28/08/2026
EX ILVA, DALLE “EMISSIONI DI UOMINI E ANIMALI” ALL’ACCUSA DI BANCAROTTA.
LA TRISTE PARABOLA DI LUCIA MORSELLI
C’è stato un tempo in cui Lucia Morselli, quando era Ad dell’ex ilva, spiegava ai tarantini che l’aria di Taranto era venti volte più pulita di quella di Milano.
Un tempo in cui, parlando di CO2, sosteneva che «il più grande emettitore di anidride carbonica siamo noi, umani ed animali»!
Chiaro che cosa sottintendesse, no?
Accanto a una delle più grandi acciaierie d’Europa, dopo decenni di inquinamento, processi, sequestri e drammi sanitari, il problema dell’anidride carbonica, e in generale dell’inquinamento, eravamo noi: gli esseri umani e gli animali.
E mentre ai tarantini venivano impartite queste memorabili lezioni di ecologia, c’era chi provava a documentare quello che accadeva dentro e intorno a quella fabbrica.
Luciano Manna, attraverso VeraLeaks, lo ha fatto per anni con immagini, video, documenti e denunce sulle condizioni degli impianti, sulle emissioni, sui rifiuti. E Morselli arrivò persino a querelarlo per diffamazione, per una vicenda relativa agli sversamenti di rifiuti nello stabilimento.
Le segnalazioni alla magistratura sono arrivate da più parti. Anche noi, come associazione, abbiamo presentato negli anni esposti e denunce, anche insieme allo stesso Luciano. Nessuna medaglia da appuntarsi al petto: era semplicemente doveroso chiedere alla magistratura di verificare ciò che accadeva.
Oggi, però, Lucia Morselli è indagata dalla Procura di Milano per bancarotta fraudolenta nell’ambito della gestione dell’ex Ilva. Secondo l’ipotesi degli inquirenti, alcune scelte gestionali avrebbero aggravato la situazione economica e patrimoniale dell’azienda. Sullo sfondo c’è la maxi azione di responsabilità avviata dai commissari di Acciaierie d’Italia, con una richiesta di risarcimento da 7 miliardi di euro.
E non c’è soltanto Milano.
Il nome di Morselli compare anche nell’inchiesta della Procura di Taranto sulla gestione ambientale dello stabilimento e sulle quote CO2. Proprio da quelle indagini è emersa un’intercettazione nella quale, parlando dei dati sui consumi, avrebbe detto: «Sono manipolati per poter avere le quote CO2, sono finti, apposta».
Saranno naturalmente i magistrati a stabilire le responsabilità.
Ma noi certe cose ce le ricordiamo e ce le ricorderemo sempre.
Ricordiamo l’area a caldo definita «la più pulita d’Europa e quindi forse del mondo». Ricordiamo l’aria di Taranto venti volte più pulita di quella di Milano. Ricordiamo uomini e animali trasformati in una memorabile lezione sulla CO2. E ricordiamo chi documentava quello che accadeva dentro la fabbrica e si ritrovava querelato.
Per anni a questa città è stato spiegato, con una certa arroganza, che esagerava, che era ideologica, che guardava quella fabbrica con occhi troppo sospettosi.
Oggi sono magistrati e investigatori a guardare dentro quella gestione.
Alla fine, forse, l’unica cosa davvero troppo inquinata era il racconto che per anni hanno provato a venderci.