Museo della Seta e della Ruralità

Museo della Seta e della Ruralità L'Ecomuseo della Seta e della Ruralità è un sistema "materiale-immateriale" che preserva antiche arti e mestieri del settore tessile e rurale.

Tesori che custodiamo ancora gelosamente nel nostro museo della seta a Ortì !
26/02/2026

Tesori che custodiamo ancora gelosamente nel nostro museo della seta a Ortì !

C’è stato un tempo in cui la Calabria era una delle capitali europee della seta ❤️
Un tempo in cui i gelsi disegnavano il paesaggio, i bachi lavoravano silenziosi e le mani sapienti delle nostre nonne trasformavano un filo fragile in un capolavoro prezioso 🥰

Già nel Medioevo, sotto i Bizantini e poi nel periodo aragonese, la nostra terra divenne un centro straordinario di produzione serica. Città come Catanzaro erano famose in tutta Europa: i suoi velluti e damaschi arrivavano fino a Venezia, Firenze e persino nelle corti francesi 😁

Nel Cinquecento, Catanzaro contava centinaia di telai attivi. Le sue sete vestivano nobili e sovrani. Era un’eccellenza assoluta del Regno di Napoli. Un orgoglio calabrese 🥰❤️

Poi il tempo, le crisi economiche, le malattie dei bachi e i cambiamenti industriali hanno fatto quasi scomparire questa tradizione. Ma quel filo non si è mai spezzato davvero.

Oggi la seta di Calabria è memoria, identità, cultura. È il simbolo di una terra che nei secoli ha saputo creare bellezza con pazienza e sacrificio.

Perché la Calabria non è solo mare e montagne.
È storia intrecciata.
È arte che nasce dal silenzio.
È un filo sottile che ancora oggi ci lega al nostro passato più luminoso 🥰❤️

24/02/2026

Corredi e vele spiegate

Lungo il corso delle sette fiumare oltre agli agrumi venivano coltivati, da sempre, anche i gelsi, la canapa ed il lino.

Soprattutto le donne svilupparono l'esperienza, la conoscenza e l'abilità necessarie alla trasformazione a domicilio delle materie prime in prodotti finiti e semilavorati che, oltre alle necessità familiari, servivano ad alimentare un florido mercato.

Per tutto l’Ottocento le sette fiumare con le loro donne furono il retroterra che alimentava di maestranze e di seta grezza le numerose filande di Villa San Giovanni, Cannitello e Reggio che venivano finanziate da capitali messinesi e stranieri.

L'industria serica si era considerevolmente sviluppata grazie all'allevamento del baco da seta, largamente diffuso fino alla prima metà dell'Ottocento, quando le coltivazioni di gelsi erano le più estese sul territorio. Si trattava di attività che erano radicate anche nelle famiglie contadine, che arrotondavano le magre
rendite dei poderi con i guadagni ottenuti dalla vendita dei bachi da seta e delle foglie di gelso alle filande del circondario.

Il lavoro della filatura e della tessitura era appannaggio quasi esclusivo delle donne: queste lavoravano le materie prime e le sete grezze che poi sarebbero state esportate in Francia e in Piemonte, per essere ulteriormente raffinate.

Nel circondario di Reggio e, soprattutto a Villa San Giovanni il tessuto delle filande, sostenuto da capitali forestieri, si era pertanto notevolmente irrobustito negli ultimi venti-trenta anni preunitari. Nel distretto di Reggio, già nel 1847, si poteva contare su 102 filande con 1.310 mangani, e la sola Villa San Giovanni contava ben 44 filande con 676 mangani, Reggio 16 con 252 mangani, Cannitello 14 e 146 mangani, le restanti 28 filande con 232 mangani erano distribuite tra Gallico (nove), Catona (otto), Campo C. (sei), e Pellaro (cinque).

All’indomani dell’Unità, la loro distribuzione si era modificata a favore dei centri più attivi. A Campo e a Salice ve ne erano quattro, sei a Gallina, otto a Scilla, nove a Rosalì, undici a Gallico, tredici a Catona, quattordici a Cannitello, trentotto a Villa San Giovanni e quarantatré a Reggio.

Se della storia nobile della seta, delle filande e dei nostri contadini che allevavano i bachi da seta abbiamo tracce evidenti che si sgretolano ogni giorno, sempre di più, e prima o poi svaniranno insieme ai ricordi delle donne anziane.

Nei piccoli centri pre-aspromontani erano attivi i maestri di cutra che con scampoli di seta e la lana riuscivano a confezionare le colorate trapunte per i mesi invernali. Sartoria artigiana e grandi professionalità perdute. Tanti viaggiatori del passato ci hanno lasciato traccia della lavorazione che a Reggio si faceva della Lana – Penna o Bisso con splendidi e rari drappi, di Bisso erano ricamati paludamenti sacerdotali e le porpore dei re. Nei conventi le suore ricamavano di Bisso preziosi panni.

Purtroppo abbiamo poche tracce della storia povera del lino e della canapa. Lungo il corso delle fiumare si facevano grandi piantagioni di lino e canapa le popolazioni erano sempre in lotta per trattenere nelle pozze l’acqua che serviva per la macerazione del lino e della canapa. Le donne di Scilla e Calanna con grande maestria e con i loro telai trasformavano in tele per fare camicie, mutande, e lenzuola. E di questi panni facevano incetta i mercanti fiumaresi per poi venderle a Messina.

Messina grande spaccio di tele, sete e corredi nuziali, alimentava i suoi commerci anche grazie al lavoro a domicilio delle donne dei piccoli centri che sorgevano lungo il corso delle sette fiumare.

Storie di lotte per l'acqua, lungo il corso delle fiumare, per far crescere le piante di canapa e lino, storie di corredi bianchi per le giovani spose e di mercanti che risalivano a piedi il corso delle fiumare, di corde e di vele spiegate ai venti del Mediterraneo.

Foto: Una donna calabrese lavora con l’arcolaio, 1924 (foto Gerhald Rohlfs)

Tratto dal libro: Storie delle sette fiumare

✨ Percorsi nella Memoria Rurale ✨Un viaggio emozionante tra riti, artigianato e fede, guidato dalla fondatrice e direttr...
09/12/2025

✨ Percorsi nella Memoria Rurale ✨
Un viaggio emozionante tra riti, artigianato e fede, guidato dalla fondatrice e direttrice Rosa Furfari, che farà rivivere storie antiche attraverso gli oggetti della nostra tradizione popolare.
Nel programma “U Natali i Paisi”, il Museo della Seta e della Ruralità di Ortì apre le sue porte per un Natale fatto di memoria, arte e comunità.
Un’esperienza che vi scalderà l'anima . 🌾✨

📍 Ortì – Museo della Seta e della Ruralità
📅 8 dicembre → 6 gennaio
📞 Prenotazione obbligatoria: 331 4111658


27/08/2025
Presso il terreno della nostra Azienda Agricola "Il Filo di Seta" si trova l'antico casolare che ospitò il laboratorio t...
21/08/2025

Presso il terreno della nostra Azienda Agricola "Il Filo di Seta" si trova l'antico casolare che ospitò il laboratorio tessile che avviò questa nostra storia familiare.
Abbiamo ricostruito con l'Intelligenza Artificiale alcuni ambienti interni per dare l'idea di come potesse essere.
Caterina Canale fu nonna e maestra d'arte di tessitura di Rosa Furfari: attuale responsabile del museo della seta di Ortì.

Venite a trovarci per conoscere questa storia suggestiva ed incredibilmente affascinante!

Fate un tuffo in un'altra epoca attraverso i reperti che gelosamente custodiamo!

Ricordiamo a Chiunque volesse ve**re a trovarci che il nostro piccolo museo demoetnoantropologico è sempre aperto su pre...
20/08/2025

Ricordiamo a Chiunque volesse ve**re a trovarci che il nostro piccolo museo demoetnoantropologico è sempre aperto su prenotazione ( potete inviare un msg qui in pvt oppure chiamare il 3314111658).

Saremo ben felici di potervi narrare le storie affascinanti che stanno dietro ogni oggetto!

Siamo a Ortì Sup. in via Provinciale; proprio all'ingresso del paese sotto la Chiesa del SS Rosario.

La fermata dei bus ATAM provenienti da Reggio città è proprio di fronte a noi: la linea è la n° 124 .

Cosa aspettate?

12/06/2025

𝐋'𝐢𝐧𝐜𝐮𝐛𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐦𝐞 𝐛𝐚𝐜𝐡𝐢 è sempre stata una fase fondamentale dell'allevamento del baco da seta. E' la delicata operazione con la quale si fornisce al seme un grado di calore confacente al suo sviluppo per ottenere la simultaneità delle nascite, anziché lasciarlo al suo naturale andamento in balia della stagione più o meno propizia.
👨 Nel 1581 Andrea Corsuccio da Sassocorvaro, il primo trattatista a scrivere un trattato sull'allevamento del baco da seta, scriveva: "voi donne le teniate in covo nel seno".
Questa pratica si è protratta per secoli, fino alla prima metà del Novecento, anche dopo che nella metà dell'Ottocento erano state introdotte le incubatrici per seme bachi.
Le più diffuse erano il modello "Sini", realizzate da Vincenzo Sini di Casale Monferrato, come quella che si vede in foto, conservata nel Museo delle Arti Rurali di Sant’Agata Feltria (Pro-Loco Sant'Agata Feltria).

A noi piacciono le "more"...Salute, Natura, Ambiente l, Cultura, Tradizione.Del gelso usiamo tutto tessiamo storie col f...
08/06/2025

A noi piacciono le "more"...

Salute, Natura, Ambiente l, Cultura, Tradizione.

Del gelso usiamo tutto tessiamo storie col filo di seta della memoria!

Prenotatevi per visite di gruppo ai nostri contatti

Come ogni anno si rinnova il miracolo del ciclo della seta. I nostri bachi crescono e mangiano tanto!Portate i vs bimbi ...
02/06/2025

Come ogni anno si rinnova il miracolo del ciclo della seta.
I nostri bachi crescono e mangiano tanto!

Portate i vs bimbi a fare visita al museo della seta di Ortì e rimarrete con gli occhi pieni di meraviglia anche voi!

Prenotate una visita ai nostri contatti.

Indirizzo

Ortì
Reggio Di Calabria
89123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 19:00
Domenica 09:00 - 13:00

Telefono

+393314111658

Sito Web

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