20/03/2023
È che abbiamo ‘sto vizio di rimandare a domani. Di pensare che domani o dopodomani o… sia una certezza. È che ci permettiamo di dirci, di dire: “questa settimana non posso”, “stasera no”, “forse tra dieci giorni”… E così posticipiamo incontri, occasioni, abbracci, pensando di avere in mano la clessidra del tempo - o la sfera di cristallo - con l’ottusa convinzione di esserci sempre e comunque. E non è solo questione di grandi stravolgimenti di vita, ma anche di persone che ci amano e magari poi non ci amano più, che hanno voglia di vederci e magari poi non ne hanno più, che ci sono nella nostra vita e magari poi non ci sono più, che rispondono alle nostre chiamate e magari poi non rispondono più. A me è successo di vedere la mia vita cambiare da un giorno all’altro. Di amare e non essere più amata. Di toccare con mano la fine non potendo più toccare le sue mani. Così per me domani è oggi. È sempre oggi. Se è importante. Se ci tengo. Se non mi voglio sentire stupida. Se non voglio essere rassicurata da qualcuno che mi dica che tanto non cambia nulla. Cambia. Anche solo per la luce o una folata di vento o qualcosa/qualcuno che non posso prevedere. Così amo oggi. Vivo oggi. Bacio oggi. Faccio l’amore oggi. Dichiaro i miei sentimenti oggi. Oggi e ancora oggi.
E in ogni oggi, ricomincio domani.
(Letizia Cherubino, anteprima tratta da: Se non t’incontro nei sogni, ti vengo a cercare)