ha come mittente un’azienda che installa fotovoltaico e come destinatari i proprietari di aziende agricole.
Un’ulteriore testimonianza della delicatezza della questione legata all’acquisto o all’affitto di terreni agricoli per l’installazione di impianti fotovoltaici.

Gentili Proprietari,
con la presente desidero informarVi in merito all’esito del progetto agrovoltaico che avrebbe dovuto interessare i Vostri terreni.
Dopo la rinuncia di ………., abbiamo profuso ogni impegno per salvaguardare l’iniziativa, cercando per oltre un anno partner seriamente interessati a subentrare nello sviluppo dell’impianto. Purtroppo, a causa dell’attuale contesto di mercato, non essendo riusciti a individuare un soggetto disposto a proseguire, ci vediamo costretti a interrompere definitivamente il progetto.
Desidero esprimere il nostro sincero dispiacere, poiché abbiamo creduto molto in questa iniziativa. Allo stesso tempo, sentiamo il bisogno di ringraziarVi non solo per la pazienza dimostrata, ma soprattutto per il clima di fiducia e la cordiale umanità che avete voluto instaurare con noi in questi anni: è un aspetto che non dimenticheremo.
Restiamo a Vostra piena disposizione per eventuali chiarimenti o per un incontro di persona, qualora lo riteneste utile. Pur nella chiusura di questo percorso, auspichiamo che in futuro possano emergere nuove condizioni per collaborazioni analoghe, subordinatamente a un Vostro eventuale, rinnovato interesse.
Resto a disposizione per ogni confronto.
Con i miei più cordiali saluti,
………….
………….

Immagine ottenuta con AI

Le trebbiature si avvicinano, le navi con grano estero approdano nei porti italiani e la CUN procede con la dismissione ...
27/05/2026

Le trebbiature si avvicinano, le navi con grano estero approdano nei porti italiani e la CUN procede con la dismissione del settore del grano nazionale.

ANDATEVENE A CASAVI chiedo preventivamente scusa per lo sfogo, ma l’ennesimo quotidiano disagio causato a migliaia di la...
26/05/2026

ANDATEVENE A CASA
VI chiedo preventivamente scusa per lo sfogo, ma l’ennesimo quotidiano disagio causato a migliaia di lavoratori ha suscitato un senso di nausea difficilmente soffocabile.
La deviazione sterrata della Catania-Palermo (immagine delle ore 8.00 del 26/05/2026, dopo l'uscita di Gerbini direzione Palermo) è la fotografia perfetta del fallimento della politica siciliana.
Pullman pieni di turisti, lavoratori e famiglie costretti a passare in una trazzera indegna, mentre da decenni ascoltiamo parole come “rilancio”, “sviluppo” e “centralità della Sicilia”.
Eppure la Sicilia esprime il Presidente della Repubblica, il Presidente del Senato, il Ministro della Protezione Civile, il Ministro delle Attività Produttive e perfino l’attuale Presidente della Regione è stato Presidente del Senato.
Con una tale rappresentanza istituzionale, la Sicilia doveva essere un modello infrastrutturale. Invece è diventata il simbolo nazionale dell’abbandono.
La verità è semplice: da decenni, chiunque, di qualsiasi colore politico, ha governato, promesso, inaugurato, commissariato. Ma le strade continuano a crollare e i siciliani continuano a essere umiliati ogni giorno.
Chi ha avuto potere e non ha saputo cambiare nulla dovrebbe avere almeno la dignità di farsi da parte, ma nella certezza che questa speranza rimarrà tale, occorre un sonora pedata dove non batte il sole in sede di cabina elettorale. E non c'entrano gli schieramenti politici, perchè li abbiamo subìti di tutti i colori.
Fatelo almeno per i (sempre meno) giovani che vogliono rimanere.
Dott. Paolo Caruso, fondatore di’ Foodiverso

25/05/2026

DIVELLA e la FORTUNA di NON AVERE GRANO ITALIANO
“…noi non siamo autosufficienti, PER NOSTRA FORTUNA, a produrre grano locale…”
Così parló Vincenzo Divella, titolare del pastificio omonimo.
Occorrono spiegazioni?



Fonte video: ODA 360

GRANO: la QUALITA' COME SCUSA e la CUN come ARMAOggi la insufficiente “qualità” del grano italiano viene evocata in ogni...
25/05/2026

GRANO: la QUALITA' COME SCUSA e la CUN come ARMA
Oggi la insufficiente “qualità” del grano italiano viene evocata in ogni occasione dai grandi trasformatori nazionali, quando si deve tentare di mettere una pezza sull'imbarazzante narrativa legata al prezzo del grano.
Ma agli operatori del settore, di questa caratteristica, interessa solo il livello proteico, necessario per ottenere la tanto agognata "tenuta alla cottura" del prodotto finale, ossia la pasta.
Dei parametri salutistici non può fregargliene di meno; contenuto di micotossine e di glifosato, o sostenibilità ambientale, ad esempio, sono solo caratteristiche marginali rispetto alla proteina, per il cui incremento occorrono concimazioni sempre più spinte con conseguente aggravio dei già stratosferici costi di produzione.
In tutto questo, la , nata (a parole) con lo scopo di adeguare i prezzi di vendita ai costi di produzione del grano, continua a rappresentare uno dei punti di riferimento più chiari in quanto a esemplificazione della inadeguatezza della classe politica, che fa il paio con il mondo associativo di categoria.
Entrambi condividono un obiettivo comune: la tenuta dell'ancoraggio alle loro poltrone.
La CUN, in questo contesto, non fa altro che certificare quotazioni che mortificano il lavoro agricolo, soprattutto nel , mentre qualcuno continua ad arricchirsi giocando sulla retorica della “qualità italiana”.
Quel qualcuno, inteso come trasformatori, che è stato, inspiegabilmente (o forse no) ,invitato al tavolo delle negoziazioni del prezzo del . Un paradosso che si potrebbe paragonare all'invito delle compagnie aeree o dei rappresentati delle associazioni delle compagnie di trasporto su gomma alle riunioni dell'OPEC quando si stabilisce il prezzo del petrolio.
Come se Dracula fosse invitato a tenere una conferenza ad un convegno di donatori di sangue.
Veramente c'è qualcuno che spera che questi signori aumentino il prezzo del grano contro il loro stesso interesse?
Si è così palesata l'ennesima, tragica, presa per i fondelli per il settore agricolo di questo Paese.
Ma ormai il tempo stringe, produrre in perdita non è un operazione duratura, neanche per quelli ingenui dei nostri cerealicoltori.
Pazienza se nelle confezioni di leggeremo solo: "..Paese di Provenienza del grano, UE ed ExtraUE".

PIANO MATTEI: I CONTI NON TORNANO Il tanto sbandierato Piano Mattei comincia, nella sua parte agricola, a mostrare le pr...
24/05/2026

PIANO MATTEI: I CONTI NON TORNANO
Il tanto sbandierato Piano Mattei comincia, nella sua parte agricola, a mostrare le prime significative crepe.
La domanda che viene posta adesso dalla Corte dei conti è una: dove finiscono davvero i miliardi stanziati e con quali criteri vengono assegnati?
L’inchiesta di IrpiMedia ha evidenziato una forte opacità nella gestione dei fondi collegati al Piano, molti dei quali transitano attraverso il Fondo Italiano per il Clima e la regia di Cassa Depositi e Prestiti. Mancano però criteri pubblici chiari, graduatorie trasparenti e informazioni accessibili sull’effettiva selezione dei progetti.
Nel frattempo emergono sempre gli stessi grandi nomi. Tra questi Bonifiche Ferraresi, protagonista di maxi progetti agricoli in Algeria, Congo e Senegal per decine di migliaia di ettari coltivati. Nulla di illegittimo, ma è lecito chiedersi se il Piano Mattei stia diventando uno strumento di cooperazione diffusa o piuttosto una leva di politica industriale costruita attorno a pochi grandi gruppi già vicini alla finanza pubblica.
Il rischio è evidente: usare la retorica della “sicurezza alimentare” e della “cooperazione sostenibile” per concentrare risorse, terra e potere economico senza un reale controllo pubblico. E mentre i grandi gruppi internazionalizzano il business agricolo, molte PMI lamentano difficoltà di accesso ai fondi e totale assenza di trasparenza.
I classici due pesi e due misure…

Fonte: https://irpimedia.irpi.eu/piano-mattei-tre-miliardi-dalla-finanza-verde/

Immagine ottenuta AI

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