27/05/2026
L'IMPORTANZA DEI CONTROLLI SUI TESSUTI.
Quando parlo ai miei allievi del controllo tessuti, cerco sempre di far capire una cosa: il tessuto finito non è mai “solo” il risultato della tessitura o del finissaggio.È il risultato di tutto quello che succede prima, durante e dopo.
Spesso si guarda il tessuto solo quando esce finito, ma il vero lavoro parte molto prima, già dalla fase teorica.Ed è qui che oggi il CAD tessile ci dà una mano enorme. Nel mio caso utilizzo Penelope CAD, che permette di studiare l’articolo, impostare armature, densità, rapporti e iniziare a capire dove potrebbero nascere problemi ancora prima di mettere il filo sul telaio.
Ma il CAD, da solo, non basta.Perché tra quello che vediamo a monitor e quello che poi succede realmente sul telaio, il tessuto cambia, si muove, reagisce.
Ed è proprio lì che iniziano i controlli veri.
Quando passiamo dal progetto al greggio, bisogna ricontrollare tutto: gli imborsi, le rese, i comportamenti dell’ordito e della trama, le variazioni dimensionali… perché basta poco per ritrovarsi un tessuto diverso da quello che avevamo pensato.
E tante volte sono proprio gli imborsi a insegnare più cose agli allievi.Perché sulla carta sembra tutto corretto, poi però il filo lavora, tira, cede, si assesta, e il tessuto prende una forma tutta sua.
Per questo insisto sempre sul fatto che controllare non significa “guardare se ci sono difetti”.Controllare significa capire il tessuto.Capire perché reagisce in un certo modo e riuscire a prevederlo.
Dal teorico, al CAD, al greggio, fino al finito: ogni passaggio va osservato, confrontato e corretto.È questo che trasforma un’idea in un tessuto fatto bene.
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