25/05/2026
E va bene. Ho capito che le mie foto d’archivio vi piacciono di più. Mi ha sorpreso il fatto che in tanti abbiate letto la mia storia. Anche se oggi si dice che le persone leggono sempre meno e che sui social sia meglio parlare che scrivere.
A me piace esprimermi per iscritto. Mi aiuta a mettere a fuoco i pensieri.
Forse perché sono una persona molto manuale: la testa lavora meglio quando le mani sono occupate. 😅 E credo che sia così in generale. Ogni movimento ci aiuta a crescere e a svilupparci.
Da piccola amavo andare alle poste. Nell’epoca sovietica c’erano quei maestosi tavoli inclinati, con la boccetta d’inchiostro, il pennino e il profumo della carta. Andavamo spesso con la mamma per spedire un pacco o una lettera ai nonni e alle zie.
Mi ricordo ancora la matita chimica. Per scrivere l’indirizzo sul pacco si usava proprio quella. Bastava inumidirla e il gioco era fatto: la scrittura diventava come un timbro e non si sarebbe mai cancellata. Poi l’operatrice avvolgeva il pacco con lo spago, lo sigillava con la ceralacca rossa e il suo timbro. Quel gesto mi sembrava solenne, quasi magico. Il profumo della carta grezza riempiva tutta la stanza.
Alcuni anni dopo, mentre studiavo in Russia e avevo la famiglia lontana, andavo anche lì alle poste. Mi sedevo davanti alla finestra che dava sulla piazza, guardavo la statua dell’eroe e scrivevo le mie lettere.
Ovviamente le mie lettere non erano meno eroiche. Dentro raccontavo le mie conquiste, le mie battaglie, ma quasi mai le difficoltà.
Questa cosa l’avevo imparata da bambina. Non so nemmeno come. Le cose negative le tenevo per me. Forse avevo capito che così si risparmiano molte energie.