14/10/2019
Appena tornata da Città del Messico, dove ho tenuto un paio di workshop per NABA Nuova Accademia di Belle Arti presso Universidad del Valle de México UVM Campus Lomas Verdes e UVM Campus Tlalpan .
Il mio obbiettivo era quello di proporre una chiave di lettura con cui poter aprire un dialogo sulla moda, che potesse essere realmente progettuale e sedimentasse un processo possibile per gli studenti messicani, partendo dalla loro storia della moda (che ha codici, volumi e significati totalmente diversi dai nostri), per arrivare ad un progetto propositivo e possibile di “abito” oggi. Di seguito alcuni concept:
1_COLLEGE BODY essere studenti a Città del Messico vuol dire prendere molti mezzi pubblici che la maggior parte delle volte sono pieni di persone, e spesso si è soggetti a furti: portare modellini o materiali delicati in università diventa una missione impossibile. Il gruppo, propone 7 pezzi fondamentali per un guardaroba anti furto, iper funzionale e pratico dove stivare tutti gli strumenti necessari, al sicuro da furti e urti.
2_CLIMATE CHANGE BODY L’altitudine di Città del Messico (2250 m s.l.m.), fa sì che ci sia un’escursione termica altissima: un gruppo di studenti ha progettato un guardaroba “in scatola” composto da pezzi di abiti montabili e smontabili, realizzati con materiali di diverse finezze, per permettere un facile adattamento alle differenze climatiche, e non farsi mai trovare impreparati e senza avere più la necessità di comprarne molti altri.
3_GENDERLESS BODY Oggi, per necessità legate ad una vita semplice e pratica, molti uomini e donne messicani, usano gli stessi vestiti: l’abito non viene più sessualizzato, ma usato solamente per fini di comfort. Alcune studentesse partono da questa ricerca, -svolta fotografando gente per strada-, che arriva al sintetizzare forme e volumi che ricordano l’assoluto ascetismo e spiritualità delle architetture del grande architetto messicano Luis Barragán.
E ancora, molti altri che potrei elencare….Soddisfatta della settimana di lavoro, torno a casa con due certificati dei Campus di Lomas Verdes e Tlalpan, dove, verso il fondo, una frase dice: “Por siempre responsable de lo que se ha cultivado”