26/03/2021
Oggi mentre preparavo un capo da cucire ho rivissuto un flashback.
Avevo 7 anni quando andai in prima elementare e durante le prime lezioni la maestra si avvicinò chiedendomi quasi urlando:
-Ma...sei mancinaaaaa?
-Abbassai la testa e nel cuor mio avrei voluto sparire per magia...mi chiedevo perché mia madre mi ha tenuto nascosto questa “mia malattia”, perché non me l’ha mai detto fino ad allora che ho qualcosa che non va?
Sentii la rabbia che mi saliva dritto in gola e le lacrime cominciarono ad uscire..
La maestra mi guardò e disse:
-Tranquilla, sarai come tutti. Ti insegnerò io a scrivere.
Mi sentii ancor più spaesata di prima..perché io sapevo scrivere, mia madre me l’ho insegnò, noi abbiamo scritto tantissime cose insieme prima che la scuola cominciasse, e lei mi baciava dicendomi con quel suo sorriso delicato:
andrai benissimo a scuola, perché sei una bambina molto curiosa.
Quel senso di “inadeguatezza”, “diversità”, “esser sbagliata” l’ho portato per tanto tempo dentro di me.
Per tutto l’anno la maestra si sforzò con tutta se stessa affinché io imparassi a scrivere con la destra, e così fù.
Ha vinto!
Oggi scrivo con la mano destra (a parte tracciare le linee di sartoria) ma tutte le altre cose mi vengono naturali da fare con la mano sinistra. Solo che oggi essere “diversa” mi piace.
Le mie mani non sono sbagliate!
Creano cose stupende!
E oggi le ho celebrate!