Il progetto Mostri113 è nato per caso 10 anni fa, quando una serie di gravi perdite colpì me e mio figlio, che aveva 3 anni. Sebastiano cominciò a raccontarmi storie di lui e del suo "amico immaginario": il Mostro113, così lo chiamò, suo alleato e mangiatore di quei mostri cattivi che popolavano le sue notti. Non sapevo come creare il mostro, ma sentivo di doverlo fare. Sentivo che la co-creazione
del suo alleato lo avrebbe aiutato a sconfiggere le sue paure. Era un'occasione per superare il nostro comune dolore. Iniziai prendendo spunto da un libro sloveno che “capitò” tra le mie mani pochi giorni dopo la sua richiesta e mi accinsi nella creazione di un primo mostro, NumeroUno. In seguito, essendo una persona molto testarda, continuai a fare e rifare mostri, affinando la mia tecnica, dapprima seguendo i cartamodelli poi creando i miei e suoi mostri, in un secondo momento, creandone su richieste specifiche da parte di mamme, per i loro figli, e non solo. Così nacquero nuovi mostri che, mantenendo uno stile comune, divennero sempre più personalizzati in base alle richieste. Non ricordo il momento esatto in cui pensai di creare un mostro che si mangiasse la paura e feci il primo Mangiapaure, un mostro con la bocca a cerniera lampo, all’interno della quale si poteva inserire la propria paura. Dall’osservazione delle paure comuni ai bimbi, dal dialogo con le mamme e con mio figlio creai mostri Mangiapaure più specifici: il Mangiabua, il Mangiabuio, il Mangiamalinconia, il Mangiaansia, ecc…
E così un gioco tra e mio figlio è diventato un disegno più ampio: Mostri113 è il mio progetto imprenditoriale artigianale e interattivo.