Arktoi / Stefania Acerboni

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Maggio, e tra le miglia di fogliame, i fiori infuriano dallo scuro -anemoni e cipripedi rosa. Le api ci si tuffano dentr...
29/05/2025

Maggio, e tra le miglia di fogliame, i fiori infuriano dallo scuro -
anemoni e cipripedi rosa. Le api ci si tuffano dentro e anch’io, a succhiare il loro miele spirituale. Muti e miti, ma loro
è la certezza piú profonda che anche questo esistere -
questo senso di stare bene, il fiorire del corpo fisico - corre vicino al fulcro del miracolo di cui ogni cosa fa parte, vale quanto una poesia o una preghiera, può perfino illuminare qualsiasi posto oscuro della terra.
Mary Oliver




E allora guarisci dalla notte, il cuorevuole di piú, sei pronta ad alzarti e a guardare!a correre ovunque!a credere in t...
27/05/2025

E allora guarisci dalla notte, il cuore
vuole di piú, sei pronta ad alzarti e a guardare!
a correre ovunque!
a credere in tutto.
Mary Oliver







Frida KahloFrida Kalho è uno delle artiste più famose a livello mondiale ed è un riferimento sociale e culturale in Mess...
23/05/2025

Frida Kahlo

Frida Kalho è uno delle artiste più famose a livello mondiale ed è un riferimento sociale e culturale in Messico e oltre i suoi confini.

É nata nel 1907, nonostante sostenesse di essere nata nel 1910 ed essere figlia della rivoluzione. Il suo nome era Freida, un nome tedesco scelto dal padre per via delle sue origini, ma in età adulta lo cambiò in Frida per contestare la politica nazista.

A diciotto anni la sua vita fu sconvolta da un terribile incidente che fu devastante per il suo corpo: dovette stare a letto per mesi e sottoporsi a trentadue operazioni. Nonostante le cure ebbe problemi di salute per tutta la vita, ma questo non la indebolì, anzi, le conferì una determinazione feroce e una volontà inarrestabile.

Durante la convalescenza iniziò a disegnare l’unica cosa che vedeva: il suo piede. I suoi genitori le fecero costruire un cavalletto e fecero disporre uno specchio sul baldacchino del letto in modo che potesse ritrarsi dipingendo a olio.

La scelta dell’autoritratto contraddistinse anche la maggior parte della sua produzione successiva: “Passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio”. La sua pittura era intimista e soggettiva, con uno stile naïf e crudo rappresentò tutto di sé: incidenti, aborti, cicatrici, lacrime e apparecchiature ortopediche.

La sua scelta stilistica era un’affermazione della sua identità messicana, che sottolineava anche nel modo di vestire: gonne lunghe, nastri intrecciati e gioielli in stile precolombiano.

Nonostante in vita avesse fama mondiale (i suoi quadri furono esposti a Parigi e New York) per Frida la mostra più importante fu quella a Città del Messico, alla quale partecipò sul suo letto, dato che il medico le aveva proibito di alzarsi.

Dopo un anno morì nella sua casa: nel suo ultimo dipinto, vicino alla firma, scrisse “Viva la vida”.







13/05/2025







Un giorno, finalmente, hai capitoquel che dovevi fare, e hai cominciato,anche se le voci intorno a tecontinuavano a grid...
06/05/2025

Un giorno, finalmente, hai capito
quel che dovevi fare, e hai cominciato,
anche se le voci intorno a te
continuavano a gridare
i loro cattivi consigli-
anche se la casa intera
si era messa a tremare
e sentissi le vecchie catene
tirarti le caviglie.
“Sistema la mia vita!”,
gridava ogni voce.
Ma non ti fermasti.
Sapevi quel che andava fatto,
anche se il vento frugava
con le sue dita rigide
giù fino alle fondamenta, anche se la loro malinconia
era terribile.
Era già piuttosto tardi,
una notte tempestosa,
la strada era piena di sassi e rami spezzati.
Ma poco a poco,
mentre ti lasciavi alle spalle le loro voci,
le stelle si sono messe a brillare
attraverso gli strati di nubi
e poi c’era una nuova voce
che pian piano
hai riconosciuto come la tua,
che ti teneva compagnia
mentre procedevi a grandi passi,
sempre più nel mondo,
determinata a fare
l’unica cosa che potevi fare-
determinata a salvare
l’unica vita che potevi salvare.
Mary Oliver



Intanto le oche selvatiche, alte nella pulita aria blu,di nuovo si stanno dirigendo verso casa.Chiunque tu sia, non impo...
30/04/2025

Intanto le oche selvatiche, alte nella pulita aria blu,
di nuovo si stanno dirigendo verso casa.
Chiunque tu sia, non importa quanto solo ti senta,
il mondo si offre alla tua immaginazione,
ti chiama come le oche selvatiche, stridenti ed eccitanti
annunciando ripetutamente il tuo posto
nella famiglia delle cose.
Mary Oliver



Margaret Atwood(1939 - Ottawa, Canada)Margaret Atwood è considerata la più importante scrittrice del Canada: autrice di ...
29/04/2025

Margaret Atwood
(1939 - Ottawa, Canada)

Margaret Atwood è considerata la più importante scrittrice del Canada: autrice di romanzi versatile e prolifica, è anche poetessa, critica, saggista e attivista.

É molto difficile riassumere il suo lavoro visto che ha pubblicato più di quaranta opere, tra romanzi, saggi e raccolte di poesie. Definita una scrittrice di fantascienza, travalica nei suoi libri i confini tra i generi, anche se, i suoi scritti più famosi, si possono definire distopici.

Nasce nel 1939 a Ottawa da madre nutrizionista e padre entomologo, a causa delle ricerche che il padre deve effettuare ha un’infanzia solitaria che passa a casa con la madre che si occupa della sua istruzione e nelle foreste dell’Ontario e del Québec.
Questo la porta a una sorta di “shock culturale”: il suo interesse è rivolto ai luoghi con natura incontaminata che la porta a non sentirsi a proprio agio in città.

Ma allo stesso tempo passare il tempo in quei luoghi selvaggi incide anche sulla sua visione del mondo, che influenza i suoi scritti: “Per sopravvivere nella natura bisogna conoscere i propri predatori e non sembrare delle prede. Questa è una lezione di vita che tutte le giovani donne dovrebbero apprendere il prima possibile, per essere preparate a reagire ai predatori, siano essi umani o animali”.

Margaret Atwood fin da bambina è una lettrice molto vorace: le sue letture preferite sono le storie canadesi, le favole dei fratelli Grimm e le poesie.
Inizia a scrivere molto presto, a soli sei anni. Nei dieci anni successivi sviluppa il suo stile: “lo stile poetico e narrativo di Atwood sono caratterizzati dall’ingegno, l’ironia e il controllo della forma uniti a un interesse per la mitologia classica e popolare, soprattutto quella riguardante le donne. Tutte le sue opere alludono a testi appartenenti ai generi tradizionali, che tuttavia sovvertono. A Margaret Atwood piace riscrivere e reinterpretare la storia e la società attraverso nuovi punti di vista”.

“Sono convinta che i romanzi siano un mezzo per guardare la società, un punto di incontro tra il linguaggio e quello che scegliamo di chiamare realtà, sebbene persino questa sia materia molto malleabile”.

Ho scelto di accompagnare questa collezione con alcune poesie o estratti di Mary Oliver.Quella di oggi si intitola “Dich...
25/04/2025

Ho scelto di accompagnare questa collezione con alcune poesie o estratti di Mary Oliver.

Quella di oggi si intitola “Dichiara pace”.

Dichiara pace al tuo respiro.
Inspira uomini d’arme e attrito, espira edifici interi e stormi di merli dalle ali rosse.
Inspira terroristi ed espira bambini che dormono e campi appena falciati.
Inspira confusione ed espira alberi di acero.
Inspira quanto è caduto ed espira amicizie di tutta una vita ancora intatte.
Dichiara pace con il tuo ascolto: quando senti sirene, prega ad alta voce.
Ricorda quali sono i tuoi strumenti: semi di fiori, spilli da vestiti, fiumi puliti.
Prepara una minestra.
Fai musica, impara come si dice grazie in tre lingue diverse.
Impara a fare la maglia, e fai un cappello.
Pensa al caos come mirtilli che danzano, immagina il dolore come l’espirazione della bellezza o il gesto del pesce.
Nuota per andare dall’altra parte.
Dichiara pace.
Il mondo non è mai apparso così nuovo e prezioso.
Bevi una tazza di tè e rallegrati.
Agisci come se l’armistizio fosse già arrivato.
Non aspettare un altro minuto.
Dichiara pace.



Lee Miller (1907 New York - 1977 Regno Unito)
Lee Miller è stata una figura poliedrica: nata nel 1907 nello stato di New...
24/04/2025

Lee Miller 
(1907 New York - 1977 Regno Unito)

Lee Miller è stata una figura poliedrica: nata nel 1907 nello stato di New York in una famiglia ricca, era solita definire la sua vita: “un fradicio rompicapo, le cui tessere ubriache non combaciano per forma né scopo”. La sua continua ricerca di libertà e indipendenza l’ha spinta a vivere i momenti più intensi del Novecento: l’energia della New York di inizio secolo come modella, la Parigi degli anni trenta come artista e la Seconda Guerra Mondiale in Europa come fotoreporter.

La sua passione per la fotografia nacque nell’infanzia e a diciotto anni si trasferì da sola a New York per studiarla.
Nel 1927 fu notata e lanciata come modella: lavorò con i maggiori fotografi dell’epoca diventando una delle modelle più richieste.

Nel 1929 si trasferì a Parigi: divenne assistente, musa e amante di Man Ray. Con lui venne in contatto con i maggiori artisti dell’epoca.
Nel 1932 decise di tornare a New York e fondare un suo studio di fotografia, tornò anche a lavorare per Vogue, come modella e fotografa.

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale si trovava a Londra e lavorava per British Vogue: riuscì ad ottenere un un accredito come corrispondente di guerra.
Come prima donna fotoreporter documentò la liberazione di Parigi, la battaglia di Saint-Malo e la liberazione dei campi di concentramento di Dachau e Buchenwald.
Le sue fotografie erano alcune delle prime prove dei campi di concentramento e ancora oggi vengono riconosciute come una testimonianza fondamentale dell’epoca: capace di unire sensibilità artistica e documentazione storica. 

Questa esperienza le causò ferite sia fisiche sia mentali, finita la guerra si sposò con Antony Penrose e si trasferirono in Inghilterra, nella loro casa a Farley Farm House, che divenne un ritrovo per intellettuali. Ebbe un figlio, poco a poco si ritirò dalla fotografia, iniziò a scrivere e divenne una cuoca gourmet ospitando a casa cene surrealiste. Nel 1977 morì di cancro.

Nel frattempo il suo lavoro di fotografa cadde nell’oblio, fino a quando negli anni ottanta suo figlio scoprì i negativi e le stampe nella soffitta di casa.

“Fuori è tiepidoe blue aprile”.Sylvia Plath
22/04/2025

“Fuori è tiepido
e blu
e aprile”.

Sylvia Plath



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