05/02/2026
Diciamocelo chiaramente: avere "Disorder" nel nome faceva sembrare che avessimo bisogno di una prescrizione medica più che di un brief. Così abbiamo preso una decisione esecutiva: l'ossessione resta, ma cambia indirizzo.
Da oggi l'acronimo sta per Obsessive Creative Design. Abbiamo trasformato la nostra mania per il controllo in una feature di lusso. Non è un disturbo, è metodo: siamo semplicemente intolleranti all'imperfezione.
Il Simbolo: Geometria in codice
Credevate fossero due cerchi messi lì a caso? Orecchie di Topolino astratte? Offensivo.
Niente qui è casuale. Il pittogramma è l'acronimo stesso che si traveste da geometria pura.
● Il cerchio nella sua interezza platonica rappresenta la O.
● I due segmenti spezzati non sono "rotti": sono inclinati con un'angolazione millimetrica (che non vi riveleremo mai) per disegnare sinteticamente la C e la D.
Questa struttura c'era già, ma prima era piatta. Con il restyling abbiamo aggiunto il gradiente per dare volume a questo codice visivo. Ora le lettere non sono solo disegnate, "emergono".
La Tipografia: L'inganno dell'occhio
Qui è dove la nostra precisione ha dato il meglio di sé.
Per il titolo OCD GRAPHIC abbiamo scelto un font Bold, spesso e squadrato. Deve essere solido come il tavolo su cui picchiamo il pugno quando vediamo un pixel fuori posto.
Ma la vera magia è nel sottotitolo.
Allinearlo matematicamente? Non sempre funziona! Per controbilanciare l'imponenza del simbolo, abbiamo allargato il payoff leggermente più del titolo. È un trucco ottico.
I Colori: "Bianco" è una parola grossa
Credevate che avessimo usato un bianco e nero standard?
Per soddisfare il nostro bisogno di perfezione tattile abbiamo bandito i colori di default:
● Il Nero non è nero: È Pantone Black 6C. Profondo, ricco, autorevole. Il nero 100% lo lasciamo alle fotocopiatrici.
● Il Grigio: È Pantone 0961C. Tecnico quanto basta per gestire le sfumature del simbolo senza disturbare.
● Il Fondo: Il bianco ottico ci faceva ve**re il mal di testa. Abbiamo scelto il PANTONE 11-4201 Cloud Dancer. È un bianco sporco, morbido, riposante. Perché va bene essere ossessivi, ma con classe.
In sintesi
Non abbiamo solo rifatto un logo. Abbiamo messo in ordine il caos.
Il risultato è un marchio che comunica precisione e creatività strutturata. È ancora un'ossessione? Assolutamente sì. Ma è un'ossessione bellissima.