12/05/2026
Omaggio alle sorelle Fontana – Abito da sposa indossato da Linda Christian, 1949
Il 27 gennaio 1949 si celebrò quello che fu definito «il matrimonio del secolo»: quello tra l’attore Tyrone Power e Linda Christian. Le nozze furono un evento mediatico senza precedenti. La cerimonia si svolse nella Basilica di Santa Francesca Romana a Roma e venne trasmessa in diretta radiofonica in Italia, Francia, Svizzera e Stati Uniti. Le immagini della cerimonia conquistarono le prime pagine dei rotocalchi di tutto il mondo. Linda indossava un abito bianco, realizzato su misura dalle Sorelle Fontana. La semplicità dell’abito, impreziosita da un raffinato ricamo, catturò l’attenzione di tutti: il nome delle sorelle Fontana divenne sinonimo di eleganza, non c’era giovane sposa che non desiderasse per il proprio matrimonio un abito dell’Atelier Fontana.
La storia delle sorelle Fontana sembra una favola, e come ogni favola il loro cammino è stato segnato anche dal destino. Nei primi decenni del Novecento, Zoe, Micol e Giovanna lavoravano nella sartoria della loro famiglia, a Traversetolo, una piccola frazione di Parma. Pur essendo diverse tra loro, avevano in comune il desiderio di affermarsi, il bisogno di spaziare e il sogno di conquistare il proprio posto nel mondo. È Zoe, la più grande, a lasciare per prima il paese natale, affidandosi al caso: avrebbe preso il primo treno che transitava dalla stazione di Parma. Quel treno la portò a Roma, nel 1936, dove iniziò a lavorare per la sartoria Zecca. Non passò molto tempo prima che le sue sorelle si riunissero a lei. Micol fece un periodo di apprendistato alla sartoria Battilocchi, mentre Giovanna cuciva abiti in casa. Nel 1943, le tre sorelle decisero di mettersi in proprio e aprirono la loro prima sartoria in via Liguria. All’inizio non fu facile, ma presto la loro notorietà crebbe. Le creazioni, semplici ma innovative, conquistarono le donne dell’aristocrazia romana. E poi arrivò la svolta: Linda Christian bussò alla loro porta, desiderosa che le sorelle Fontana realizzassero l’abito per il suo matrimonio con Tyrone Power, leggenda di Hollywood. Da quel momento, il nome delle tre giovani sarte attraversò l’Atlantico, diventando sinonimo di moda italiana sofisticata, capace di competere con quella francese, già molto affermata. Le Fontana vestirono il jet-set internazionale. G.B. Giorgini le invitò a partecipare alla prima sfilata fiorentina, il 12 febbraio 1951, evento che segnò l’inizio dello stile italiano nella moda. «Sono convinta che il successo della moda italiana sia dovuto alla sua linearità e praticità», racconterà anni dopo Micol in un’intervista. «Il vestito è parte della vita». E di quello stile distintamente italiano, le sorelle Fontana furono tra le prime e più autorevoli rappresentanti. Tanto che, negli anni Cinquanta e Sessanta, il loro atelier, che si trovava ancora in via Liguria, divenne uno dei simboli della moda italiana, celebrato in tutto il mondo.
Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, il loro atelier, inizialmente situato in via Liguria, si è trasferito in una sede più grande in via San Sebastianello 6. In quegli anni, il luogo era frequentato da grandi star come Mirna Loy, Barbara Stanwyck, Michelle Morgan, Audrey Hepburn e Liz Taylor. Fu l’epoca della Dolce Vita, di Cinecittà e della Hollywood sul Tevere. Tra le star di Hollywood che frequentavano regolarmente l’atelier, ce n’era una in particolare, con cui le sorelle instaurarono un rapporto di amicizia: Ava Gardner. Per l’attrice, le sorelle crearono abiti di scena per film come “La contessa scalza”, “Il sole sorge ancora” e “L’ultima spiaggia”, oltre a vestiti per il suo guardaroba personale. Uno degli abiti più celebri fu il pretino, un vestito-redingote dalla linea talare, in tessuto di lana nera con profili e bottoncini rossi, che colpì l’immaginario collettivo. Questo abito, molto suggestivo, attirò anche l’attenzione di Federico Fellini, che chiese al costumista premio Oscar Piero Gherardi di ricrearlo per Anita Ekberg in “La Dolce Vita”. Nel 1960, l’atelier ampliò la propria offerta aggiungendo una linea di prêt-à-porter, seguita poi da accessori, pelletteria, bigiotteria e, nel 1991, anche il profumo Micol. L’anno successivo, l’azienda e il marchio furono ceduti a un gruppo finanziario italiano. Micol continuò comunque a occuparsi di moda attraverso la fondazione a lei intitolata, che promuove il talento di giovani creativi con borse di studio e corsi di formazione. La stessa Micol morì il 12 giugno 2015, diventando l’ultima delle tre sorelle a lasciarci. Oggi, il patrimonio lasciato dall’Atelier Sorelle Fontana, costituito da abiti, figurini, fotografie, ricami e accessori, è conservato nell’archivio della fondazione. Questo patrimonio rappresenta una preziosa memoria del passato e un patrimonio di ispirazione per il futuro.