Giglio Tigrato

Giglio Tigrato Giglio Tigrato is a fashion brand based in Milan, founded by Carlotta Orlando in 2020.

With Giglio Tigrato she wants to prove how vintage clothes and waste materials can be seen as new and different by combining creativity and style.

08:45Finirò prima io o il tubetto di Marvis?Sono in ritardo ma non è colpa mia, o forse sì, sti cazzi, è andata così, an...
28/07/2026

08:45
Finirò prima io o il tubetto di Marvis?
Sono in ritardo ma non è colpa mia, o forse sì, sti cazzi, è andata così, anche oggi.
Sarà che ultimamente sono distratta da questa perenne sensazione di aver dimenticato qualcosa. Più cose o anche solo una, ma di vitale importanza.
Forse la colpa è di questo specchio maledetto che non mi ritrae mai per intera, ma che mi divide, che mi spezza il baricentro e mi ricorda che non ho tempo per guardarmi per intero. Mica dentro, ma almeno i piedi, non chiedo tanto. Ed è colpa sua se mi fa sentire perennemente alla ricerca di quel qualcosa che sicuramente mi sono scordata e che forse non stavo neanche cercando. E chissà di cosa si tratta alla fine. Forse mi sono scordata di prendere l’ultimo raggio di sole, di scrivere a quel mio contatto girato da un altro contatto, che avrei voluto baciarlo. Anzi no, non ho sedici anni, avrei proprio voluto scoparlo.
Forse mi sono scordata di rilassarmi per davvero, di amare senza se e senza ma, senza virgole. Di ascoltarmi ancora un po’, di sapere benissimo chi vorrei essere dopo un tramonto e chi vorrei essere l’indomani, accettando anche l’idea che in questo periodo potrò continuare a cambiare personalità e vestiti ogni giorno, fingendo di essere qualcuno o semplicemente me stessa.
“Cambiamenti” potrebbe chiamarsi la mia playlist di oggi.
Non lo so. Ci penserò tutto il giorno o solo un’ora. Il tempo di non vestirmi e uscire con un buon sapore di Marvis in bocca.

Con la speciale collaborazione di Fabrizio La Sorsa per i testi
Creative director & Model Carlotta Orlando detta Ciotti
Art director Federico Zucchini
Photographer Bianca Cedrone
Photographer Assistant Bianca Belluzzi
Set Designer Nicola Giammaria Gobbetto
Stylist Jacopo Mezzadri
MUA Angela Mandaglio

21:22Dio benedica i carboidratiOgni tanto la vita somiglia a un enorme all you can eat pronto a benedire la mia fame cos...
21/07/2026

21:22
Dio benedica i carboidrati
Ogni tanto la vita somiglia a un enorme all you can eat pronto a benedire la mia fame costante. La mia fame verso qualsiasi cosa, la mia fame reale e immaginaria che mi fa vedere il cibo ovunque.
Persino i miei sentimenti hanno la forma del cibo.
Per esempio la noia è un vitello tonnato. Uno di quei piatti che di base non ha senso e che chi ha inventato evidentemente non sapeva prendere una decisione, non sapeva ascoltarsi e capire se aveva voglia di pesce o di carne. Ecco, chi ha inventato il vitello tonnato era un annoiato cronico.
La vita è una tavolata enorme dove qualcuno, sedendosi, avrà sempre fede verso qualcosa. E chi non ce l’ha gli verrà sicuramente.
Così la mia fame costante mi muove perennemente alla scoperta di cose, mi muove verso le persone, verso le mie inutili curiosità: “Ma quanti abitanti avrà San Marino?”, verso la voglia di crescere quando sei piccola, di crescere al lavoro, di viaggiare sempre di più e a tariffe scontate.
La vita è un piatto unico dove puoi mischiare di tutto. È una di quelle trattorie che ha ancora le tovaglie, i tovaglioli al collo come vecchi pistoleri, è uno spaghetti western e una sorella con la quale confessarti: “Sorella, oggi ho peccato. Ho messo del formaggio sulla pasta al tonno e, mentre Giulio mi baciava, ho aperto gli occhi.”
La vita è una brochure di un’agenzia viaggi. Ti promette mare cristallino e aperitivi perfetti, poi però ci infila anche le zanzare, il temporale del sabato e quella strana malinconia che arriva proprio quando sei finalmente riuscito a rilassarti.
Eppure continuiamo a cascarci. Negli stessi errori, in quelli nuovi, in quelli che avevamo promesso di non ripetere.
Ma alla fine, a fine serata, l’importante sarà sedersi, prendere del sale e pensare:
“Ma che me frega, ma famme magnà.”

Con la speciale collaborazione di Fabrizio La Sorsa per i testi
Creative director & Model Carlotta Orlando detta Ciotti
Art director Federico Zucchini
Photographer Bianca Cedrone
Photographer Assistant Bianca Belluzzi
Set Designer Nicola Giammaria Gobbetto
MUA Angela Mandaglio
Special Thank to Ristorante Nuova Arena

HEY TIGER WE ARE GOING TO COPENHAGEN // SAVE THE DATE 03/08 to 05/08We’re bringing Giglio Tigrato to Copenhagen Fashion ...
20/07/2026

HEY TIGER WE ARE GOING TO COPENHAGEN // SAVE THE DATE 03/08 to 05/08

We’re bringing Giglio Tigrato to Copenhagen Fashion Week for a special pop-up!

03-05 of August
Hyskenstræde 3, CPH
h. 11am-7pm

We really hope to see you there!
Spread the voice and share!!!

Stay Responsible, Stay Rebellious,
xx
Giglio

11:11Può una pedicure rivelare la forma dell’universo?Sono le 11 e 11 e, per la prima volta in vita mia, mi sono seduta ...
18/07/2026

11:11
Può una pedicure rivelare la forma dell’universo?
Sono le 11 e 11 e, per la prima volta in vita mia, mi sono seduta con un cuscino sotto al c**o. Starò forse invecchiando? Ho sempre odiato i cuscini sulle sedie, li trovo scomodi e ho sempre pensato che la comodità sia un concetto soggettivo.
Per esempio, quando vedo un divano, mi siedo per terra e poggio la schiena sul divano, per essere supportata dalle imbottiture e sopportata dal pavimento freddo che, in qualche modo, mi rassicura.
Alle 11 e 11 sono diventata multitasking per davvero. Ho tolto una scarpa, ho ignorato una mail e ho immerso i piedi in una bacinella bianca, stracolma di acqua tiepida, per fare una pedicure.
E proprio mentre una ragazza silenziosa mi metteva in copia in un’altra mail, io mi tagliavo un’unghia, e ho finalmente capito che, per fermarsi e respirare, ogni tanto serve soltanto farlo.
Che è una frase un po’ del c***o. Una di quelle banalità da cui vorresti proteggerti per non farti colpire. Ma di questo pensiero banalissimo oggi me ne faccio prigioniera prima e portavoce poi.
Perché effettivamente bisogna davvero fermarsi per fermarsi. Per pensare, per capire e forse anche per sentirsi colpevoli e cercare di non sentirsi più.
Bisogna fermarsi per comprendere che una pianta del piede potrà rivelare molte più cose di quanto non siamo mai riusciti a dire. Può ricordare i posti in cui sono stata e tutti quelli che ho dimenticato, anche se ho lasciato un’impronta.
Fermarsi per apprezzare la forma dell’universo e capire che persino il giorno, allungandosi, ha deciso di esprimersi più a lungo, di restare altri cinque minuti, di fermarsi ancora un po’.
Perciò ora mi sento come in un vecchio libro di poesie di amanti passeggeri pronti a criticare il tuo ammorbidente.
Ecco, io sono come quei cuscini: non ci metto sopra il c**o, ma solo la faccia.

Con la speciale collaborazione di Fabrizio La Sorsa per i testi
Creative director & Model
Art director Federico Zucchini
Photographer Bianca Cedrone
Photographer Assistant Bianca Belluzzi
Set Designer Nicola Giammaria Gobbetto
Stylist
MUA Angela Mandaglio

13:05Meglio sole e al sole, che sole al suolo.Perché le case in estate sembrano più brutte di quello che sono? Più caoti...
17/07/2026

13:05
Meglio sole e al sole, che sole al suolo.
Perché le case in estate sembrano più brutte di quello che sono? Più caotiche, sporche, più grasse, unte? È tipo quando guardi una porchetta e senti un crunch: tu sei pure vegetariano, maremma m***a, ma quel crunch farebbe gola anche a chi non ha più voce, a chi non ha mai parlato, a chi non sa più esprimere i propri sentimenti.
E forse sarà per questo che odio la pausa pranzo, perché alla fine è proprio di sti benedetti sentimenti che si parla sempre. Sarà che mentre mangi un boccone, insieme al cibo vanno giù anche le cose che non capisci. Durante un pranzo può succedere qualsiasi cosa. Tra un “dove andremo a finire” e un “hai sentito che disgrazia” c’è di mezzo un “vabbè, passami il sale”.
E alla fine la colpa è nostra, che ci autoincoroniamo qualcuno sentendoci leggermente più alti di Napoleone, ma con le stesse Waterloo settimanali, sentimentali, alimentari.
Perciò anche oggi non ci sto e mi creo il mio personalissimo Tropico del Cancro. Oggi vorrei proprio essere un bagnino nella mia testa, per salvare quelle idee galleggianti nella mia spiaggia libera, nelle mie agende scarabocchiate di peni non troppo grandi e di pene d’amore gigantesche, di numeri non salvati, di wishlist che ho già scordato.
Forse non mi è dato saperlo. Forse sta fame che mi è venuta, alla fine, risolve sempre tutto.
Lo sento: anche oggi il cibo risolverà delle cose, ne comprometterà altre, rimetterà in ordine le mie intenzioni, i tuffi che non ho ancora fatto perché, in fondo, anch’io sono un po’ codarda. Vorrei buttarmi per davvero e invece butto solo tempo. Ma intanto prendo il sole e penso che casa mia ha proprio bisogno di una rinfrescata. Intanto prendo il sole e mi condisco ancora un po’ e ancora un po’.

Con la speciale collaborazione di Fabrizio La Sorsa per i testi
Creative director & Model
Art director Federico Zucchini
Photographer Bianca Cedrone
Photographer Assistant Bianca Belluzzi
Set Designer Nicola Giammaria Gobbetto
Stylist
MUA Angela Mandaglio

I sogni segreti di Debora con l’hDeborah non ha mai amato il suo nome. Lo ha sempre visto un po’ triste e, di conseguenz...
15/07/2026

I sogni segreti di Debora con l’h

Deborah non ha mai amato il suo nome. Lo ha sempre visto un po’ triste e, di conseguenza, associato a cose tristi.
Deborah ha ventisette anni, tre città alle spalle e un divorzio. Ha spesso seguito l’amore, le gallerie d’arte, le città fredde, ma da qualche anno ha lasciato Berlino e, sentendosi “molto Berlino”, a Milano gira in motorino e vive fuori città, perché ha compreso che il contatto con la natura è l’unica cosa che davvero la rilassa.
Il suo casco è pieno di adesivi colorati presi da ogni parte del mondo. Quel casco le ricorda che ogni giorno non deve essere uguale all’altro, perché in strada si può morire, ma anche nelle agende incrociate e tutte uguali.
Deborah parla tre lingue, ma dice sempre la cosa sbagliata. Si conosce, ma fatica a riconoscersi.
Ha tante piante, diversi cartoni di latte che non berrà mai e un grande dubbio che la tormenta ogni mattina: ma perché non esiste il latte frizzante?
Ama le bollicine, le vacanze che chiama experience, le esperienze nuove. Parla anche con i muri, risolve problemi di cuore a tutti e si chiede esattamente dove si trova, in questo momento, il suo.
Deborah vivrebbe scalza e alla domanda: “Che cosa vuoi fare da grande?” risponde sempre: “Quello che non vuoi fare tu.”
Scrive pagine e pagine di diario che non leggerà mai due volte ma che, un giorno, pubblicherà per poter urlare una sola grande cosa:
“Signori, nella vita forse non ho combinato niente di buono, non ci ho capito un c***o, ma Dio quanto mi sono divertita.”

Con la speciale collaborazione di Fabrizio La Sorsa per i testi

Creative director & Model
Art Director Federico Zucchini
Photographer Bianca Cedrone
Set Designer
MUA Angela Mandaglio
Stylist
Ph Assistant Bianca Belluzzi

A special thank to , Suor Grazia, l’Arcobaleno, Chiosco Squadre Calcio, l’Amministrazione Radice e Bally!

Our Fernanda Dress 🖤 Designed for real pirates !Come try it on at The Island by Giglio Tigrato
06/07/2026

Our Fernanda Dress 🖤 Designed for real pirates !
Come try it on at The Island by Giglio Tigrato

Our dream dress from Giglio’s SS26 ⭐️Embroidered beads all over a light and soft silk dress!Last 2 pieces available onli...
15/06/2026

Our dream dress from Giglio’s SS26 ⭐️
Embroidered beads all over a light and soft silk dress!
Last 2 pieces available online and in store at The Island by Giglio Tigrato :)

xx
Giglio

Save the date 02-06 of JuneGIGLIO’s POP-UP IN MADRID x  Calle de Belén 4, Madrid (Justicia)11am - 8pmOpening Event 03 • ...
28/05/2026

Save the date 02-06 of June
GIGLIO’s POP-UP IN MADRID x

Calle de Belén 4, Madrid (Justicia)
11am - 8pm

Opening Event 03 • 17:00 20:00 with Music, Wine and Tequila!

See you there :)
xx
Ciotti


SS26 by Giglio TigratoFind us at .milano xxCiotti
23/05/2026

SS26 by Giglio Tigrato
Find us at .milano

xx
Ciotti

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