29/03/2026
CINQUANT’ANNI DI ABBANDONO. E ORA CI CHIEDONO DI RESTARE.
Taranto, 105ª su 107 province italiane per qualità della vita dei giovani.
Non è una statistica. È una condanna.
Una condanna scritta decenni fa da chi ha scelto di piantare qui un mostro d’acciaio invece di costruire un futuro. Da chi ha promesso sviluppo e ha consegnato veleno, nell’aria, nel mare, nel sangue.
Il 28% di disoccupazione giovanile non è sfortuna.
È il risultato di cinquant’anni di politiche che hanno trattato Taranto come una colonia industriale, da sfruttare fino all’osso e abbandonare al proprio destino.
Solo il 17,9% dei nostri ragazzi ha una laurea.
Non perché siano meno capaci — perché sono stati costretti ad andar via per costruirsi un futuro altrove. Taranto li forma, li cresce, li ama. E lo Stato glieli porta via.
I NEET sfiorano il 20% in Puglia. Nell’area tarantina si va oltre. Ragazzi che non studiano e non lavorano, non per scelta, ma perché nessuno ha mai investito realmente su di loro.
Cinquant’anni di promesse. Cinquant’anni di silenzi. Cinquant’anni di complicità.
Chi ha governato questo Paese sapeva. Sapeva dell’ILVA, sapeva delle morti, sapeva della fuga dei giovani. E ha scelto comunque di guardare altrove.
Noi non guardiamo altrove.
Spartanpolis nasce qui, resiste qui, combatte qui, perché questa città merita chi la difende, non chi la usa.
I Tarantini non chiedono pietà.
Chiedono giustizia.
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