Birgitte Bergendahl

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24/08/2026

La nuova edizione del festival punta a bissare i successi del passato, con migliaia di persone agli stand, tra degustazioni, conferenze, concerti e di…

24/08/2026

Accanto all’Odissea, alla Divina Commedia, a Don Chisciotte e a Guerra e Pace: lo storico quotidiano britannico “The Telegraph” ha inseritoIl sistema periodico di Primo Levi tra i 50 più grandi libri di ogni tempo. Forse la sua opera più torinese, piemontese, familiare e insieme universale. E per quanto contino graduatorie e classifiche (la letteratura non è il Festival di Sanremo), è una bellissima notizia che questo testo così singolare e denso, dall’ingannevole apparenza di autobiografia di un chimico, acquisti nel tempo sempre maggiore considerazione e peso internazionale e letterario, pensando anche alla fatica che Levi fece per quasi tutta la vita per essere giudicato per quello che era: non soltanto un altissimo testimone della Shoah, non solo un uomo di scienza prestato alle lettere, ma un grande scrittore e basta, un narraratore e un poeta (anche se in questa frequentazione era ancor più schivo del solito).

Oltre Manica amano molto Il sistema periodico, uscito nel 1975 per Einaudi. La “Royal Institution” di Londra lo definì nel 2006 il migliore libro di scienza mai scritto, facendosi forse un poco fuorviare dal contesto e dalla struttura dell’opera, da quei 21 capitoli che prendono ognuno il nome da un elemento della Tavola di Mendeleev: una cornice chimica e fisica, certamente, ma per un viaggio del tutto letterario.

L'articolo completo di Maurizio Crosetti è su Repubblica Torino
(Link in bio)

19/07/2026

Il passato non ti sta più chiedendo nulla. Sei tu che continui a tornare lì.

A volte restiamo legati a ciò che è stato
come se ci fosse ancora qualcosa da sistemare,
da spiegare,
da salvare.

Torniamo nei vecchi errori,
nelle ferite,
nelle occasioni p***e,
nelle versioni di noi che non esistono più.

Ma il passato, a un certo punto, smette di aver bisogno della tua presenza.
Non perché non conti.
Ma perché ha già fatto il suo lavoro.

Ti ha segnato.
Ti ha formato.
Ti ha lasciato qualcosa da capire.

E ora non è più lì che si gioca la tua vita.

Il futuro, invece, ha ancora bisogno di te.
Ha bisogno della tua attenzione,
delle tue scelte,
del coraggio che smetti di sprecare guardando indietro.

Perché ogni volta che resti intrappolato in ciò che è stato,
stai togliendo energia a ciò che potrebbe ancora essere.

Non si tratta di dimenticare.
Si tratta di non vivere come se la parte più importante di te fosse rimasta bloccata lì.

Forse maturare significa anche questo:
onorare il passato senza continuare a offrirgli il tuo presente.

👉 C’è qualcosa del tuo passato che senti sia arrivato il momento di smettere di nutrire, per iniziare finalmente a dare più spazio a ciò che può ancora nascere?

19/07/2026

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19/07/2026

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Milan

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