03/11/2021
Scorrete le foto per scoprire da che cos'è stato ricavato questo scrunchy 😍
Qualche giorno fa mentre stavo tornando a casa, mi sono imbattuta in un mercatino dell'usato sulla strada. Mi sono fermata e ho iniziato a rovistare tra i vari oggetti. Tra le tante cianfrusaglie ho notato una scatola piena di cravatte colorate. Ho selezionato quelle che più mi colpivano, e una in particolare ha catturato la mia attenzione: una cravatta rossa decorata con tanti piccoli omini in tuta anni 50 con una racchetta in mano. La prima sensazione che ho provato è stata una vaga nostalgia di un passato lontano, che forse non ho nemmeno mai vissuto. Mi sono chiesta "chissà chi avrà indossato questa cravatta così fantasiosa?"
I capi d'abbigliamento hanno una storia ed è un peccato sbarazzarsene appena passano di moda.
Purtroppo al giorno d'oggi l'industria della moda favorisce un ricambio molto veloce di ciò che si indossa, il ché è un grosso problema. L'industria tessile infatti è la seconda industria più inquinante al mondo.
Il Fast Fashion, così viene definito, è spesso associato al concetto di ‘usa e getta’: non si dà più valore ad un utilizzo longevo degli indumenti, ma al contrario questi vengono concepiti come qualcosa che va indossato per una stagione e poi cambiato.
Fra i vari obiettivi del mio progetto vi è quello di dare nuova vita a dei capi d'abbigliamento e accessori che ormai non sono più attuali, e che nessuno userebbe più, per evitare sprechi e per contribuire nel mio piccolo ad un'inversione di tendenza che sia più sostenibile per l'ambiente.