27/05/2026
Ci ho pensato un po' prima di condividere anche con voi questi pensieri che ho scritto nei giorni passati...poi ho deciso di si, perchè chi mi conosce e c'era...sa bene quello che ho passato e anche a distanza, mi siete stati vicini....💜
Oggi sono 5 anni.
Oggi, 5 anni fa ho aperto la porta per fare uscire lui: "Vatti a rinfrescà le idee da Mammt", sono state le mie parole. Ero consapevole che sarebbe stata la fine.
Oggi, sono 5 anni dal giorno in cui ho capito che alcune persone possono distruggerti senza provare nulla.
Per quasi 20 anni ho amato, aiutato, giustificato, protetto.
Ho raccolto pezzi che non erano nemmeno miei da raccogliere.
Ho dato energia, tempo, dignità, amore… credendo che costruire insieme significasse non lasciare indietro nessuno.
E invece mi sono ritrovata svuotata.
Quando qualcuno mi chiede cosa ho provato davvero, la risposta è sempre la stessa:
mi sono sentita come una persona che passa la vita a ti**re fuori qualcuno da un burrone.
Con le mani ferite, il fiato corto, la paura che cada.
E quando finalmente riesce a salvarlo… lui si gira e la spinge giù.
È così che mi sono sentita.
Buttata via.
Come se tutto quello che avevo dato non valesse nulla.
E il dolore più grande non è nemmeno stato perdere lui.
Ma vedere con quanta facilità si possa ferire chi ti ha amato davvero.
Con quanta leggerezza si possa abbandonare persino chi veniva chiamato “un figlio”, il nostro Semola, il MIO Semola.
Ci sono ferite che non guariscono completamente.
Impari solo a conviverci senza sanguinare ogni giorno.
Poi però succede anche altro.
Arriva qualcuno che ti prende la mano senza chiederti di annullarti.
Qualcuno che resta.
Qualcuno che nei momenti peggiori non ride, non scappa, non distrugge.
Io quel qualcuno l’ho trovato.
E se oggi sono ancora qui, è anche perché quel qualcuno mi ha insegnato che l’amore non dovrebbe mai somigliare a una guerra.
Ci ho messo anni a capire che il problema non ero io.
Che non ero io ad aver dato troppo amore, troppa pazienza, troppa presenza.
La differenza la capisci quando incontri qualcuno che non ti usa per salvarsi, ma ti cammina accanto.
E io quella differenza ora la conosco.
Ha il volto di Luca, della sua presenza nei giorni peggiori, del modo in cui ha condiviso con me persino il dolore devastante della perdita di Semola. Del NOSTRO Semola. Se fosse stato un bambino, la frase giusta sarebbe stata: "Genitore non è chi ti mette al mondo ma chi ti cresce e sta al tuo fianco per sempre".
Fra circa una settimana lui si sposerà.
E forse la cosa più strana è rendermi conto che non provo dolore per questo.
Il dolore vero l’ho già attraversato 5 anni fa.
Per questo oggi non invidio chi prenderà il mio posto.
Perché la verità è che certe persone non cambiano, non diventano migliori: semplicemente cambiano persona a cui mostrare chi sono, trovando qualcuno che non conosce ancora le loro ombre.
La mia vittoria?
Non è aver dimenticato il dolore.
E' essere sopravvissuta a qualcosa che pensavo mi avrebbe spezzato per sempre.
E' avere al mio fianco una persona che mi ama per quello che sono.
E' amare una persona che tutti i giorni mi fa capire cosa vuol dire amare ed... essere amati.