Nel 1932 la ditta Donato Levi e i lanifici Rivetti si fondarono in un'unica società, dando origine al GFT (Gruppo Finanziario Tessile) e al marchio FACIS (Fabbrica Abiti Confezionati in Serie) con sede a Torino ed in particolare nel Borgo Dora, per sfruttare la forza motrice del fiume Dora. Nel 1954 Facis propose un grande evoluzione nel mondo della moda, permise la produzione in serie. Il gruppo
GFT prese letteralmente le misure a più di 25.000 italiani ed inventò le attuali taglie, cosa che permise alla Facis di vestire praticamente tutta la nazione, per la prima volta nella storia dell’abbigliamento, con abiti non sartoriali. In questo periodo di grande fermento l'abito diventa simbolo del cambiamento dei ruoli e degli status sociali, capace di narrare l'evoluzione del costume e dell'immaginario nel corso del tempo. Facis entra dunque nel substrato sociale. A partire dagli anni Sessanta le prime campagne pubblicitarie, i manifesti e per finire i caroselli consacrarono il marchio Facis come “la più grande casa italiana di confezioni maschili”. Il gruppo GFT negli anni 70 si lancia come licenziatario degli allora astri nascenti della moda, come Giorgio Armani e Valentino. La notorietà crescente delle griffe porta in questi anni il marchio Facis in posizioni di secondo piano, ma sono sempre i suoi impianti produttivi a realizzare, secondo un sistema ormai collaudato e consolidato per qualità di finiture e di confezione, le più celebrate collezioni del Prêt à Porter "made in Italy". In seguito alla perdita del presidente dell’azienda, Marco Rivetti, l’azienda viene acquistata dal Gruppo HIB, holding che comprende anche la Gifrab s.r.l., società che opera nel mercato retail con una catena di negozi a marchio Bucalo. A partire dalla nuova acquisizione gli sforzi del gruppo sono volti al rilancio in Italia e nel mondo del Brand