12/10/2024
«Io mi sono data una missione nella vita, ed è quella di ricordare alle donne di non strafare, perché quando abbiamo trenta o quarant’anni non ce lo dice nessuno e spesso arriviamo ai cinquanta stremate. Quindi vi ricordo a ogni vacanza di lavorare il meno possibile e a ogni inizio dell’anno scolastico che non c’è nessun bisogno di agitarsi per la scuola dei figli. La merenda? Non è necessario preparargli il paninetto fresco o i bastoncini di carote tutti i giorni: acquistate una scorta di merendine bio e li farete felici.
A me – lo ricordo sempre – mia madre dava 100 lire per comprarmi quel che volevo e io sognavo il paninetto fatto da lei, così l’ho preparato per anni a mia figlia, la quale sognava che le dessi i soldi per comprarsi quel che voleva e lo lasciava ammuffire nella cartella. Si sbaglia sempre, tanto vale fare meno sforzi possibile… La chat dei genitori? Non prendetela troppo sul serio. Le riunioni… i saggi… le pizzate…gli sport… il pianoforte…la scuola di circo… l’inglese? Calma, non sono una faccenda di vita o di morte. E nemmeno i pigiama party, i compiti, le liti con gli amichetti che sembrano tragedie e poi svaniscono come lacrime nella pioggia.
I vostri genitori vi preparavano la merenda ogni giorno? Parlavano con tutti i genitori e tutti gli insegnanti, vi seguivano nei compiti, vi pagavano corsi sportivi, di musica e di lingue? Non credo… E siete per questo cresciuti disagiati o traumatizzati? Non penso…
La scuola è importante soprattutto perché è la loro prima vera esperienza sociale. Lasciamo che se la sbrighino da soli, che si organizzino coi compiti, che se la cavino con gli amici, che desiderino molto fare ginnastica artistica o inglese o chitarra e allora concediamoglielo facendolo cadere dall’alto e se le godranno di più. Vanno male a scuola? Mi spiace dirvelo ma ha quasi sempre ragione la maestra, o il professore: devono impegnarsi di più. E se non studiano pazienza, studieranno dopo, alle medie, al liceo, all’università, quando faranno qualcosa che gli piace. Oppure non studieranno mai e diventeranno giovani milionari in criptovalute e Nft».
Daria Bignardi