18/04/2026
Il silenzio delle piante
La conoscenza unilaterale tra voi e me
si sviluppa abbastanza bene.
So cosa sono foglia, petalo, spiga, stelo, pigna,
e cosa vi accade in aprile, e in dicembre.
Benché la mia curiosità non sia reciproca,
su alcune di voi mi chino apposta,
e verso altre alzo il capo.
Ho dei nomi da darvi:
acero, bardana, epatica,
erica, ginepro, vischio, nontiscordardimé,
ma voi per me non ne avete nessuno.
Viaggiamo insieme.
E quando si viaggia insieme si conversa,
ci si scambiano osservazioni almeno sul tempo,
o sulle stazioni superate in velocità.
Non mancherebbero argomenti, molto ci unisce.
La stessa stella ci tiene nella sua portata.
Gettiamo ombre basate sulle stesse leggi.
Cerchiamo di sapere qualcosa, ognuno a suo modo,
e ciò che non sappiamo, anch’esso ci accomuna.
Io spiegherò come posso, ma voi chiedete:
che significa guardare con gli occhi,
perché mi batte il cuore
e perché il mio cuore non ha radici.
Ma come rispondere a domande non fatte,
se per giunta si è qualcuno
che per voi è a tal punto nessuno.
Epifite, boschetti, prati e giuncheti –
tutto ciò che vi dico è un monologo
e non siete voi che lo ascoltate.
Parlare con voi è necessario e impossibile.
Urgente in questa vita frettolosa
e rimandato a mai.
Wisława Szymborska
•••
E infine, di questo dialogo silenzioso, questo viaggiare, di questo non sapere farne un giardino sulla tavola.
Il table set misto i oggi è composto da piatti come puntini su una mappa. I piani inglesi e di Macau, antica colonia portoghese in Cina; i fondi portoghesi di Sacavem, la più antica fabbrica maiolica lusitana; gli antipasto italiani dipinti a mano, da inizi a metà Novecento.
Disponibili singolarmente o in posti tavola, oltre a una coppia di decori in porcellana dipinta a mano da parete, perfetti anche per impreziosire il centro tavola, Verbano Laveno anni Trenta.