22/05/2025
In questi mesi mi sto dedicando alla scoperta delle varie tipologie di paglia.
Lavorandole, mi accorgo quanto siano differenti una dall’altra: intrecci, spessore, facilità o difficoltà con cui si lasciano modellare.
Ognuna ha le sue peculiarità e le sue sfide, che spesso mi mettono alla prova.
Ho fatto degli errori.
Mi è capitato di dover scartare delle cappelline a malincuore.
E per una come me, che insegue sempre la perfezione in tutto ciò che fa, non è stato semplice.
Ma è proprio grazie a quegli errori che sto imparando una delle lezioni più importanti: cadere è parte del percorso, sbagliare è giusto, necessario, inevitabile.
È l’unico modo per imparare e crescere davvero.
Così, ho iniziato a prendere tutto con più leggerezza.
Quando qualcosa non va come vorrei, mi dico: “Ok, tutto fa esperienza. Ci riprovo e andrà meglio.”
Se ripenso alla prima volta che ho preso un ago in mano, con le dita che tremavano e la fatica nel fare un semplice nodino, riguardandomi indietro mi rendo conto di quanti passi avanti ho fatto.
Sto lavorando con impegno e cuore, sperimentando forme nuove, tinture, tecniche che mai avrei pensato di fare.
E ogni giorno scopro una manualità che non credevo nemmeno di avere.
Ah, quanto può sorprenderti la vita quando ci si mette in gioco.
Tutti i cappelli che sto creando partiranno con me quest’estate per un’esperienza unica che mi vedrà lontana da casa per un mese…in un luogo meraviglioso.
Ecco, questo è solo il primo piccolissimo spoiler 👀
Se ti va di mandarmi un pensiero, o se vuoi provare a indovinare di cosa si tratta, scrivimelo nei commenti ⤵️