La Minouche noire

La Minouche noire scrivo ed illustro e realizzo libri di fiabe per bambini. Narro della natura fraterna e della bellezza del nostro universo perfetto.

mostrerò pagine ed illustrazioni e copertine dei libri di fiabe prodotti e che si trovano editi in E-Book anche in rete: lulù.com sansoni giuliana: Robin_ L'asinello che sapeva volare___Il lupo e le stelle______A casa di Candido_

26/07/2025

gli orsi che hanno?

Io scrivo fiabe e realizzo libri rilegati a mano da me stessa! insomma faccio tutto ioanche i disegni sulle copertine
18/07/2025

Io scrivo fiabe e realizzo libri rilegati a mano da me stessa! insomma faccio tutto io
anche i disegni sulle copertine

iBOZZA Progetto Per un rilancio e   sviluppo e la conservazione e la tutela  delle 11 castella tutte unite della montagn...
09/07/2025

iBOZZA
Progetto
Per un rilancio e sviluppo e la conservazione e la tutela delle 11 castella tutte unite della montagna pesciatina
VALLERIANA: LA SVIZZERA PESCIATINA E LE CASTELLA
QRGANIZZARE MOSTRE PERMANETI DA REALIZZARE NELLE UNDICI CASTELLA
1 – LIGNANA LA STORIA
2 - PIETRABUONA – Le Cartiere
3 – VELLANO - LE CARTE
4 - ARAMO - LE PIETRE
5- MEDICINA LA TERRA
6 - FIBBIALLA -
7 - SANQUIRICO - I LIBRI
8 – CASTELVECCHIO - LE STOFFE
9 – STIAPPA – I FIGURINAI ARTISTI
10 – PONTITO - AGRICOLTURA
11 – SORANA - TEATRO
-

Cos'è Una Mostra
Già nell’antica Roma i bottini di guerra, spesso costituiti da pezzi rari e pregiati, venivano esibiti come vanto per i successi militari. Alcuni patrizi poi trasformavano le proprie collezioni private in status sociale.
Con il Medioevo, fu la Chiesa a divenire luogo d’esposizione dell’arte, come tramite del culto. Poi, con l’Umanesimo, l’arte diventa mezzo di formazione culturale, anche se riservata a pochi privilegiati, normalmente di famiglia nobile.
Il concetto di mostra d’arte in senso moderno, nasce infine con l’Illuminismo e la proclamazione del Louvre come Museo della Repubblica. L’esposizione di opere d’arte diventa sia un mezzo educativo che un veicolo di autopromozione per gli artisti.
È questo lo spirito dell’allestimento di una mostra al giorno d’oggi: un artista sceglie una serie di proprie opere, normalmente legate da una tematica e le espone con l’intento di promuovere la propria produzione.
Finalità promozionali/istituzionali
• Luoghi, paesaggi, ambienti turistici;
• Attività o progetti di pubbliche amministrazioni;
• Ricorrenze, attività, progetti di aziende;
• Attività e lavori di scuole, istituti, università;
Finalità commerciali
• Eventi ricorrenti o estemporanei per tema (fiere);
• Produzione di artisti;
• Produzioni settoriali artigianali o industriali.

I PROPRIETARI DELLE CASTELLA OGGETTO ACCETTERANNO I RESTAURI ADATTI ALLA SITUAZIONE STORICA ALLE QUALI TUTTE LE CASTELLA APPARTENGONO PER OSPITARE NEI LORO AMBIENTI ATTIVITÀ ADATTE ALLA MOSTA DEGLI OGGETTI RIGUARDANTI IL TEMA CHE CIASCUNA CASTELLA OSPITERA’

Il movente perché le castella della / Valleriana: La Svizzera pesciatina e "Le Castella" è quanto nel chiedere finanziamenti alla Comunità Europea per le eventuali ristrutturazioni dei locali deperiti e con il vantaggio di poter aver accesso ai finanziamenti pubblici per quei restauri. In un secondo tempo le ditte anche internazionali potrebbero poter usare le strutture antiche del loco per esporre mostre

La storia del sito in oggetto:
La zona in oggetto è quella della Svizzera pesciatina. Il tutto dovrebbe essere protetto e dalla Amministrazioni Comunale e dagli abitanti; ma per ottenere tutto questo visto il declino ambientale e storico della zona, necessita che l’Amministrazione, la Regione Toscana, l’Europa finanziaria intervengano per la salvaguardia del bene architettonico e storico cheil loco storico esige.
Per la realizzazione di questo progetto bisogna anche cercare di aiutare i proprietari delle strutture antiche e storiche alto medievali di alto valore storico usare i finanziamenti pubblici capaci di
PORTFiaba
Il bosco
L'inverno giunse all'improvviso insieme ad un prepotente vento di tramontana che sconvolse il bosco intero. Gli alberi, in certi posti più esposti, si piegavano drammaticamente fino a toccare la terra diventata di vetro e il fogliame secco danzava disordinatamente nell'aria deserta ma compatta che sembrava poterla tagliare con il coltello.
A Cielobigio se l'aspettavano quel freddo pungente poiché, qualche giorno prima, gli abitanti del luogo, avevano ravvisato nel cielo delle formazioni di nuvole dai particolari colori che generalmente precedono il grande freddo. Tutti gli abitanti del bosco avevano colmato da tempo i loro ripostigli con speciali provviste di cibo: sarebbe stato quello il momento di dimostrare l'importanza di avere una famiglia laboriosa; non per essere invidiati, perché in quell'ambiente selvatico non esiste quel sentimento, ma piuttosto per palesare l'armoniosa compattezza che vagava fra di loro.
Anche Bettina e Rosso erano orgogliosi della loro cantina stracolma di ogni ben di Dio, ma benché fossero abbastanza tranquilli nell’affrontare il rigore di un altro inverno, avevano deciso comunque di continuare la raccolta degli ultimi frutti dell’autunno.
"Non ci possiamo sbagliare, Rosso!" - bisbigliò Betty rivolgendosi al suo compagno, ma mirando verso il cielo infinito e interrompendo un momento il proprio lavoro che consisteva nel raccogliere le ultime bacche di rosa canina ancora gonfie di buona polpa.
"Hai ragione Betty, sta proprio arrivando il freddo: gli uccelli hanno un fervore insolito nel loro volo, si muovono con disarmonia; e sembrano cozzare con qualcosa che li sta ostacolando..." - aggiunse Rosso, arricciando il naso verso il cielo.
"Anche le nuvole sui monti, con il loro forte colore simile ad una pietra preziosa, non annunciano niente di buono. Rientriamo alla svelta, non mi fido di restare in giro con quello che si prepara! Ora starà per arrivare chissà quale buriana!" – incalzò Betty rabbrividendo.

Bettina
Bettina era la belloccia compagna di Rosso ed aveva partorito, nella scorsa primavera, tre bei gemellini rendendo il suo esuberante compagno particolarmente felice. Anche a lei, quella maternità, aveva concesso molta gioia, anche se l'aveva resa troppo apprensiva.
"Rosso, facciamo presto!" - mormorò ancora Betty con maggior trepidazione. In effetti quella mattina, avendo programmato di raccogliere gli ultimi frutti della stagione, avevano anche deciso di fare una scorta di foglie secche per il loro letto tanto che si erano spinti molto lontani da casa e lei, giovane madre, non si sentiva tranquilla. - "E' troppo tempo che sono soli quei tre cucciolotti e chissà cosa penseranno e cosa mi avranno combinato con la loro irruenza!" -aggiunse con un lieve tono di paura.
Rosso invece s'indugiava, perché aveva individuato che in certi punti del bosco, dove il gelo fortunatamente non era ancora arrivato ad imprigionare la terra, la possibilità di trovare ancora qualche bel tubero fragrante che sarebbe servito magistralmente a combattere il grande appetito dei suoi tre figli, rispose, ma cercando un tono convincente:
"Va' pure a casa, Betty, io resto ancora un po' qui nel bosco per fare un ulteriore lavoretto! Va' dai nostri cuccioli chissà che avranno combinato nella cuccia!

Sarà necessario che il sito si guadagni la storia a vantaggio, ma bisogna anche che il sito si paghi con la sua realtà storica e architettonica tramite i restauri di quelle abitazioni deteriorate dal tempo.
Come poter risolvere questo problema deleterio quanto finanziario?
Si dovranno stabilire progetti strutturali adatti alla conservazione e del loco storico medievale da tenere in considerazione importante e contemplare un certo progetto capace prob. di risolvere la problematica finanziaria: la problematica finanziaria per ristrutturare certi ambienti storici che sono stati abbandonati dai proprietari essendo mancanti di possibilità finanziarie per tenere in ordine le proprie abitazioni fino ad averle letteralmente abbandonate, questo progetto se ben organizzato potrà essere portatore di possibilità per sviluppare positivamente dai proprietari i quali troveranno gli appannaggi finanziaria per il restauro dell’immobile che diverrà sede espositiva di pregio.

Spazi per mostre temporanee
Parte di questi immobili restaurati diventeranno parte integrante del progetto: Certi proprietari con gli immobili restaurati ospiteranno le sale espositive, mostre di qualsiasi soggetto adatto al loco. L’intento è quello di aprire e far conoscere gli archivi dell’Istituto e, al tempo stesso, stimolare nuove prospettive di fruizione e valorizzazione di fondi e collezioni storici, documentari e autoriali, offrendoli alla lettura e alla interazione di autori attivi oggi nello universo delle arti. Qui sotto un veloce esempio di realizzazione:
“L’ambiente da rivalutare storicamente quanto ambientale.
Si tratta di organizzare esposizioni importanti. Per questo motivo la nascita di questo progetto che dovrebbe porre l’attenzione su tutto l’ambiente di cui qui stiamo trattando. Solo se certi abitanti, con le loro abitazioni, abbandonate da anni con questo progetto italo-europeo potrebbero trovare i finanziamenti europei ed entrare in questo progetto. Pertanto le strutture abitative adattandosi alla ristrutturazione potrebbero offrire alle ditte espositive lotti abitativi ristrutturati e adatti alla realizzare la lor sede espositiva.
La loro sede espositiva sarà molto importante e sarà anche permanente almeno fino a che l’interesse della ditta espositiva lo terrà necessario e di restare ad esporre in quel loco da essi scelto e vantaggioso per la ditta espositiva stessa.
In conclusione e brevemente: la ditta espositrice che troverà la struttura adatta alla sede espositiva, / abitazione, giardino cantine etc etc assolvendo l’affitto anche modesto, quel pagamento sarà stato utile per assolvere il pagamento del restauro della struttura abitativa presa in locazione per realizzare la esposizione. Poiché l’esposizione sarà organizzata su un progetto complesso ideato e dalla Comunità Europea che dalla Amministrazione Comunale, diverrà parte integrante del progetto di base e in pochi anni la zona sarà tutta riqualificata e resa completamente abitabile e con la prerogativa che le castella rientrando in questo progetto multi-laterale risorgeranno dalle loro rovine e l’Amministrazione avrà ottenuto vantaggi anche culturali ed economici e anche i proprietari delle strutture avranno ottenuto la situazione a loro vantaggio invece di trovarsi in 5-10 anni seduti su ammassi di rovine che nulla potevano più usare.”

QUI DI SEGUITO VERRA’ PROPOSTO UN PROGETTO CHE POTREBBE ESSERE UTILE PER LA LOGICA DI UNA CERTA CONSERVAZIONE DELLA CASTELLA DELLA VALLERIANA DI PESCIA.

CERTI ULTIMAMENTE HANNO DETERIORATO STRUTTURE DI AMBIENTI ANTICHI CHE ESIGEVANO RISPETTO AMBIENTALE E ARCHITETTONICO RIVOLTO ALLE CASTELLA QUI SOTTO NOMINATE E LI’ RISOLTI dei lavori di restauro senza logica storica e culturale che la zona meritava. Per questo dopo vari studi e dopo aver constatato certi dissesti storico ambientali effettuati su queste strutture altomedievale delle nostre castella senza riguardo storico culturale come ambientale i quali gli innominabili hanno realizzato reali danni irreparabili a strutture che meritavano riguardo storico culturale essendo state oggetto da costoro e senza l’aiuto delle Sovrintendenze e della Amministrazione Comunale che e tanto esigevano, quei soggetti hanno distrutto la nostra con interventi realizzati addirittura nella Rocca Sovrana di Sorana lor quando un certo individuo si è arrogato di distruggere l’antico selciato originale di epoca romana fino a riempire la strada con cemento bianco e pietre di fiume modificando per sempre la fisionomia dell’ambiente storico (vedere foto allegata)

E per cercare che certi danni non accadano mai più poiché desideriamo che l’Amministrazione segua da vicino certi lavori che vengono realizzati in queste aree da proteggere con questo progetto, spero verrà bene organizzato dalla sensibile Amministrazione di Pescia, responsabile della zona delle castella alto medievali, porre l’attenzione a questo valore storico culturale ∂å conservare. Vero che la zona è alquanto abbandonata e molte zone delle castella sono state anche oggetto di restauri abbozzati, mal eseguiti tanto da aver anche modificato lo stato storico importante di certi siti della zona: alcuni proprietari delle abitazioni delle castella, neppure abitano in zona ma lo stesso quando intervengono sulle strutture locali spesso deteriorano per sempre la storia di questo sito che doveva essere protetto da varie organizzazioni statali. Ma per far tanto spesso certi abitanti con poche risorse economiche tanto da dedicare alle strutture che spesso diventando fatiscenti, certe volte sono state ulteriormente distrutte nella loro entità storica architettonica.

La montagna pesciatina è un ambiente molto interessante per diversi punti di vista: ha la bellezza di aver ben undici castella alto medievali tutte dirimpettaie:
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La Svizzera Pesciatina

La Svizzera Pesciatina è composta da dieci caratteristici paesi, frazioni del comune di Pescia, chiamati le Dieci Castella: Pietrabuona, Medicina, Fibbialla, Aramo, Vellano, San Quirico, Castelvecchio, Stiappa, Pontito Sorana e Lignana.

Le castella tutte hanno una storia millenaria e sono state costruite tutte nello stesso periodo ma sconosciuto il motivo di così tante diverse castella costruite tutte una di fronte alle altre… Le castella appartengono molto prob. ultimo periodo dell’impero Romano d’Occidente.

Le undici Castella e un po’ della loro storia
A nord del Comune di Pescia si trova il territorio dell'alta valle del fiume omonimo, chiamata Valleriana.
Rinominata dal ginevrino Sismondi , giunto esule a Pescia alla fine del secolo XVIII, "Svizzera Pesciatina", è senza dubbio una delle zone più belle della Valdinievole. Per raggiungere questa regione bisogna prendere la via Mammianese nord, direzione Pietrabuona-Abetone. Superata una zona abbastanza pianeggiante, è possibile vedere alla propria destra al di là del fiume, la chiesa romanica di S. Lorenzo a Cerreto.
Più avanti dopo circa 2 km ci dà il benvenuto la porta naturale della "Svizzera Pesciatina", il paese di Pietrabuona situato su un poggio in posizione strategica, nel medioevo il paese è stato luogo di sanguinose battaglie fra fiorentini e pisani. Nella parte bassa è visitabile il Centro di documentazione della carta e a seguire l'antica cartiera Magnani detta “Le Carte" sede del museo della carta, che raccoglie le testimonianze di una secolare e prestigiosa attività cartaria. La chiesa è dedicata ai santi Matteo e Colombano e conserva al suo interno due statue lignee molto antiche che rappresentano S. Matteo e S. Michele. Nella zona retrostante alla moderna architettura è ubicata l'antica chiesa all'interno del castello.


Medicina
Immettendosi nella strada della Val di Torbola e deviando poi sulla sinistra si raggiunge il paese di Medicina.
Il castello è noto per l'antica chiesa dedicata ai S.S. Sisto e Martino. Costruita nel XV secolo corona l'alta collina boscosa sulla cui sommità si distende l'abitato sul quale svetta il campanile della chiesa, che si suppone fosse un'antica torre di guardia. Ritornando sulla strada della Val di Torbola si raggiunge poi il paese di Fibbialla Valleriana. L'entrata è segnata dalla rettoria di S. Michele, attorno alla quale si articola l'abitato. All'interno sono custodite alcune tele sei-settecentesche di un certo interesse ed una scultura quattrocentesca raffigurante la Vergine Annunziata.
Dopo Fibbialla troviamo il castello di Aramo. Sorge su di un picco a strapiombo sulla sottostante val di Torbola; il paese è stato teatro più volte di aspre contese intorno al '400, saccheggiato e in gran parte distrutto. Al culmine dell'abitato sorge la chiesa di S. Frediano.



scorcio di Fibbialla

Aramo


Riprendendo l'itinerario ben presto si arriva a Sanquirico. Si tratta di uno dei più bei castelli della Valleriana. Collocato sul versante orientale del Monte Battifolle, è un paese che offre la vista di tutte le valli.




San Quirico
Nel centro troviamo suggestivi vicoli che si incrociano e passano ora sotto le abitazioni attraverso piccoli tunnel, ora presso incantevoli pergole o tettoie. Nella parte più alta del paese si trova una bella piazza arredata da una fontana in pietra con una vasca quadrangolare. In posizione più bassa si trova la chiesa dedicata ai SS. Quirico e Giuditta. Di notevole interesse è il "Museo della Civiltà Contadina", realizzato all'interno della Casa Vacanze "Il Frantoio" e visitabile su prenotazione.

Castelvecchio
Scendendo da S. Quirico : dopo pochi chilometri si scorge l'opera d'arte più nota di questo territorio: la pieve dei S.S. Tommaso e Ansano di Valeriana, dichiarato monumento nazionale nel 1875. Un mistero avvolge questa Pieve che sembra testimoniare con la sua solennità architettonica il perdurare della storia antica. Documentata sin dal IX secolo, purtroppo non conserva che pochi reperti dell'antichissima struttura. Ricostruita più volte possiede oggi una forma stilistica piacevole che ricorda l'architettura religiosa lombarda del XII secolo. Nel centro del paese di Castelvecchio si trova l'Oratorio del SS. Rosario, interamente decorato da Storie della Vergine e di Cristo, si tratta di un buon fresco fiorentino di ignoto, databile intorno al XVI sec.; raggiungibile da una piccola mulattiera è posto sotto la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, dove attualmente viene officiata la Santa Messa e al cui interno, strutturato con tre piccole navate, è da segnalare l'altare in stucco policromo dove è ubicato il tabernacolo in legno finemente decorato a foglia oro. Dietro l'altare vi è una pala d'altare, di provenienza dalla Pieve, raffiguranti i Santi Giovanni e Tommaso ai piedi della Madonna con Bambino sul trono datato intorno al XVI sec.. Sul lato destro il crocifisso ligneo con Cristo Sofferente del XVII sec. e il fonte battesimale scolpito in pietra serena. Il Borgo, di origine medievale mantiene della sua primitiva struttura fatta di suggestive vie castellane che si inerpicano sino alla Chiesa di S. Ansano.



Pieve romanica di Castelvecchio

Stiappa


Ritornando sulla strada maestra si prosegue per il paese di Stiappa. Ubicato sulle pendici del monte Battifolle, a 627 metri di altezza, l'antico paese ha segnato per secoli il confine tra il Granducato di Toscana e il Ducato di Lucca. La chiesa di S. Maria Assunta sorge in posizione elevata. L'architettura ecclesiastica denuncia un forte richiamo all'arte romanica. Da Stiappa si scende fino al Mulino del Fontanone, per un percorso di trekking chiamato la "Via del mulini".
Pontito
L'itinerario prosegue fino a Pontito un luogo davvero magico. Il castello (a 749 metri sul livello del mare) noto sin dal IX secolo come possesso dei vescovi di Lucca, sorge presso la sorgente del fiume Pescia. Il borgo ha conservato integro l'impianto fortificato; all'interno l'abitato si articola secondo un particolare andamento piramidale al cui vertice si erge la Chiesa dei SS. Andrea e Lucia, robusta costruzione in pietra di origine romanica. Una passeggiata all'interno di questo paese, la cui forma ricorda un ventaglio rovesciato, adagiato sulla morbida natura incontaminata, svelerà all'occhio del più attento visitatore segni artistici di notevole livello che un tempo esprimevano la dignità del luogo.


Sorana

Ritornando indietro verso sulla strada maestra si può raggiungere il paese di Sorana attraversando il fiume. L'antico borgo, adagiato sulle pendici del Monte Petritulo, prende il nome dalla rocca, della quale rimangono oggi soltanto alcuni resti e che un tempo era detta "sovrana" per la sua posizione a dominio della vallata. La particolare pianta ellittica del borgo culmina nella piazza dove è situata la Chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo.
Riprendendo la strada principale che riconduce alla via Mammianese, si possono vedere alcuni stabilimenti per la lavorazione della carta che un tempo furono veramente la gloria dell'imprenditoria locale. La cartiera più famosa è quella Magnani. L'azienda, che vanta antichissime origini, fino a pochi anni fa produceva carta pregiata, lavorata a mano per edizioni di alto pregio e carta moneta per la zecca italiana. . Ripresa quindi la via Mammianese, dopo una serie di tornanti appare unica nella sua severità urbanistica.



Vellano
Vellano un tempo era il capoluogo riconosciuto della Svizzera Pesciatina e un tempo rinomata località di villeggiatura.
Oggi il paese - antico Avellanum - sorge in posizione panoramica sulla valle del fiume Pescia ma non più comune lasciato alla cittadina sottostante Pescia.
Il paese un tempo più noto per la sua Pieve già dal X secolo fu feudo della famiglia Garzoni, nel 1336 Coluccio Salutati redasse quegli statuti che per lungo tempo ne sancirono le caratteristiche amministrative.
Nella parte sottostante al castello, fuori dalle mura, si trova la pieve dei SS. Sisto e Martino, che un tempo era annessa ad una antichissima abbazia benedettina.
A Vellano è rimasta l'unica cava di Pietra Serena in funzione nella provincia di Pistoia.
Oggi nella "Cava Nardini" si continua ad estrarre da oltre 100 anni il prezioso materiale ed a produrre ogni tipo di manufatto, secondo le lavorazioni tradizionali: dal semplice materiale da costruzione, ai manufatti da arredamento e perfino alle sculture, da considerarsi vere e proprie opere d'arte.
Purtroppo queste bellissime strutture architettoniche, nel tempo hanno subito affronti edilizi tanto gravi da averne anche deteriorato e modificato alcune qualità e di conseguenza avrebbero perduto la bellezza che la storia in autentica armonia le aveva consegnate intatte al popolo per moltissimi secoli.

Perché l’ignoto non si permetta di deteriorarle maggiormente, il tutto necessita di essere bene conservata e con il rispetto storico che questo ambiente altomedievale pretende.

E lo stesso certi in effetti si sono inoltrati in certi restauri verso le strutture antiche deteriorando il tutto e pure antiche strade altomedievali che ancora potevano offrire la loro perfetta antica bellezza storica hanno subito un disastro anche evidente.

Le nostre castella tutte della Valleriana di Pescia Pistoia abbisognano invece di rispetto e di eventuali restauri devono essere seguiti dalle Sovrintendenze preposte. E per far questo sarà l’Amministrazione Comunale a controllare i lavori e i progetti di tali esecuzioni insieme ad altri organi preposti.

CON OSSEQUI, GIULIANA SANSONI MAZZOCCHI
(SORANA DI PESCIA PISTOIA TEL 3351807257)

si spera che presto uscirai e anche il meraviglioso tuo padre che ti sta aiutando, dal grave tuo  inghippo sanitario!
09/07/2025

si spera che presto uscirai e anche il meraviglioso tuo padre che ti sta aiutando, dal grave tuo inghippo sanitario!

Non molto tempo fa, stringeva il diploma in mano e sorrideva orgoglioso.
Matei, 20 anni. Cresciuto solo da suo padre, che era tutto per lui: madre, padre, cuoco ed eroe.
Non avevano molto, ma avevano l'uno l'altro.
Matei promise che, una volta finita la scuola, avrebbe trovato un lavoro e si sarebbe preso cura di suo padre, proprio come lui si era preso cura di lui per tutta la vita.
Il padre lavorava fisicamente, 12 ore al giorno.
Con le mani congelate, gli occhi stanchi, ma sempre con un sorriso stampato in faccia quando suo figlio tornava da scuola con buoni voti.
"Studia e basta, figliolo. Devi fare meglio di me."
Oggi Matei non riesce nemmeno a fare un passo.
Giace in ospedale, debole, attaccato alle infusioni.
La diagnosi è arrivata come una condanna.
In poche settimane, il suo corpo ha smesso di essere il suo alleato.
Invece di iniziare la sua vita, lotta per la sopravvivenza. Suo padre arriva ogni giorno in bicicletta dall'altra parte della città,
con un thermos di brodo di pollo in mano.
Si siede accanto al letto e chiede: "Mangi almeno un po', figliolo?"
Matei non sogna auto, viaggi o lusso.
Vuole solo alzarsi. Per aiutare suo padre.
Non deludere l'unico uomo che non lo ha mai lasciato.
Per te è solo un momento. Per loro significa tutto.
Condividete.
Fate sentire a Matei che non è solo.
Fate sapere a suo padre che il mondo vede la sua lotta.
Il vostro sostegno è importante.

09/07/2025

Non molto tempo fa, stringeva il diploma in mano e sorrideva orgoglioso.
Matei, 20 anni. Cresciuto solo da suo padre, che era tutto per lui: madre, padre, cuoco ed eroe.
Non avevano molto, ma avevano l'uno l'altro.
Matei promise che, una volta finita la scuola, avrebbe trovato un lavoro e si sarebbe preso cura di suo padre, proprio come lui si era preso cura di lui per tutta la vita.
Il padre lavorava fisicamente, 12 ore al giorno.
Con le mani congelate, gli occhi stanchi, ma sempre con un sorriso stampato in faccia quando suo figlio tornava da scuola con buoni voti.
"Studia e basta, figliolo. Devi fare meglio di me."
Oggi Matei non riesce nemmeno a fare un passo.
Giace in ospedale, debole, attaccato alle infusioni.
La diagnosi è arrivata come una condanna.
In poche settimane, il suo corpo ha smesso di essere il suo alleato.
Invece di iniziare la sua vita, lotta per la sopravvivenza. Suo padre arriva ogni giorno in bicicletta dall'altra parte della città,
con un thermos di brodo di pollo in mano.
Si siede accanto al letto e chiede: "Mangi almeno un po', figliolo?"
Matei non sogna auto, viaggi o lusso.
Vuole solo alzarsi. Per aiutare suo padre.
Non deludere l'unico uomo che non lo ha mai lasciato.
Per te è solo un momento. Per loro significa tutto.
Condividete.
Fate sentire a Matei che non è solo.
Fate sapere a suo padre che il mondo vede la sua lotta.
Il vostro sostegno è importante.

01/07/2025

La VERA STORIA DEI FAGIOLI DI SORANA E CHI NE E’ STATO L’IDEATORE DI TANTO PROGETTO: -

GLI ARTEFICI DI TANTO INTERESSE agrario e CULINARIO SONO STATI SENZA DUBBIO MIA MADRE: LIANA CAVOVAI E IL CONSORTE CANDIDO SANSONI, UN SOTTOTENENTE DELLA MARINA MILITARE ITALIANA NEGLI ANNI DIFFICILI DEL DOPO GUERRA E DELLA RICOSTRUZIONE E RINASCITA DELLA SOCIETA’ ANNIENTATA DALLA DISFATTA POLITICA COMPRESA LA VELOCE DIFFICOLTA’ DI UNA RINASCITA DELLA NAZIONE DI UNA ITALIA DISTRUTTA DALLA FEROCE GUERRA,

ACCADDE CHE

ACCADDE CHE NONNO GIULIO CANOVAI CHE DALLA FRANCIA OVE VIVEVA CON LA FAMIGLIA, PREFERI’ RIENTRARE IN ITALIA PER LA GUERRA CHE AVEVA COLPITO ANCHE PARIGI OVE EGLI VIVEVA E DUNQUE MISERIA PER MISERIA, GUERRA QUI E GUERRA LA’ GIULIO DECISE DI RIENTRARE IN QUELLA SUA ITALIA ORMAI ANCHESSA GIA’ DISTRUTTA PER LA GUERRA ANCORA IMPERANTE...
GIULIO RIENTRO’ CON LA SUA FAMIGLIA IN ITALIA: CON LA MOGLIE LA LUCCHESE ANITA MALERBI E I SUOI DUE FIGLI LIANE e RENE’ ORMAI GIA’ NEGLI ANNI CINQUANTA E ALLA FINE DELLA GUERRA. E CANOVAI GIULIO in quel periodo ACQUISTERA’ SUBITO UN PODERE DI CINQUE H. CON CASE GIA’ IN BUONO STATO A SORANA- ORTOCHIARO LUNGO IL FIUME Pescia di Pontito OVE VI ERANO ANCHE LE SUE ORIGINI. __ IL LUOGO PRESCELTO PER VIVERCI SI TROVAVA ALLE PENDICI DEL MONTE PETRITULIO E DELL’INCASTELLAMENTO DEL PAESE di SORANA CHE LO OCCUPAVA SU A 450 METRI DAL LIVELLO DEL MARE.
IL SUO PODERE appena acquistato SI SVILUPPAVA LUNGO IL TORRENTE PESCIA DI PONTITO … DIFATTI LUNGO IL TORRENTE E IL VILLAGGETTO CHIAMATO ORTOCHIARO CON UN PICCOLO CONVENTO GESTITO DA 5 FRATI AGOSTINIANI.
I FRATI RIENTRANDO NEL LORO ANTICO CONVENTO DI PESCIA, VENDETTERO A NONNO GIULIO IL TUTTO IL PODERE COMPRESI I DIVERSI TERRENI E CASE CHE ERANO ALMENO 5 PER DIVERSI FRANCHI FRANCESI E GIULIO SI RISENTI’ ITALIANO…


LI NEL BORGO ACQUISTATO DI ORTOCHIARO BEN GESTITO DA QUEL PICCOLO CONVENTO DI FRATI AGOSTINIANI CHE ERANO CINQUE E LI’ VIVEVANO CON VERA DIGNITA’ E COLTIVAVANO I CAMPETTI INTORNO al loro conventino CON PERSPICACIA, CRITERIO ED INTELLIGENZA PER LA SCONVOLGENTE GUERRA CHE TRAVAGLIO’ TUTTO IL NORD TOSCANA i frati che avevano iniziato a GESTIRE quel posto agrario con un antico frantoio degli anni 18OO ANCORA BEN efficiente, ANCHE PER DONARE OLIO AI CONVENTI SPARSI PER IL NORD TOSCANA, DECISERO PER LA FINE DELLA GUERRA DI VENDERE IL TUTTO E RITIRARSI IN CONVENTI VERSO PESCIA.
FU NONNO GIULIO CANOVAI DI PARIGI COSI’ AD ACQUISTARE IL TUTTO DAI FRATI.
A LIANA LA FIGLIA E SPOSATA CON UN UFFICIALE DELLA MARINA MILITARE ORMAI PER LA FINE DELLA GUERRA IN PENSIONE E BENCHè FOSSE ANCORA GIOVANE, DECISE COL GIOVANE MARITO NONCHE’ UFFICIALE ORMAI IN PENSIONE DI REALIZZARE Lì IN QUEL BEL APPEZZAMENTO DI TERRENO UNA ATTIVITA’ AGRARIA ANCHE PERCHE’ LA FAME DEL POPOLO ALLA FINE DELLA GUERRA ERA DAVVERO VIOLENTA E IL POPOLO AFFAMATO E INSELVATICHITO DALLA GUERRA TERRIBILE APPENA TERMINATA, IN TANTI SI DISTRIBUIRONO A VIVERE NEL VILLAGGETTO E A REALIZZARE LI’ ATTIVITA’ AGRARIE. .
COSI’ LIANA COL MARITO ORMAI MARINAIO IN PENSIONE E PER LA FAMIGLIA CHE NELFRATTEMPO ERA AUMENTATA DI UN FIGLIO, PER LA CONCLAMATA FINE DELLA GUERRA, DECISERO FELICEMENTE DI REALIZZARE ATTIVITA’ AGRARIE NELLA PROPRIETà DI FAMIGLIA DI GIULIO E SI SPECIALIZZARONO SULLA COLTIVAZIONI DEI LEGUMI BIANCHI CHE LIANA CANOVAI COMINCIO’ PROPRIO LEI TRAMITE IL PROGETTO DEL CONSORZIO AGRARIO DI PISTOIA E PESCIA E AIUTATA DEL TECNICO PESCIATINO ENRICO BIANCHI A REALIZZARE PROGRAMMI DI PIANTAGIONI DI FAGIOLI CHE PER IL CLIMA UMIDO DELLA ZONA ERA BEN ADDATTO A SVILUPPARSI OTTIMAMENTE.
NELLA ZONA IL PROGETTO CIRCA LA COLTIVAZIONE DEI FAGIOLI “FIGLI” DI LIANA CANOVAI E DI CANDIDO SANSONI SUO MARITO, COMINCIARONO A BEN FUNZIONARE E IL RACCOLTO BEN ADATTO ALL’AMBIENTE SI MOSTR0’ OTTIMO TANTO CHE COMINCIARONO AD EFFETTUARE LO STESSO QUALCHE SPORADICA PIANTAGIONE ALTRI PAESANI COPIANDO L’IMPRESA DI LIANE CANOVAI.
MA ORMAI IL PROGETTO DI LIANE E CANDIDO ERA PARTITO A LORO FAVORE. CHE DIVENNE IMPORTANTE TANTO CHE I FAGIOLI COMINCIARONO DALLA ATTIVITA’ CULTURALE DI LIANA AD INTERESSARE LA PROVINCIA E FU PRESTO RICONOSCIUTO QUESTO PROGETTO AGRARIO DI LIANA CANOVAI DALLA PROVINCIA.
E ORAMI ERA DIVENTATO QUALCOSA DA OSSERVARE CON ATTENZIONE. PER CONCEDERE A QUESTO PROGETTO LA COPIATURA.
DIFATTI IN SEGUITO E IN DIBERSI PAESANI IN QUEL DI SORANA NEI TERRENI ABBANDONATI DI QUESTI AGRARI SENZA CULTURA AGRARIA MA SITUATI LUNGO IL TORRENTE COPIARONO ANCHE ESSI LA COLTIVAZIOBE DEI FAGIOLI.
DUNQUE LIANA E CANDIDO FURONO DA DIVERSI IMITATI NEL LORO PROGETTO AGRARIO. E ORMAI LIANA CANOVAI RIUSCI’ A BEN SVILUPPARE IL SUO PROGETTO AGRARIO COL DOTT. MONTESI DI PISTOIA REALIZZANDO NEI SUOI TERRENI LUNGO IL TORRENTE PESCIA DI SORANA LA COLTIVAZIONE DEI LEGUMI BIANCHI TANTO DA SVILUPPARE UN VERO PARADISO TERRESTE ED ANCOR OGGI PER LE BELLE PIANTAGIONI DI FAGIOLI CHE Lì BEN SI EVOLVEVANO ANCORA E’ ESISTENTE.
COSI’ IL FAGIOLO DI LIANA CANOVAI COMINCIO’ A REALIZZARSI COME OTTIMO PRODOTTO DA METTERE UN ESECUZIONE CHE ANCOR OGGI E’ BEN RECLAMIZZATO… DOBBIAMO DAR A CESARE QUEL CHE E’ DI CESARE PERCHE’ FU L’INTELLIGENZA DI LIANA E DI SUO MARITO IL MILITARE CANDIDO IL QUALE FU CAPACE DI REALIZZARE LI’ QUEL PROGETTO AGRARIO E NON GLI ALTRI CONTADINI CHE DI IDEE POCHE NE AVEVANO.INSIEME ANCHE ALLA POCA CULTURA ANCHE AGRARIA MA LIANA E CANDIDO REALIZZARONO UN OTTIMO PROGETTO CON L’AIUTO DELLA PROVINCIA DI PISTOIA CHE ORMAI AVEVA FIDUCIA NEL SISTEMA AGRARIO CHE CANDIDO RIUSCI’ A REALIZZARE MOLTO BENE E TANTO FU ANCHE COPIATO DA ALTRI PAESANI.
E ANCOR OGGI IN MOLTI USANO SEMINARE QUESTO LEGUME NEI TERRENI LUINGO IL FIUME DI ORTO CHIARO DI LIANA CANOVAI INSIEME OGGI AD ALTRI POSSESSORI CHE IMITARONO AMPIAMENTE ILPROGETTO DI LIANA…
DUNQUE IN MOLTI ERANO COLORO CHE USARONO IL PROGETTO AGRARIO DI LIANA CANOVAI E SONO ANCOR OGGI MOLTI CHE USANO IL NOME DI “FAGIOLI DI SORANA” COME SE NE FOSSERO AUTORIZZAZI PER TANTO PENSIERO MA TUTTI QUESTI NUOVI MEZZADRI NESSONO DI COLORO ancor OGGI HA AVUTO NEL LORO L’INTELLETTO DI DARE A LIANA IL SUO DOVUTO GRAZIE. ANZI HANNO CERCATO DI ANNIENTARLA CON L’INDIFFERENZA E INVECE BEN SFRUTTANDO IL SUO GENIALE PROGETTO CHE FU DA LEI BEN ORGANIZZATO E PENSATO, OGGI IN TANTI ANCORA PARLANDO DI QUESTO SISTEMA agrario copiandolo approssimativamente perche’ Liana non usava additivi chimici per salvare la giovane piantina dagli attacchi di insetti parassiti E Liana d’accordo coi tecnici Pistoiesi uso’ solo un sistema integrativo di altre piante capaci di elaborare un progetto per non usare insetticidi nocivi per lo sviluppo del fagiolo… Liana non userà mai prodotti chimici che son sempre assai tossici ma invece aveva realizzato con la sede Pistoiese, un sistema per non far proliferare insetti distruttori del fiore del fagiolo, ma solo una attenzione che sarà specificata in seguito.

Coltivazione del Fagiolo di Sorana secondo il criterio per non usare prodotti chimici altamente tossici per l’alimentazione umana. +
Come accade per le eccellenze certificate, coltivare il fagiolo di Sorana IGP richiede impegno, rigore e tanta manualità. La semina, così come il raccolto e il confezionamento, sono tutt’oggi eseguiti a mano. Tutti i prodotti di indicazione di origine protetta seguono però un loro rigido disciplinare. Ogni operatore della filiera coinvolto nella produzione, è soggetto a ispezione. Questo avviene per garantire l’adeguatezza degli impianti e la tracciabilità e conformità del prodotto finito, come da piano di controllo del Fagiolo di Sorana IGP.
L’artigianalità della lavorazione è indubbiamente un valore aggiunto, alla già prestigiosa notorietà del legume.
La semina quando deve avvenire?

L’ultima settimana di maggio è dedicata alla semina, mediante l’impiego di un seme autoctono.
Il terreno viene in precedenza preparato alla semina, con concimazione di fondo e copertura di materiale organico. È assolutamente vietato l’utilizzo di diserbanti chimici.
Tra agosto e settembre però la piantina, che nel frattempo ha raggiunto l’altezza di 4 o 5 metri, arriva a maturazione e le piante già adulte saranno state già sorrette da canne o reti plastificate. E quei lunghi virgulti cominceranno a produrre fiori e frutti meravigliosi.
Il raccolto del fagiolo si effettua nel momento in cui il legume inizia a seccare, ma conserva ancora le valve del baccello chiuse. La produzione massima consentita di granelli secchi ogni 1.000 mq di coltivazione, non deve superare i 200 chilogrammi.
I baccelli del fagiolo di Sorana, vengono raccolti e radunati e stesi al sole per alcuni giorni per completare l’essiccazione del loro involucro e dei loro frutti.. Dopodiché si procede alla battitura mediante il “carreggiato”: l’utensile tipico per questa pratica, che altri non è che un bastone.
Segue in seguito un attento e scrupoloso lavoro di pulitura e selezione dei fagioli.
In questa delicata fase, i fagioli più piccoli e malformati sono separati dagli altri ben fatti e sviluppati. Successivamente si elimina la p**a, ovvero tutti i residui del baccello rimasti dalla battitura.
Oggi i fagioli di Sorana IGP
destinati alla vendita vengono confezionati in sacchetti alimentari di cellofan, o in contenitori di vetro. Su ciascun involucro sono apposte tutte le indicazioni circa il prodotto. Si può infatti controllare la provenienza, il logo distintivo, così come il numero progressivo della confezione, la dicitura esatta del legume, il marchio europeo, e l’anno di produzione più la data di scadenza del frutto.
La nascita dell’Associazione “Onlus Fagiolo di Sorana IGP” e il recupero del seme.
Tornando al presente, vi starete chiedendo quale è la storia che ha permesso al Fagiolo di Sorana IGP, di sopravvivere fino ai nostri giorni.
Possiamo identificare negli anni ’60 - ’80 il momento focale di rinascita di questo legume e tutto nacque per lo spirito di iniziativa che avvenne in casa Canovai Sansoni Liana e Candido Sansoni suo coniuge.

La nascita dell’Associazione ONLUS Il Ghiareto
Allo scopo di promuovere, tutelare il prodotto ricavato e valorizzarlo, viene istituita la Onlus “Il Ghiareto Associazione dei Piccoli Produttori del Fagiolo di Sorana. Liana Canovai e Candido Sansoni Possidenti dei terreni adatti a Sorana”.
Nel 1965 l’Associazione di la provincia di PT a partire del Comune di Pescia. Liana Canovai otterrà il marchio dei suoi fagioli bianchi denominati di Sorana e l’otterranno negli. anni 1960
Un passo epocale per la coltura. E Liana comincerà a usare il marchio IGP tramite la Provincia di Pistoia e con l’aiuto di quel periodo del Tecnico Agrario Enrico Bianchi che viveva in Via Fiorentina di Pescia… in seguito Liana e Candido suo consorte muoiono e anche Canovai Giulio muore e allora certi abitanti del villaggio cominciano a prendersi per conto proprio il marchio dei fagioli di Sorana di Canovai Liana per conto proprio… insomma un selvaggio profitto ma solo per la morte di Liana Canovai e Giulio suo padre che non potevano difendere il loro marchio…


Ma fu solo NONNO GIULIO CANOVAI COLUI CHE INIZIO’ A FORMARE IL PROGETTO DEI SUOI FAGIOLI CON LA FIGLIA LIANA COLEI CHE RIUSCI’ A SMUOVERE LA PROVINCIA DI PISTOIA PER ACCOGLIERE IL LORO PROGETTO CHE TANTO FECE E TANTO E’ ANCORA ESISTENTE

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