01/02/2020
“La mia ricetta era fare gol per far felici i tifosi e sentire il loro boato”.
“Ho segnato gol contro i migliori difensori in Italia (...). Forse avrei potuto competere per vincere il Pallone d'Oro se fossi stato nel Barcellona o nel Manchester, ma volevo vincere con la Fiorentina. Volevo conquistare il campionato con una piccola squadra e entrare nella storia”.
“Il mio ricordo preferito? I due gol segnati a Bologna dopo essere appena sceso dall'aereo di ritorno dall'Argentina senza aver dormito un minuto, quelli non hanno prezzo”.
“Su una stagione di 70 partite ne facevo 65 e davo sempre tutto. Per me era impossibile accettare di stare fermo per un infortunio o per stanchezza”.
“Anche se avevo problemi seri, volevo giocare, sempre. Quando sei giovane spesso non pensi. A volte, ti credi Tarzan...”
Credici Bati, tu eri molto, molto di più...
Mister 360 gol in carriera, miglior marcatore di sempre con la maglia della Fiorentina in serie A, secondo marcatore di sempre della nazionale argentina dietro solo a Leo Messi e davanti nientemeno che a Maradona, che di lui dirà:
«Per me il miglior numero 9 argentino di sempre. Non esiste un altro come Batistuta e non esisterà. In Italia spaccava le difese. In molti se lo ricordano bene... Un animale, un animale che, come dico sempre, grazie a Dio è argentino».
Compie gli anni "El rey leon" da Reconquista, idolo viola e di tanti altri appassionati di calcio, indubbiamente uno dei più grandi centravanti di sempre: Gabriel Omar Batistuta.