La Vetrocreare è un’azienda specializzata nella progettazione e la realizzazione di vetrate artistiche. Nasce nel 1980 per iniziativa di due Architetti: Laura Belforti e Michel Patrin, che hanno appreso l’arte delle vetrate e del loro impiego in Belgio, dopo la laurea, in occasione di una specializzazione post-universitaria. Nel 1983 viene aperto, nel centro storico romano (Via dei Coronari), l’at
elier di Piazza San Salvatore in Lauro, luogo di lavoro ed anche punto di incontro di Architetti, Arredatori e clienti privati in cerca di soluzioni sofisticate e personalizzate. Nel 1990 si inauugura il nuovo “laboratorio” di Viale delle Milizie, che ospita le fasi esecutive della lavora- zione delle vetrate ed un “magazzino” nel quale sono conservati centinaia di tipi di vetro artistico provenienti da Italia, Germania, Francia e Stati Uniti. Nell’ottobre 2003 dall’Impresa nasce una scuola, con l’intento di trasmettere le tecniche e la cultura della Vetrata Artistica, insegnando a “costruire” il pannello vetrario ed a impiegarlo in modo appropriato. La vetrata nasce sempre da una idea, da un progetto che, partendo dal luogo di intervento, si concretizza in un bozzetto colorato. Una volta che il bozzetto è approvato dalla commit- tenza si passa alla fase esecutiva, realizzando il cartone a dimensione reale e scegliendo, tra centinaia di campioni, i colori per ogni tassello della vetrata. Il vetro utilizzato è in gran parte soffiato a bocca, colato, o tirato: dunque colorato in pasta e realizzato a mano. Le tecniche impiegate sono prevalentemente tre:
- la prima è la tradizionale vetrata legata a piombo, storicamente la più antica, realizzata con i gesti ed i materiali di una tradizione millenaria.
- la seconda è il collage, che si realizza come un mosaico vetroso, in cui le differenti tessere colorate sono molate ed assemblate mediante incollaggio strutturale su di un supporto in vetro industriale. Alcune tessere possono essere realizzate in fusione. - la terza è quella della sabbiatura e dell’incisione, che si realizza mediante una macchina che “scava”, più o meno in profondità, la superficie del vetro mediante getti di sabbia ad alta pressione.