29/04/2025
Margaret Atwood
(1939 - Ottawa, Canada)
Margaret Atwood è considerata la più importante scrittrice del Canada: autrice di romanzi versatile e prolifica, è anche poetessa, critica, saggista e attivista.
É molto difficile riassumere il suo lavoro visto che ha pubblicato più di quaranta opere, tra romanzi, saggi e raccolte di poesie. Definita una scrittrice di fantascienza, travalica nei suoi libri i confini tra i generi, anche se, i suoi scritti più famosi, si possono definire distopici.
Nasce nel 1939 a Ottawa da madre nutrizionista e padre entomologo, a causa delle ricerche che il padre deve effettuare ha un’infanzia solitaria che passa a casa con la madre che si occupa della sua istruzione e nelle foreste dell’Ontario e del Québec.
Questo la porta a una sorta di “shock culturale”: il suo interesse è rivolto ai luoghi con natura incontaminata che la porta a non sentirsi a proprio agio in città.
Ma allo stesso tempo passare il tempo in quei luoghi selvaggi incide anche sulla sua visione del mondo, che influenza i suoi scritti: “Per sopravvivere nella natura bisogna conoscere i propri predatori e non sembrare delle prede. Questa è una lezione di vita che tutte le giovani donne dovrebbero apprendere il prima possibile, per essere preparate a reagire ai predatori, siano essi umani o animali”.
Margaret Atwood fin da bambina è una lettrice molto vorace: le sue letture preferite sono le storie canadesi, le favole dei fratelli Grimm e le poesie.
Inizia a scrivere molto presto, a soli sei anni. Nei dieci anni successivi sviluppa il suo stile: “lo stile poetico e narrativo di Atwood sono caratterizzati dall’ingegno, l’ironia e il controllo della forma uniti a un interesse per la mitologia classica e popolare, soprattutto quella riguardante le donne. Tutte le sue opere alludono a testi appartenenti ai generi tradizionali, che tuttavia sovvertono. A Margaret Atwood piace riscrivere e reinterpretare la storia e la società attraverso nuovi punti di vista”.
“Sono convinta che i romanzi siano un mezzo per guardare la società, un punto di incontro tra il linguaggio e quello che scegliamo di chiamare realtà, sebbene persino questa sia materia molto malleabile”.