29/05/2026
“Sulla bella costa della riviera francese, a mezza strada tra Marsiglia e il confine italiano, sorge un albergo rosa, grande e orgoglioso. Palme deferenti rinfrescano la facciata rosata, e davanti a esso si stende una breve spiaggia abbagliante”.
Tempo fa, mostrando questa t-shirt ad una cara cliente, le ho detto che mi ricordava le atmosfere di Tenera è la notte di F. Scott Fitzgerald e, in particolare, il suo incipit, dove compare l’immagine di un “grande albero rosa” affacciato sul Mediterraneo.
Da lì abbiamo iniziato a parlare delle estati della sua infanzia: le vacanze dagli zii sulla riviera ligure, negli anni Sessanta, quando il mondo sembrava sospeso tra il ricordo delle vecchie abitudini e il nascere di nuove idee di libertà e contestazione.
Nei suoi ricordi c’erano i giardini delle ville sul mare da sbirciare attraverso i cancelli, immaginando le vite eleganti di chi le abitava. Le gite in giornata a Monaco, pochi chilometri più in là, i bagni nelle calette nascoste, le fughe con la cugina più grande che si vestiva come Brigitte Bardot.
Un mondo perduto — o forse soltanto sognato — che per un attimo, attraverso questi frammenti di memoria, abbiamo avuto la sensazione di poter riafferrare.