30/03/2026
Talking Hands presenta il nuovo servizio fotografico della capsule collection di inizio stagione.
Lo shooting è stato realizzato a Treviso, lontano dai luoghi canonici: abbiamo esplorato i quartieri periferici di Santa Maria del Rovere e il Villaggio Coordinato di San Liberale, alla ricerca delle piccole attività commerciali a gestione migrante.
Mini-market, frutterie, saloni di acconciatura — realtà in forte crescita in Italia, con quasi 680.000 imprese registrate che testimoniano dinamismo e capacità di adattamento, contribuendo al tessuto imprenditoriale nazionale e rafforzando il senso di comunità nei nostri territori.
Il servizio è stato realizzato dal fotografo trevigiano Michele Amaglio, diplomatosi presso la prestigiosa University of Brighton e successivamente specializzatosi con una laurea magistrale in semiotica presso l'Università di Bologna, città in cui attualmente risiede. Michele alterna lavori commerciali a progetti di ricerca in ambito sociale e ambientale, con una sensibilità personale e un approccio originale al medium fotografico.
La capsule collection è stata interamente realizzata con tessuti tradizionali cinesi, grazie a una collaborazione avviata con il PACC – Design Center di Shanghai, realtà che ha come obiettivo la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale cinese e la promozione di collaborazioni internazionali tra artigiani e designer.
In questa collezione abbiamo utilizzato cotoni e sete tinti naturalmente con l'indaco estratto dalla pianta Malan: tinture che, oltre alla loro bellezza estetica, trovano impiego nella medicina tradizionale cinese come antinfiammatori e rimedi per la cura del corpo. Completano la palette le preziose sete Adelaide dello Xinjiang, regione di confine con Kazakhstan, Kirghizistan, Tagikistan, Afghanistan, Pakistan, Mongolia e India, storicamente crocevia di popoli e tradizioni. Le Adelaide, elemento distintivo della cultura uigura, incarnano questa ricchezza multiculturale: nei loro motivi si fondono elementi decorativi centroasiatici, influenze islamiche e buddiste, tecniche orientali di tessitura. Non sono soltanto un tessuto prezioso, ma una testimonianza vivente di come le arti tradizionali si sviluppino attraverso secoli di scambi e dialoghi tra culture diverse.
Completano la collezione gli accessori della nuova linea Talking Cranks — ispirata al mondo del cicloturismo e dell'outdoor — con borse da viaggio, porta borraccia e la classica casquette, il berretto piatto da bicicletta.
Tessuti, accessori, fotografia: linguaggi diversi che Talking Hands intreccia da dieci anni con la stessa cura e la stessa direzione di senso.
Nata nel 2016 dalla convinzione che il lavoro artigianale sia un linguaggio universale, capace di attraversare confini geografici e culturali, Talking Hands costruisce ogni collezione come un atto di ascolto: verso le mani che cuciono, tingono e tessono, verso le storie che quei gesti portano con sé, verso le comunità che li tramandano.
Questo servizio fotografico — girato tra i negozi e i vicoli di una Treviso spesso invisibile ai più — non è solo la presentazione di una collezione. È un invito a guardare diversamente il territorio in cui viviamo, a riconoscere nel quotidiano la ricchezza di chi lo abita e lo trasforma.
Perché valorizzare un tessuto uiguro, una tintura all'indaco, una frutteria di quartiere non sono gesti separati: sono tutti parte dello stesso progetto, quello di una moda che sa da dove viene e sa cosa vuole costruire. Dopo dieci anni, questo è ancora il punto di partenza.
Un ringraziamento particolare a Giulia Albano e Anatalia Silva, testimonial d’eccezione per Talking Hands.