10/12/2025
E SE NON FOSSE VERO CHE SONO SOLO I GENI A CONTROLLARE LA NOSTRA BIOLOGIA?
Da qualche tempo, figure professionali pionieristiche hanno indagato quest'affascinante area per fornirci una risposta:
Bruce H. Lipton, biologo molecolare e autorità mondiale per quanto concerne i legami tra scienza e comportamento, è stato premiato per il “Miglior libro di Scienza 2006” con la pubblicazione “La biologia delle credenze”.
Masaru Emotu, ricercatore di medicine alternative, diffuse le sue scoperte sui “messaggi dell’acqua” intorno ai primi anni 2000.
Questì due autori, seppur abbiano utilizzato risorse differenti, condividono una rivelazione importantissima: le nostre percezioni e le nostre parole possono cambiare la struttura delle cellule e delle molecole.
Tali incredibili ed innovative scoperte furono avvallate da esperimenti mirati a “controllare” le informazioni che venivano trasmesse.
Le intuizioni di Lipton, si edificarono grazie agli studi effettuati sulle cellule endoteliali allevate in coltura. Egli noto’ come esse, effettuando un costante monitoraggio del proprio mondo, cambiavano comportamento in base alle informazioni che captavano dall’ambiente.
Per Lipton quindi, le percezioni umane sono controllate dagli stimoli ambientali apprese come esatte. Ma attenzione: vere oppure false che siano.
Considerando che il corpo umano adulto è composto da più del 60% di acqua, Emoto dimostrò con le sue sperimentazioni come l’effetto di idee, parole e musica rimanevano immagazzinate nelle molecole d’acqua, non solo come informazioni ma anche come sentimenti e coscienza reagendo a qualsiasi messaggio.
Nelle foto al microscopio, si può infatti vedere come le molecole d’acqua esposte a parole di gratitudine e amore, avessero sviluppato una forma simmetrica e armonica, a differenza di quelle esposte a parole con suoni legati alla negatività ed all’aggressività, che avevano creato strutture caotiche e disorganizzate.
Appare illuminante la similitudine di queste ricerche con la teoria dell'attaccamento di Jhon Bowlby, psichiatra e psicoanalista che negli anni 1950-'70, sottolineava l'importanza del legame primario tra bambino e cargiver (madre o un'altra figura che funge da tutore) per poter sviluppare una buona base cognitivo comportamentale per il futuro del bambino. "Il legame affettivo è un bisogno biologico primario e può confluire in diversi stili di attaccamento: sicuro, insicuro, ambivalente e disorganizzato".
Vediamo come i concetti di questi tre trattati, siano in realtà ridondanti; positivo-negativo, armonico-disarmonico, organizzato-disorganizzato, sicuro-insicuro, vero-falso.
Emerge nitidamente studiano le risposte ottenute sia dalle cellule, sia dalle molecole, sia i comportamenti umani, come il cuore di tutto siano le EMOZIONI PERCEPITE.
Ebbene, data la moltitudine di informazioni che abbiamo al giorno d'oggi, laddove vi siano delle problematiche di diversa natura, penso che l'approccio più utile sia lavorare simultaneamente su più livelli: utilizzando fattori riparatori sensoriali e percettivi oltre che comunicativi.
Concludendo, in quest'era così moderna e ricca di nuovi spunti, soprattutto grazie a ricercatori così audaci ed intraprendenti, possiamo riflettere se credere al fatto che sia tutto predestinato, o iniziare ad avere noi stessi un ruolo fondamentale nella propria vita.