24/08/2026
“Io sono berlinese” disse Kennedy ai tedeschi nel 1963. Non sono qui per esaminare le capacità retoriche del presidente degli Stati Uniti né i suoi meriti o demeriti nella Storia, ma per prendere spunto da una frase che riassume il mio sentire profondo. Agli abitanti dello Zen dico da anni, con le mie azioni: “Io sono una di voi”.
Ecco, vorrei che lo facessero tutti, in ogni luogo del mondo. Perché definire malacarne chi nasce e abita un un quartiere tragicamente degradato, è un’abitudine orribile, molto comoda e assurda. Sono stanca di sentir parlare dello Zen in termini denigratori e degli abitanti come esseri appartenenti a una "specie" irrecuperabile. Sarebbe come pensare che gli abitanti dei quartieri alti siano tutti onesti.
I residenti dello Zen sono cittadini che vivono in un degrado urbano vergognoso, isolati dal resto della città e bollati come delinquenti, spacciatori.
Invece sono persone venute al mondo come le altre, ma subito private di speranze, di sogni, di lavoro perché ci sono un razzismo e un classismo estremi nei loro confronti.
E se a un uomo e a una donna togli l'opportunità di crescere e di sognare per se e per i figli, hai tolto la “vita”.
Quanti di voi palermitani entrano allo Zen? Avete paura, paura di che? Quante mamme mi hanno raccontato che, "vergognandosi" di dire che erano abitanti di questo quartiere, iscrivevano i propri figli in scuole fuori dallo Zen. Eppure, quando le "signore" dell'altra Palermo, la Palermo "perbene", lo appuravano, non li invitavano alle festine dei loro figli.
Per fortuna ci sono insegnanti, uomini e donne impegnati nelle due scuole dello Zen, la Falcone e la Sciascia, che con amore e con grande abnegazione, stanno vicini ai loro alunni, dalla materna, accompagnandoli fino alle superiori, ottenendo ottimi risultati. Perché quei picciribddi non sono "mele marce”, fiori in pericolo da coltivare con amore… come i vostri figli.
Vi allego quello che una mamma ha scritto a una maestra della scuola materna della Falcone, riguardo ai suoi figli, diventati bravi e studiosi, grazie a lei che li ha seguiti senza pregiudizi e divertendosi.
"Stasera abbiamo trascorso una bellissima serata, piena di sorrisi, e ricordi. Non ho potuto fare a meno di ripensare a tutti gli anni in cui hai accompagnato con amore, pazienza e dedizione il cammino dei miei tre figli. Non sei stata soltanto una maestra, ma una presenza preziosa nelle loro vite, capace di insegnare con il cuore prima ancora che con le parole, hai lasciato in ognuno di loro un ricordo speciale che porteranno sempre con sé. Grazie per tutto quello che hai fatto, per la tua dolcezza, la tua disponibilità e per essere stata una maestra davvero speciale.
Ti auguro che questa nuova fase della tua vita sia ricca di serenità, salute, gioia e di tutto l'amore che meriti. Con affetto **** la mamma di ****"
La stessa maestra spiega che: “Non esiste una modalità unica di insegnamento: dipende dai bisogni dei bambini. Nella mia esperienza lavorativa allo ZEN ho sempre cercato di studiare attività sempre coinvolgenti e soprattutto divertenti utilizzando musica, attività motorie, espressive, logiche. Ciò ha favorito l’acquisizione di conoscenze, abilità, concetti e competenze. Ho sempre lavorato guardandoli e soprattutto amandoli e, sinceramente, mi sono divertita anch’io. Alla scuola Falcone ho conosciuto bambini speciali che, se sognati, possono crescere, così come diceva Danilo Dolci”.
Io, Maruzza Battaglia, sono “zeniota”.